La Strategy Unit di Pictet Asset Management preferisce le obbligazioni dei mercati emergenti, sia per quel che riguarda il debito in valuta locale sia il mercato del credito.
"Il nostro indicatore anticipatore dell'attività commerciale nei Paesi emergenti è tornato in territorio positivo, sostenuto da una dinamica positiva del commercio globale. Prevediamo che il divario di crescita tra le economie emergenti e quelle sviluppate si amplierà, passando da 1,5 punti percentuali del 2024 a 1,7 previsto per il 2025. Le obbligazioni dei mercati emergenti al netto dell'inflazione sembrano particolarmente interessanti e con molta probabilità lo diventeranno sempre di più con gli ulteriori tagli dei tassi d'interesse nelle economie sviluppate, in particolare in Europa", puntualizzano gli esperti.
Altrove, la ricerca di rendimento potrebbe favorire le sezioni ad alto rendimento del mercato del credito sviluppato. "Preferiamo l'high yield europeo a quello statunitense, poiché le valutazioni sono più favorevoli e l'asset class dovrebbe beneficiare di quello che prevediamo sarà un ciclo di allentamento relativamente aggressivo e prolungato della Bce. Il tasso di riferimento terminale dell'Eurozona scontato dai mercati dovrebbe essere inferiore di circa 150 punti base rispetto a quello degli Stati Uniti, a fronte di un divario medio a lungo termine di circa 90 punti base", spiegano da Pictet AM.
Gli esperti, inoltre, sottopesano le obbligazioni svizzere in considerazione delle loro valutazioni elevate e del fatto che i mercati stanno già scontando la probabilità di un calo dei tassi d'interesse al di sotto dello zero. Ciò limita la misura in cui i rendimenti delle obbligazioni a breve scadenza possono scendere rispetto ai livelli attuali.
Posizione neutrale per Pictet AM invece sui Treasury Usa. "Sebbene prevediamo che la crescita della più grande economia mondiale rallenterà fino all'1,9% nel 2025, rispetto al 2,7% dello scorso anno, è necessario prendere in considerazione i rischi associati ad una prosecuzione dello stallo del processo disinflattivo. Durante la sua ultima riunione del 2024, la Fed ha deluso le aspettative irrealistiche del mercato in merito alla profondità del ciclo di allentamento. A nostro avviso, ciò elimina il rischio di un allentamento eccessivo e di una dolorosa inversione di rotta".