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Perchè Washington chiede agli alleati di mollare Huawei
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Perchè Washington chiede agli alleati di mollare Huawei

di Stu Woo (da Londra) e Kate O'Keeffe (da Washington)
23 novembre 2018, 19:53 Ultimo aggiornamento: 19:56

L’amministrazione Trump preoccupata per la potenziale ingerenza cinese nella costruzione delle reti 5G. E ha avviato una campagna di informazione con governi e società di tlc alleati, tra cui l’Italia. Ma la posizione di leader di mercato del colosso cinese rende le scelte più complicate

Il governo degli Stati Uniti ha avviato una inedita campagna di sensibilizzazione nei confronti degli alleati internazionali, cercando di persuadere i fornitori di servizi wireless e internet di questi paesi ad evitare le apparecchiature di telecomunicazione fornite dalla Huawei Technologies Co. della Cina. È quanto sostengono fonti a conoscenza della questione.

Funzionari dell’amministrazione Trump hanno informato i loro omologhi governativi e dirigenti delle telecomunicazioni dei paesi amici dove le apparecchiature Huawei sono già largamente diffuse, tra cui Germania, Italia e Giappone, sui rischi che vedono per la sicurezza informatica dall’utilizzo di questi impianti, secondo le fonti interpellate.

Gli Stati Uniti stanno anche considerando di aumentare gli aiuti finanziari per lo sviluppo delle telecomunicazioni nei paesi che decidono di fare a meno delle apparecchiature di fabbricazione cinese.

La preoccupazione degli Stati Uniti si concentra sull'uso di apparecchiature di telecomunicazione cinesi in paesi che ospitano basi militari americane, come la Germania, l'Italia e il Giappone. Il Dipartimento della Difesa ha i propri satelliti e la propria rete di telecomunicazioni per comunicazioni particolarmente sensibili, ma la maggior parte del traffico di molte installazioni militari viaggia attraverso reti commerciali.

Questa nuova campagna internazionale si accompagna a quella diretta al mercato interno per tenere l'elettronica Huawei fuori dagli Stati Uniti. Alcuni funzionari vedono l'iniziativa come parte di una più ampia guerra fredda tecnologica tra alleati guidati dagli Stati Uniti e la Cina per il controllo di un mondo sempre più connesso digitalmente, e quindi sempre più vulnerabile alla sorveglianza e alla contraffazione. Il timore è l’ascesa di giganti tecnologici a beneficio di governi autoritari, compresi quelli in rotta o i veri e propri nemici degli Stati Uniti.

L'iniziativa coincide anche con le crescenti tensioni di quest’anno tra Washington e Pechino su altri fronti, con l'amministrazione Trump che si muove per contrastare ciò che alcuni funzionari statunitensi sostengono essere stati anni di sfrenata aggressione cinese. Washington ha imposto dazi su diverse importazioni dalla Cina, con analoghe ritorsioni da Pechino. Gli Stati Uniti inoltre hanno dato un giro di vite alle norme che disciplinano gli investimenti esteri, con la Cina nel mirino.

I funzionari che hanno familiarità con questa situazione sostengono che le preoccupazioni circa le vulnerabilità delle reti di telecomunicazione sono anteriori all'era Trump e riflettono preoccupazioni di lunga data in materia di sicurezza nazionale.

L’offensiva estera arriva in un momento in cui gli internet provider di tutto il mondo si preparano ad acquistare nuovo hardware per le rete 5G, la prossima generazione di tecnologia mobile. Il 5G promette connessioni superveloci che consentono la guida senza pilota e l’Internet delle cose, in cui le fabbriche e gli oggetti di uso quotidiano come monitor cardiaci e scarpe da ginnastica sono collegati a Internet.

I funzionari americani dicono di essere preoccupati della prospettiva che i produttori cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni possano spiare o disabilitare le connessioni di un universo di cose in crescita esponenziale, compresi i componenti degli impianti di produzione.

