Perché il look sporty di Lady D è il più copiato dell’estate 2025
Il look sportivo e disinvolto di Lady D negli anni ’90 torna protagonista nell’estate 2025. Felpe oversize, biker shorts e accessori sofisticati si combinano in una nuova estetica athleisure: elegante, misurata, sorprendentemente attuale
Ci sono immagini che non invecchiano, anzi si rafforzano. Una fra tutte: Diana Spencer nel 1996, all’uscita da una palestra di Chelsea. Biker shorts, felpa oversize, occhiali neri da diva e chiavi della macchina tra i denti. E al braccio, come a sottolineare una certa ironia compositiva, una borsa di cuoio da giorno. Il tutto, con l’andatura decisa di chi ha più urgenza che tempo.

Quella foto oggi non va interpretata. Va osservata. Perché più che uno stile, suggerisce un equilibrio. Tra forma e funzione, privato e pubblico, protezione e rilassamento.

Ed è esattamente questo punto intermedio che un certo trend dell’estate 2025 torna a frequentare, con più saggezza che nostalgia.

Perché l’athleisure non è solo una moda, è uno stato d’animo. E il suo ritorno oggi non è nostalgia, ma rilettura. A testimoniarlo sono un mix di capi e accessori. E allora la felpa firmata Invicta per Dsquared2 incontra un poncho tecnico di Herno, mentre il blazer in lino e viscosa di Brunello Cucinelli si lascia sorprendere da un paio di shorts in tessuto activewear.

A completare, occhiali scuri, orecchini pavé e una D Bag in pelle firmata Tod’s: classici accessori da giorno, disposti qui come alter ego estetici.

Il risultato è una composizione precisa, studiata per sembrare casuale. E anche se di fatto lo è, in questo apparente disallineamento evidenzia la grazia di chi sa raccontarsi senza dover spiegare. Lady D.
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Non si tratta, naturalmente, di replicare un’immagine oggi. Quello che conta è il passo mentale che la accompagna: la volontà di indossare ciò che serve, e talvolta conforta, senza smettere di raccontare la propria idea di eleganza.

Che può includere, senza contraddizioni, una hoodie ben tagliata e una cintura intrecciata in pelle bicolor, oppure una felpa Fiorucci indossata sotto un poncho da pioggia leggera.

E poi c’è lei. Diana. Che non aveva bisogno di lookbook né di stylist per costruire un’immagine che ancora oggi ci interroga. Lei nella sua mise da mattina sportiva, con lo sguardo diretto e il passo svelto, sembrava solo una donna con troppe cose da fare.

E forse era proprio questa la sua forza: non cercare un effetto. Ma abitare un momento.

Così oggi ci si può ancora ispirare a quel tipo di compostezza. Quella che nasce non dall’intento di stupire, ma da una disciplina personale. Un’educazione del gesto. (Riproduzione riservata)
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