Marco Tronchetti Provera blinda la sua alleanza su Pirelli con la famiglia Niu, partner cinese di lunga data, per altri due anni. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il lock-up imposto agli azionisti di minoranza di Camfin Alternative Assets e Longmarch Holding, le scatole condivise dai due imprenditori e che insieme controllano il 10,65% del gruppo dei pneumatici, sono stati infatti prorogati da gennaio 2026 a gennaio 2028.
Il vicepresidente esecutivo di Pirelli e l’imprenditore cinese sono partner da oltre 20 anni e a inizio 2024 hanno rafforzato l’alleanza nei due veicoli. Il primo, Longmarch Holding, vede al 51% Mtp spa, holding della famiglia Tronchetti Provera, e al 49% Longmarch Honkong Holding, che fa capo alla famiglia Niu.
A sua volta Longmarch Holding è azionista di minoranza al 49% di Camfin Alternative Assets, di cui è primo socio al 51% Camfin (controllata da Mtp spa). Sui pacchetti di minoranza dei due veicoli, quindi, si è optato per prorogare la scadenza dei lock-up, formalizzando così la proroga dell’alleanza. Resta inoltre il diritto di prelazione a favore rispettivamente di Mtp e Camfin.
La proroga della partnership tra Tronchetti Provera e Niu è strategica perché consente al vicepresidente esecutivo di Pirelli di blindare il controllo su oltre il 10% della società per altri due anni senza necessità di impegnare ulteriori capitali in un periodo cruciale per la conclusione del confronto con Sinochem.
Dopo la conversione dei bond arrivata a metà dicembre, Caa ha in pancia il 7,26% di Pirelli e Longmarch Holding il 3,39%, a cui si aggiunge il 14,62% di Camfin. Complessivamente la quota controllata da Tronchetti Provera è il 25,27%. Ai corsi attuali di borsa il pacchetto suddiviso tra Caa e Longmarch Holding vale circa 740 milioni di euro.
Come raccontato da questo giornale a settembre 2024, l'alleanza di Tronchetti Provera con la famiglia Niu tramite Caa si sarebbe potuta estendere anche oltre Pirelli. E infatti a metà dicembre il veicolo è entrato all’interno di Quantico Investment Club Opportunities. Si tratta della piattaforma di investimento in club deal co-fondata dal ceo Antonio Da Ros, ex head of mid corporate & sponsor solutions Italy di Mediobanca, presieduta dal co-fondatore Paolo Langè e che lavora in partnership con Unicredit.
Camfin Alternative Assets ha effettuato il suo ingresso rilevando una piccola parte del capitale, l’1,96% delle azioni. Si tratta di una quota simile a quella messa in portafoglio negli scorsi mesi da altre grandi famiglie del capitalismo italiano come i Monge (colosso del pet food), la Mais di Isabella Seragnoli (che controlla il gruppo del packaging Coesia) e la Sesta Grande Italia Holding di Bruno Bolfo (imprenditore ed ex azionista di maggioranza di Duferco). (riproduzione riservata)