"Ci impegniamo con i paesi di tutto il mondo a spiegare le nostre preoccupazioni sulle minacce informatiche nelle infrastrutture di telecomunicazione", ha detto un funzionario statunitense. "Ora che stanno cercando di passare al 5G, ricordiamo loro queste preoccupazioni. Ci sono ulteriori complessità nelle reti 5G che le rendono più vulnerabili ai cyberattacchi".

Questi colloqui hanno lo scopo di dissuadere i governi e i manager delle telecomunicazioni dall'uso di componenti di rete Huawei sia nelle reti governative che in quelle gestite commercialmente. Un punto focale del briefing è la capacità di Pechino di costringere le società cinesi a soddisfare le richieste del governo, ha detto un funzionario statunitense.

I punti di discussione, sostiene chi vi ha partecipato, sottolineano anche come le reti wireless e internet in pochi anni potrebbero essere più suscettibili a cyberattacchi o spionaggio. Le odierne apparecchiature delle torri cellulari, per esempio, sono in gran parte isolate dai sistemi core che trasferiscono gran parte del traffico voce e dati di una rete. Ma nelle reti 5G che i vettori di telecomunicazione si stanno preparando a installare, l'hardware della torre cellulare assumerà alcune attività dal core, e quell'hardware potrebbe potenzialmente essere utilizzato per interrompere le attività core tramite un cyberattacco. Per questo motivo, i funzionari statunitensi temono che le apparecchiature Huawei o ZTE destinate alle torri cellulari possano compromettere ampie zone di una rete di telecomunicazioni.

Huawei è il secondo produttore di smartphone al mondo dietro Samsung Electronics. È leader globale nelle apparecchiature per le telecomunicazioni, come l'hardware che va nelle torri cellulari, le reti internet e altre infrastrutture che consentono una comunicazione moderna.

L'azienda è stata quasi completamente esclusa da quel mercato negli Stati Uniti dopo che un rapporto del Congresso del 2012 l'ha etichettata come una minaccia per la sicurezza nazionale. Funzionari americani sostengono che l'azienda potrebbe essere stata costretta da Pechino a usare la conoscenza dei suoi componenti per curiosare o perturbare le reti di telecomunicazioni.

Huawei ha affermato da tempo di essere un'azienda di proprietà dei suoi dipendenti e non controllata da nessun governo, e non ha mai usato le sue apparecchiature per spiare o sabotare altri paesi. Ha sostenuto che le sue apparecchiature sono sicure come quelle dei concorrenti occidentali, come la finlandese Nokia e la svedese Ericsson, perché tutti i produttori condividono linee di fornitura comuni. In una dichiarazione di venerdì 23, Huawei ha detto di avere la fiducia dei suoi clienti e di essere "sorpresa dai comportamenti del governo degli Stati Uniti" descritti in questo articolo. "Se il comportamento di un governo si estende oltre la sua giurisdizione, tale attività non dovrebbe essere incoraggiata", ha detto.

Quest’anno l'amministrazione Trump e il Congresso hanno avviato un’offensiva multipla per inasprire le restrizioni imposte alla Huawei e ad altri produttori cinesi di apparecchiature di telecomunicazione, tra cui ZTE Corp. La Federal Communications Commission, per esempio, si è mossa per limitare le sovvenzioni federali ad alcuni operatori di tlc se acquistano apparecchiature cinesi.

Anche senza gli Stati Uniti, Huawei domina il mercato mondiale delle apparecchiature per le telecomunicazioni. L'anno scorso, l'azienda vantava una quota del 22% a livello globale, secondo la società di ricerca IHS Markit, Nokia aveva il 13%, Ericsson l'11% e ZTE era al quarto posto con il 10%.

Alcuni altri membri del Five Eyes, un patto di servizi di intelligence di cinque paesi anglofoni che include gli Stati Uniti, hanno pubblicamente contestato Huawei. Il governo australiano lo scorso agosto ha bandito Huawei e ZTE dalle sue reti 5G. Nel mese di ottobre, le autorità britanniche hanno reso noto che stavano rivedendo la composizione del suo mercato degli impianti per le telecomunicazioni, una mossa che era chiaramente rivolta a Huawei.

