Mentre si avvicina la scadenza dell’attuale ad Flavio Cattaneo, già accreditato per un secondo mandato, arrivano gli orientamenti dell’attuale cda di Enel agli azionisti su dimensioni e composizione del nuovo board.
E subito spunta una prima novità. Se, infatti, il cda in carica ritiene «adeguato» l’attuale numero di nove consiglieri, il massimo previsto dallo statuto della società, «in modo da assicurare sia un opportuno bilanciamento delle competenze e delle esperienze richieste dalla complessità del business», per i futuro si apre a un allargamento. «In prospettiva», si legge nel documento, «potrebbe essere valutata una modifica dello statuto sociale intesa a consentire un mirato allargamento della compagine consiliare, finalizzato ad ampliarne le competenze ed esperienze e ad agevolare un’ancora più efficiente articolazione e composizione dei Comitati consiliari». Il passaggio non sarebbe comunque automatico: le modifiche dello statuto, infatti, devono passare per l’assemblea degli azionisti.
In tempo di nomine, l’invito ai soci è ovviamente quello di procedere in continuità, tenendo conto «dell’esigenza di perseguire, in linea col piano industriale 2026/2028 (che mette in campo investimenti per 53 miliardi di euro, 10 miliardi in più del precedente, ndr), un nuovo capitolo di crescita, tale da creare ulteriore valore a beneficio degli azionisti e di tutti gli stakeholder rilevanti grazie allo sviluppo di una strategia sostenibile e in grado di affrontare con successo le crescenti sfide geopolitiche e tecnologiche globali». Il cda ricorda che nell’arco di piano è previsto che il gruppo Enel si concentri sulle attività core e sull’allocazione flessibile del capitale, «convogliando gli investimenti principalmente in asset regolati con rendimenti prevedibili e privilegiando al contempo scelte che possano favorire un’accelerazione della transizione energetica». Si sottolinea anche «in linea con quanto accaduto nell’ultimo triennio, l’attenzione alla dimensione e alla qualità del debito, leva imprescindibile per assicurare ad Enel un profilo di crescita sostenibile». Su questi presupposti, si chiede continuità «per garantire stabilità e coerenza d’azione nella gestione della società, tenuto conto dei ragguardevoli risultati conseguiti nel mandato in scadenza».
Riconferma data per certa anche per Roberto Cingolani, alla guida di Leonardo. Anche in questo caso, il cda uscente raccomanda «di privilegiare la continuità in vista del rinnovo, capitalizzando il percorso effettuato nel mandato che giunge al termine».
Nel documento si legge che il primo triennio di gestione Cingolani «ha posto le basi per una trasformazione strutturale dell’azienda, orientata a rafforzarne il posizionamento competitivo, a migliorarne l’efficienza e a svilupparne le capacità tecnologiche e industriali, sempre più in un’ottica multi-dominio», e che «questi orientamenti costituiscono oggi il punto di partenza per un insieme di sfide ancora aperte che il nuovo cda e l’amministratore esecutivo saranno chiamati a presidiare nel prossimo mandato». Tra le novità in evidenza, si citano lo scudo anti-missili Michelangelo; gli sviluppi in Cyber Security e Digital Continuum; il presidio dei mercati internazionali e anche eventuali acquisizioni a sostegno della crescita inorganica.
Intanto, Leonardo ha incassato l’atteso contratto da un miliardo di sterline (qui i dettagli) dal ministero della Difesa del Regno Unito per il programma Nmh (New Medium Helicopter). Il gruppo costruirà e consegnerà dal suo stabilimento inglese di Yeovil 23 elicotteri AW149. «Accogliamo con favore la decisione del governo del Regno Unito di assegnare a Leonardo il contratto Nmh per la fornitura di elicotteri avanzati alle Forze Armate del Paese, insieme alla conferma di continui investimenti in tecnologie per il volo autonomo. Questo nuovo programma si tradurrà in benefici significativi per il Paese, preservando e espandendo capacità di difesa e sicurezza, competenze industriali, tecnologiche e professionali di alto livello, opportunità sul mercato export». (riproduzione riservata)