Gli ultimi calcoli stimano che il nuovo fondo di garanzia per le polizze vita a regime avrà una dotazione pari a 3 miliardi di euro rispetto ai 365 milioni già raccolti lo scorso anno. Ogni anno e per dieci anni le compagnie dovranno versare una somma pari allo 0,4 per mille delle rispettive riserve vita per arrivare quindi a fine periodo a una percentuale totale dello 0,4%. Considerando tutte le riserve del sistema (anche gli intermediari sono stati coinvolti nell’impegno) la somma complessiva ammonta appunto a poco più di 3 miliardi e il prossimo versamento è previsto per aprile.
Le risorse, secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2024 dopo il default Eurovita, dovranno servire a tutelare fino a 100 mila euro i sottoscrittori di polizze vita in caso di difficoltà della loro compagnia, come avviene già da tempo per i conti correnti bancari grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Anche il fondo di garanzia assicurativo dopo una prima fase transitoria è pronto a partire e sarà un consorzio di diritto privato supervisionato da Ivass. Lo statuto che lo regola, approvato nei giorni scorsi dall’Istituto di Vigilanza e consultato da MF-Milano Finanza, prevede in particolare che il fondo possa intervenire in caso di liquidazione coatta amministrativa ma anche per prevenire o superare eventuali situazioni di crisi che potrebbero portare al dissesto e utilizzando diversi strumenti: dal finanziamento alle prestazioni di garanzie e all’acquisizione di attività, passività e rami d’azienda.
Allo statuto, che fa da cornice al nuovo fondo, dovranno poi aggiungersi regolamenti attuativi che dovranno chiarire aspetti non secondari. Primo tra tutti il fatto che il 50% di quanto le imprese dovranno versare al fondo potrà rimanere nel bilancio della compagnie, in un fondo costituito ad hoc, pesando meno sui conti delle assicurazioni.
Tema centrale è poi la governance. Nell’assemblea, che tra le altre cose nomina il presidente e il consiglio, avranno spazio tutti gli aderenti al fondo con diritto di voto proporzionale al rapporto tra contributi versati e complessivi. Mentre il consiglio sarà composto da 11 membri: oltre al presidente con compiti non esecutivi (incarico per il quale circola il nome di Maria Bianca Farina, presidente emerito di Ania), sette saranno eletti dai gruppi assicurativi più grandi e uno rappresenterà invece quelli di dimensioni minori. Mentre altri due membri saranno eletti dagli intermediari. In questi giorni si attende la pubblicazione dei bilanci 2025 per capire quali sono i pesi in campo e poi nominare i nuovi organi. (riproduzione riservata)