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Porsche accelera il piano di rilancio: altri 5 mila tagli in Germania, salgono a 9 mila gli esuberi previsti
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Porsche accelera il piano di rilancio: altri 5 mila tagli in Germania, salgono a 9 mila gli esuberi previsti

23 luglio 2026, 10:00 Ultimo aggiornamento: 10:23

Il consiglio di sorveglianza approva il nuovo piano del ceo Michael Leiters. Obiettivo ridurre il punto di pareggio a 180 mila auto e rilanciare i margini con nuovi modelli

Porsche accelera il piano di ristrutturazione per affrontare il rallentamento della domanda, soprattutto in Cina, e il forte calo della redditività che da tempo colpisce la casa tedesca. Il consiglio di sorveglianza ha approvato il progetto del ceo Michael Leiters che prevede altri 5 mila tagli di posti di lavoro in Germania, portando a quasi 9 mila il totale delle riduzioni già annunciate dal costruttore tedesco.

I nuovi esuberi si aggiungono ai 3.900 già previsti e saranno realizzati attraverso il turnover naturale, prepensionamenti e uscite volontarie, senza quindi licenziamenti forzati. Contestualmente, Porsche ha deciso di prorogare fino al 2035 le garanzie occupazionali per i dipendenti degli stabilimenti tedeschi. Va ricordato che il gruppo impiega circa 23 mila persone in Germania.

La crisi della domanda pesa sui conti

La casa di Stoccarda è alle prese, ormai da tempo, con un netto peggioramento del contesto di mercato. Dopo il record di 320.221 vetture consegnate nel 2023, le vendite sono destinate a scendere a circa 250 mila unità nel 2026, penalizzate soprattutto dalla debolezza del mercato cinese e da una gamma prodotti temporaneamente ridotta. A incidere è anche l’uscita di scena della Macan con motore termico in Europa e il rinvio al prossimo anno delle nuove Boxster e Cayman elettriche, che hanno creato un vuoto nell’offerta del marchio.

Secondo Leiters, il primo programma di riduzione dei costi non sarebbe stato sufficiente a ripristinare la competitività del costruttore. Per questo motivo Porsche punta ora a una riorganizzazione più profonda delle strutture aziendali.

Nel mirino ricerca, sviluppo e funzioni amministrative

Le riduzioni interesseranno soprattutto le funzioni amministrative e la ricerca e sviluppo, che negli ultimi anni avevano registrato una forte crescita degli organici. Il gruppo tedesco vuole semplificare la gamma e ridurre la complessità tecnica dei propri modelli, diminuendo quindi anche il fabbisogno di personale ingegneristico.

Tra i siti più coinvolti dovrebbe esserci il centro di sviluppo di Weissach, vicino a Stoccarda, dove lavorano circa 7.500 persone. Il piano dovrebbe interessare anche posizioni manageriali, con l’obiettivo di uno snellimento della struttura organizzativa.

L’obiettivo è tornare sopra il 15% di margine

Il management di Pors che ha fissato l’obiettivo di abbassare il punto di pareggio a circa 180 mila vetture vendute all’anno, così da rendere Porsche più resiliente durante le fasi di debolezza del mercato. Per il 2026 il gruppo prevede ricavi compresi tra 35 e 36 miliardi di euro e un margine operativo tra il 5,5% e il 7,5%, ben lontano dalle performance a doppia cifra che per anni hanno sempre caratterizzato il marchio in passato.

Il rilancio passerà soprattutto dai nuovi prodotti. Tra i modelli già confermati ci sono il successore della Macan con motore a combustione, atteso però entro la fine del decennio, un nuovo suv a tre file di sedili sopra la Cayenne e una sportiva in serie limitata ispirata alla 918 Spyder. Un aggiornamento della strategia è previsto l’8 ottobre, quando Leiters presenterà il nuovo piano industriale di Porsche e le decisioni sull’assegnazione della produzione nei diversi stabilimenti tedeschi, compreso quello di Zuffenhausen, finito sotto osservazione per i suoi elevati costi produttivi. (riproduzione riservata)



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