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Ponte sullo Stretto, Morelli a MF: nuovo ok del Cipess a settembre
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Ponte sullo Stretto, Morelli a MF: nuovo ok del Cipess a settembre

04 agosto 2026, 22:30

Il Comitato ha stanziato 800 milioni per le politiche abitative delle città metropolitane e 20 milioni per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità

La seconda delibera del Cipess sul progetto del Ponte sullo Stretto «dovrebbe arrivare entro la fine di settembre». Lo ha anticipato a MF-Milano Finanza, Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipess e leghista della prima ora, precisando che è «del tutto naturale che sull’opera del secolo possano emergere delle criticità, adesso però tutte affrontate». Servirà anche il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rinnovato prima della sua naturale scadenza a dicembre 2026. E poi il progetto del Ponte «potrà riprendere l’iter e arrivare sul tavolo della Corte dei Conti».

Domanda. Nell’ordine del giorno del Cipess ci sono 800 milioni per le politiche abitative delle città metropolitane, con quali obiettivi?

Risposta. Lo stanziamento del Cipess ricalca le direttrici del Piano Casa dell’esecutivo: transizione verde e digitale dell’abitare, la rigenerazione urbana e lo sviluppo dell’housing sociale. Da non sottovalutare l’importanza delle risorse destinate all’assistenza tecnica e amministrativa agli enti che dovranno poi andare a mettere a terra i fondi pubblici. E anche rapidamente. Ecco che servono le competenze.

D. Previsti inoltre 20 milioni per la valorizzazione e riqualifica degli edifici confiscati alle organizzazioni criminali...

R. Ogni amministrazione in tutto lo Stivale sta agendo seguendo la strada illuminata dal faro del governo, in particolare dal Piano Casa per cogliere le opportunità di garantire spazi abitativi a prezzi calmierati ai cittadini. Il tutto senza consumare nuovo suolo ma valorizzando/riqualificando l’esistente.

D. Passando ai trasporti, spicca il Piano economico-finanziario 2025-29 di Autostrade Alto Adriatico da 1,9 miliardi. Quali novità?

R. Sicuramente di maggior interesse per i cittadini è che non ci saranno aumenti tariffari a toccare il portafoglio di automobilisti e autotrasportatori fino al 2029. Da evidenziare, inoltre, che sarà messo in atto un piano di potenziamento dell’A4 senza contributi pubblici grazie al maggior ricorso all’innovazione per aver più sicurezza e a una giusta economia perseguita da una società pubblica, al 92% partecipata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Veneto.ù

D. È previsto l’ok a un nuovo lotto del Brennero: l’asse Ferroviario Monaco-Verona. È un nodo strategico?

R. Il tunnel del Brennero permette di ragionare in maniera complessiva dell'autotrasporto e della logistica nonché in generale della mobilità del Nord Est italiano. Ma è anche la principale porta per tutte le merci che dall’Italia devono andare in centro Europa. Tale nodo strategico va inserito in un piano complessivo della logistica a livello regionale e nazionale per trasformare l’Italia nel più grande hub naturale europeo. Un bene per tutto il Vecchio Continente ma soprattutto per l’Italia, visto che le tasse di sbarco e doganali vengono versate al Paese di arrivo nel settore della logistica.

D. In che modo questo si interseca con la riforma dei porti, a cui sono destinati 358 milioni?

R. La parola d’ordine è la stessa: intermodalità e strategia di medio lungo periodo. Nel comparto dei porti vanno valorizzate le specificità dei singoli porti italiani, evitando però, grazie a una regia centralizzata, doppioni che rischiano di farsi una dannosa concorrenza e attrarre meno investimenti di quanto potrebbero. Sommando tutte le infrastrutture della mobilità, l’Italia sarà l’hub europeo con lo sguardo adesso a Suez e al Medio Oriente, ma poi all’Africa, il continente destinato a crescere di più nei prossimi anni. (riproduzione riservata)



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