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Andrea Orcel
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Perché Orcel non può permettersi di perdere la partita Commerz

di Angelo De Mattia
02 aprile 2026, 02:00

Unicredit affronta resistenze tedesche per l'acquisizione di Commerzbank. Il ceo deve puntare su relazioni istituzionali per superare gli ostacoli

Istituti di credito che siano in grado di crescere come autentici campioni paneuropei: questa è l'esigenza espressa dal presidente di Unicredit Pier Carlo Padoan guardando, naturalmente, alla tormentata prova in cui la sua banca è impegnata con la partecipazione in Commerzbank e, in particolare, con il lancio dell'ops sul 100% della stessa.

In sostanza, data l'opposizione non mutata sia dei vertici della Commerz sia del governo tedesco a un'aggregazione con l'istituto di Piazza Gae Aulenti, Padoan e verosimilmente anche l'amministratore delegato Andrea Orcel auspicano una riforma del quadro istituzionale e regolatorio che agevoli la formazione di istituti di rilevanza e operatività europee.

È possibile che agisca su di loro la sconfitta subita nel dovere abbandonare l'operazione con il Banco Bpm soprattutto a seguito dell'attivazione da parte del governo della normativa sul golden power, ora sub iudice.

E probabilmente essi sperano che, con una revisione di normative di questo tipo attraverso indirizzi della Commissione Ue e, poi, con direttive si possano superare ostacoli localistici ed esclusivisti.

Tra prospettive future ed errori passati

Intanto però il vertice di Commerz, pur senza lasciar cadere la propria opposizione all'aggregazione, si è detto nelle scorse settimane favorevole ad avviare colloqui con il vertice di Unicredit. Vedremo se si verificherà un'evoluzione nei reciproci atteggiamenti. Ma bisogna aver presente che un’organica riforma normativa - non a pezzi e bocconi - in questo campo richiede che prima si completi l'Unione Bancaria varata 12 anni fa e sinora attuata solo per la parte concernente il pilastro della Vigilanza, mentre parzialmente è stato realizzato il secondo pilastro, quello della risoluzione delle banche in dissesto, e per nulla istituito il terzo pilastro, l'assicurazione europea dei depositi. Il completamento in questione è una condicio sine qua non anche per procedere alla realizzazione dell'Unione dei Risparmi e dagli Investimenti.


Ma, per tornare all'operazione Unicredit, va ricordato che il governatore Carlo Azeglio Ciampi sosteneva ai tempi che le banche per essere forti in Europa debbono prima rafforzarsi in Italia.

Poi sopravvenne il timore, spesso evocato ad arte, di una fagocitazione delle banche europee da parte di quelle più forti americane. Ovviamente Unicredit forte lo è, ma porta con sé la predetta sconfitta subita che pur sempre potrebbe favorire una replica tedesca di questo tipo: «Sei stato respinto in casa tua (anche in merito all'aggregazione Montepaschi) e ora vieni da noi».

Ciò a dimostrazione dell'errore compiuto nel promuovere l'operazione Bpm e abbandonare in precedenza quella dell’istituto senese. A questo punto però vale il detto napoletano «chi ha dato ha dato...». Una banca, che è al vertice con un'altra della graduatoria nazionale, non può però trovarsi nella condizione di chi subisce il noto detto «non c'è due senza tre» quanto a smacchi subiti e incombenti.

Il ruolo dell’esperienza di Orcel

A un certo punto Orcel, che è un banchiere con lunga e positiva esperienza, ha capito che l'operazione tedesca richiede che si attivino le leve delle relazioni istituzionali, della comunicazione e dei rapporti con il vertice di Commerz. Ora deve essere chiaro negli obiettivi, avendo presente anche gli ostacoli per conseguirli e facendo i conti con essi.

Non può sbagliare questa volta. Anche nella situazione attuale, senza ipotizzare una palingenesi normativa e istituzionale, si può in teoria conseguire un accordo con la con consorella tedesca. Dipenderà dal merito e dalle condizioni dell'intesa nonché dagli eventuali limiti della partecipazione.

Orcel possiede, in particolare, una grande esperienza nei merger. Ora la deve sfruttare sapendo bene che un nuovo fiasco potrebbe causare a catena conseguenze non propriamente favorevoli. (riproduzione riservata)



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