C’è però un grande ostacolo agli sforzi degli Stati Uniti per frenare Huawei all'estero: l'azienda è già popolare fra gli operatori di tlc dei paesi alleati, compreso alcuni degli alleati militari più vicini dell'America. Alcuni grandi operatori di questi paesi sostengono che Huawei fornisce la maggior parte dei prodotti e spesso li personalizza per soddisfare le esigenze locali. Citano anche costi più bassi e alta qualità.

"C'è solo un vero fornitore 5G in questo momento, e questo è Huawei", ha detto Neil McRae, architetto capo della rete per il grande vettore britannico BT Group, ad un evento Huawei a Londra all'inizio di questa settimana. "Gli altri devono recuperare il ritardo".

Nel tentativo di restringere questo vantaggio in alcuni paesi, Washington sta valutando le modalità per aumentare i finanziamenti da varie fonti governative statunitensi per sovvenzionare l'acquisto e l'uso di apparecchiature non cinesi, sostengono fonti a conoscenza della questione. I paesi che acquistano apparecchiature di tlc cinesi non sarebbero ammissibili a tali sovvenzioni.

L'anno scorso, i funzionari statunitensi, compresi i rappresentanti del Consiglio di sicurezza nazionale e dei dipartimenti del Commercio, della Difesa e dello Stato, hanno lavorato insieme per produrre rapporti e informative sul motivo per cui reputano che le apparecchiature di telecomunicazione cinesi presentino rischi per la sicurezza nazionale, sostengono le fonti interpellate. Un funzionario del governo degli Stati Uniti ha detto che si sono concentrati su Huawei, ma anche su ZTE, un rivale cinese con un business molto più piccolo al di fuori della Cina. Alla ZTE hanno rifiutato di commentare la notizia.

Washington ha fatto circolare le note ai funzionari della sicurezza nazionale e alle ambasciate, con l'idea che diffondano le informazioni contenute ai funzionari stranieri e ai manager delle società di tlc, sostengono alcune fonti.

Un portavoce del Dipartimento del Commercio ha detto che "rimarrà vigile contro qualsiasi minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti". I portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale e del Dipartimento di Stato hanno rifiutato di commentare, così come il Dipartimento della Difesa.

I funzionari governativi statunitensi hanno informato le loro controparti in Germania, che ora sta segnalando una nuova diffidenza verso Huawei, secondo fonti a conoscenza della questione. Huawei questo mese ha aperto un laboratorio in Germania simile a quello che già opera in Gran Bretagna, dove i prodotti Huawei sono ispezionati per verificare la presenza di difetti di sicurezza. Il governo del Regno Unito ha detto che a luglio ha trovato alcune carenze durante le ispezioni. L'Ufficio federale tedesco per la sicurezza dell'informazione ha rifiutato di commentare.

Gli americani hanno anche informato i funzionari giapponesi su Huawei, secondo altre fonti. Un funzionario governativo giapponese ha detto "condividiamo varie informazioni con gli Stati Uniti", ma ha rifiutato di commentare in dettaglio. Funzionari giapponesi lo scorso agosto hanno detto che stavano studiando restrizioni riguardanti Huawei.

In Italia, i funzionari statunitensi si sono incontrati con i dirigenti di una delle maggiori compagnie di telecomunicazioni italiane per spiegare il rischio legato all’utilizzo delle apparecchiature Huawei e ZTE, secondo quanto sostiene un consigliere di amministrazione della società. Che ha detto che la società è consapevole dei rischi, ma ha pianificato di continuare ad usare Huawei. "Non possiamo ignorare Huawei, perché è un fornitore leader mondiale di attrezzature per le telecomunicazioni, e questa è una decisione molto difficile", ha detto.

(Giovanni Legorano da Roma, Mayumi Negishi da Tokyo, Dan Strumpfd a Hong Kong e Sara Germano da Berlino hanno contribuito a questo articolo) 


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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