La profonda trasformazione dei settori dei servizi di trasporto merci e della logistica spinge le aggregazioni in Europa. A dirlo è un report di Clearwater, società indipendente di corporate finance, che ha analizzato l’andamento dell’m&a nei due comparti negli ultimi anni in Europa.
Secondo i dati raccolti, i deal sono più che raddoppiati in cinque anni: dal punto più basso del 2020 (legato ovviamente al Covid) con 177 operazioni concretizzate alle 364 del 2024. Anche escludendo l’anno influenzato dalla pandemia, la crescita è evidente: dai 257 deal del 2021 la crescita è stata progressiva, fino ad arrivare al picco del 2024.
Al momento la tendenza è ancora orientata verso una strategia di consolidamento del mercato, piuttosto che a grandi operazioni trasformative. Nel 2024 la maggior parte delle operazioni, infatti, è stata di piccola e media dimensione.
Quello che viene notato, però, è la tendenza del mercato a creare operatori in grado di operare su scala internazionale: il 44% delle operazioni, infatti, ha avuto natura cross-border. La stragrande maggioranza dei soggetti attivi resta europea: l’86% degli acquirenti è stato continentale, con Francia, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi che si confermano come i primi Paesi degli acquirenti. Da segnalare però anche il crescente interesse degli Stati Uniti il mercato europeo, con il 5% dei deal realizzati da soggetti americani.
Da segnalare anche che resta prevalente la natura industriale delle operazioni: il 75% degli acquirenti, infatti, è un partner strategico e non un soggetto finanziario. La media del rapporto tra enterprise value ed ebitda negli ultimi due anni è stata di 6,9 volte, rispetto a una media delle big quotate di 7,8 volte.
Ma cosa spinge alle aggregazioni nei due settori? I servizi di trasporto sono più sotto pressione: il rallentamento economico e le difficoltà del commercio globale fanno attendere un Cagr del 2,1% dal 2024 al 2027, a cui si aggiunge un comparto molto competitivo e frammentato per la presenza sia di pmi sia di grandi operatori e i margini sotto pressione per l’aumento dei costi di carburanti, energia e manodopera.
Sul fronte della logistica, invece, la crescente domanda di soluzioni di stoccaggio avanzate e la ristrutturazione delle catene di approvvigionamento hanno sostenuto il valore del mercato europeo, arrivato a 110 miliardi. Non a caso gli investimenti sono cresciuti del 28% nel 2024 a 40 miliardi. Tra i mercati più dinamici c’è quello della catena del freddo: +19% in cinque anni e Cagr per il 2024-2027 del 9,5%.
L’Italia riflette questo doppio panorama: nei trasporti la Cagr fino al 2027 è attesa al 2,3% con il dominio del trasporto su gomma (71% del totale) e la limitata diffusione dell’intermodalità; nella logistica un mercato del valore di 3,77 miliardi nel 2023 con investimenti per 1,65 miliardi nel 2024 e la scarsità di spazi di alta qualità.
«In Europa i processi di aggregazione e consolidamento stanno diventando sempre più centrali per sostenere gli investimenti in tecnologia, automazione, efficienza energetica e tracciabilità. In questo contesto, il mercato tende a premiare sia gli operatori fortemente verticalizzati, ad esempio lungo la catena del freddo, sia quelli dotati di hub logistici e spazi di stoccaggio di proprietà, mentre risultano più penalizzati in termini di multipli i player generalisti che operano perlopiù tramite strutture in affitto», spiega Marco Morfino, managing partner di Clearwater. Per questo «le operazioni di m&a assumono una valenza prevalentemente industriale e l’Italia si conferma un mercato attrattivo per queste operazioni». (riproduzione riservata)