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Perché Draghi l'americano trova l'intesa con Macron sull'Ucraina
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Perché Draghi l'americano trova l'intesa con Macron sull'Ucraina

di Marco Cecchini
11 maggio 2022, 17:23 Ultimo aggiornamento: 17:35

Dopo la mancata elezione al Quirinale, il dramma geopolitico ucraino conferma che l’ex presidente della Bce è molto più a suo agio quando si muove nel teatro europeo e internazionale piuttosto che nel triangolo domestico Palazzo Chigi-Montecitorio-Palazzo Madama

La visita di Draghi a Washington e la quasi contemporanea telefonata di Macron a Xi Jin Ping hanno confermato che in Europa si va consolidando un direttorio italo-francese. La Germania, letteralmente traumatizzata dalla guerra di aggressione di Putin, per ora appare ai margini, in attesa di ritrovare un punto di equilibrio tra la sua storica Ostpolitik e la nuova realtà.

Qualche giorno fa, mentre l’Eliseo comunicava, commentando la telefonata con Pechino, che la Cina di Xi Jin Ping concorda sulla necessità di giungere al più presto a un cessate il fuoco, da Washington Draghi, in scia con Macron, si faceva latore di un messaggio dell’Europa agli Stati Uniti, quello di raddoppiare gli sforzi per giungere alla pace. Secondo alcuni retroscena, il premier avrebbe addirittura suggerito al presidente Usa di chiamare Putin. Con Biden, Draghi, che era accompagnato dal presidente dell’Eni Descalzi, ha parlato anche dell’import di gas Usa in Italia, ma è sugli sforzi per fermare la guerra che ha citato più volte le aspettative "dell’Italia e dell’Europa".

Alla vigilia della partenza per gli Usa la stampa estera è stata prodiga di apprezzamenti per la linea che il premier sta tenendo e ne ha riconosciuto la leadership. Il Financial Times ha puntato i riflettori sulla diversa reazione che Germania e Italia, due economie fortemente integrate con la Russia, hanno avuto su sanzioni e armi a Kyev: tentennante quella di Berlino, decisa quella di Roma. In Italia la direttrice dello Iai, Nathalie Tocci, lo considera un "ponte" tra l’Unione e gli Usa. Il sito di intelligence americano Capitol Intel lo vede addirittura come possibile mediatore tra le parti.

Dopo la mancata elezione al Quirinale, il dramma geopolitico ucraino conferma che l’ex presidente della Bce è molto più a suo agio quando si muove nel teatro europeo e internazionale piuttosto che nel triangolo domestico Palazzo Chigi-Montecitorio-Palazzo Madama. Tanto più se la situazione ha i caratteri dell’emergenza. E’ un po' come ai tempi della Bce: fu la drammatica crisi dell’euro a trasformarlo nel salvatore della moneta unica, Analogamente, un anno fa è stata la pandemia a esaltarne la capacità di proposta sui temi della politica dei vaccini e della politica economica europea.

Oggi è stato lui a proporre al Consiglio europeo, convocato nella notte dell’invasione, l’idea di bloccare le riserve della banca centrale russa. Ed è stato ancora lui a trovare insieme al Segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, una vecchia conoscenza, la soluzione tecnica al varo della più dura delle sanzioni finanziarie. Il premier italiano, come il presidente francese con cui l’intesa è pressochè totale, non ha avuto esitazioni a schierarsi, a lanciarsi nella ricerca di fornitori alternativi di gas per uscire dalla dipendenza da Mosca e a decidere di assistere militarmente Kyev.

Se il decisionismo di Macron poggia sulla forza che gli deriva dalla riconferma alla presidenza, quello di Draghi si regge paradossalmente sul contrario, ovvero sull’essere, come tecnico, libero da attese e vincoli politici. La sua statura come leader europeo è proporzionale alla sua capacità di tenere in asse con Parigi e Washington un paese che presenta una vulnerabilità economica per la sua dipendenza dal gas russo e un'ambiguità politica per la presenza nella maggioranza di forze non esenti da simpatie per Mosca, oltre che per il diffuso antiamericanismo della sua opinione pubblica. Il punto è chiaro se si considera cosa sarebbe accaduto se oggi a Palazzo Chigi sedesse Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo,”Giuseppi” per Donald Trump, sostenuto da una maggioranza giallo-verde. L’Italia ha potuto concedersi posizioni terze in un epoca in cui la guerra era fredda, non può più farlo quando nei cieli sfrecciano i missili. (riproduzione riservata)




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