Patek Philippe Cubitus: l’eleganza della meccanica di precisione
Solo gli orologi più famosi si chiamano per nome senza dover aggiungere la marca. A 27 anni dall’Aquanaut, Patek Philippe lancia Cubitus, nuova collezione pronta a conquistare la stessa fama. Come spiega il presidente Thierry Stern
«Da Patek Philippe, quando realizziamo un orologio, per quanto ci impegniamo, andiamo solo a una velocità: quella che ci garantisce di aderire agli altissimi standard per i quali siamo rispettati». In questa frase del presidente della maison ginevrina Thierry Stern c’è buona parte delle ragioni del successo di una delle ultime, vere, manifatture indipendenti dell’altissima orologeria. Vere perché, quando parliamo di manifatture, tendiamo a dimenticare il reale significato di questa parola.

Nel XXI secolo nessuno che realizzi più di uno o due orologi all’anno crea ormai un segnatempo completamente a mano; tuttavia, in Patek Philippe, dove l’industrializzazione ha un ruolo importante (diversamente, sarebbe anacronistico e antieconomico), la sapienza delle mani artigiane che vi lavorano è il fattore che distingue un orologio della maison. Sapienza artigiana che si vede da fuori (nella lavorazione delle casse e dei bracciali e nelle finiture dei quadranti), ma che rimane anche celata all’occhio se non ci pensa un fondello in vetro zaffiro a mostrarla. E parliamo, naturalmente, dell’eccellenza meccanica che è sì al servizio delle funzioni dell’orologio, ma anche dell’estetica.

Non è un caso che alcuni movimenti di manifattura firmati Patek Philippe assomiglino a delicate trine o a eleganti sculture e rendano gli orologi belli tanto visti dal quadrante, quanto dal retro. Un rigore nella ricerca della massima qualità ed eleganza che, negli oltre 180 anni di vita della maison, ha fatto in modo che vedessero la luce alcune collezioni diventate simboli indiscussi dell’alta orologeria. Dal Calatrava al Nautilus, all’Aquanaut, Patek Philippe ha saputo leggere lo spirito delle diverse epoche, plasmandolo di volta in volta in segnatempo dal carattere unico e inconfondibile. Esattamente come ha fatto con la sua ultima creazione, la collezione Cubitus, destinata probabilmente a diventare anch’essa un paradigma del design e della meccanica di eccellenza.

È composta da tre orologi, la cui cassa con angoli stondati gioca su una geometria inedita che le deriva dalla compresenza delle forme quadrata, circolare e ottagonale. Il quadrante, caratterizzato da un motivo orizzontale stampato a rilievo, evoca illustri antenati della maison, senza esserne una semplice ripresa. Le tre referenze sono il Cubitus Grande data, Giorno della settimana e Fasi lunari istantanee, in platino; la referenza bimetallica, che abbina l’acciaio e l’oro rosa a un quadrante blu soleil; l’orologio in acciaio, quintessenza dello stile «sportivo ed elegante», con quadrante verde oliva soleil.

Per il movimento della prima di esse, Patek Philippe ha depositato sei domande di brevetto, una delle quali riguarda la gestione dell’energia necessaria alle visualizzazioni per far sì che saltino simultaneamente in soli 18 millisecondi. Con il lancio della collezione, Patek Philippe offre una nuova interpretazione dello stile «sporty-chic», lavorando su una geometria basata sul quadrato ma sviluppando un design originale, del quale ha registrato la proprietà intellettuale, con la lunetta quadrata caratterizzata da angoli stondati. Il diametro di 45 mm è importante, ma viene stemperato dal profilo sottile della cassa, garanzia di eleganza e vestibilità. Un altro dettaglio distintivo è il contrasto tra le finiture satinate verticali, sulla parte piatta della lunetta e sulla parte superiore della cassa, e lucide sullo smusso dell’angolo della lunetta e sui fianchi della carrure.

Una lavorazione che richiede tempo, pazienza e perizia: per ogni orologio completo sono necessarie quasi 55 operazioni manuali per le finiture, eseguite con attenzione artigianale. Dopotutto, ricorda ancora Thierry Stern, «nella nostra azienda a conduzione familiare, la velocità è il nemico. Perché accelerare i tempi di realizzazione di un orologio significherebbe prendere scorciatoie a scapito della qualità. Sarebbe senz’altro un ottimo segnatempo. Ma non sarebbe un Patek Philippe». Vale anche per il Cubitus. (Riproduzione riservata)
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