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Oro a 4.050 dollari l’oncia: per Ray Dalio bisognerebbe averne almeno il 15% in portafoglio

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Oro sopra 4.000 dollari l’oncia, Ray Dalio: è più sicuro del dollaro. Goldman Sachs alza la stima per il 2026 | IL VIDEO

07 ottobre 2025, 10:09 Ultimo aggiornamento: 08 ottobre 2025, 17:56

Nuovi shock spingono il prezzo dell’oro spot a un nuovo massimo storico a 4.050,67 dollari l’oncia. È sulla buona strada per ripetere la performance degli anni ‘70: +1.355%. Fino a che punto può correre anche grazie ai deflussi di criptovalute | Se volete capire quanta paura di guerra c'è al mondo, guardate al prezzo dell'oro

L’oro spot ha superato per la prima volta la soglia di 4.000 dollari l’oncia: le preoccupazioni per l’economia statunitense e lo shutdown del governo hanno dato nuovo slancio a un rally già inarrestabile. Il prezzo dell’oro spot è salito fino a 4.050,67 dollari l’oncia mercoledì 8 ottobre e alle 17:55 è scambiato a 4.046,20 dollari (+1,75%). Mentre il futures sull’oro spunta un +1,58% a 4.067,52 dollari l’oncia.

Oro come negli anni ’70?

Il metallo giallo superò i 1.000 dollari dopo la crisi finanziaria globale, i 2.000 dollari durante la pandemia di Covid e i 3.000 dollari quando i dazi commerciali dell’amministrazione Trump scossero i mercati globali nel marzo scorso. Ora è sulla buona strada per registrare la migliore performance annuale dagli anni ’70, quando ha realizzato un rendimento cumulativo del 1.355%. All’epoca, il presidente Richard Nixon fece pressioni sulla Fed per ridurre i tassi, e la banca centrale guidata da Arthur Burns fece solo «sforzi limitati» per mantenere la propria indipendenza, favorendo infine un’inflazione volatile per «ragioni politiche». 

Il miliardario Ray Dalio ha dichiarato il 7 ottobre che l’oro è «sicuramente» un bene rifugio più sicuro del dollaro e che il rally record ricorda quello degli anni ’70. A detta del fondatore di Bridgewater Associates, gli investitori dovrebbero allocare fino al 15% dei loro portafogli sull'oro perché «è un eccellente diversificatore nel portafoglio».

«Se lo guardi solo da una prospettiva di asset allocation strategica, probabilmente avresti qualcosa come il 15% del tuo portafoglio in oro. Perché è un asset che va molto bene quando le parti tipiche del portafoglio scendono», ha spiegato Dalio. Le osservazioni del fondatore della Bridgewater Associates, arrivano dopo quelle di Ken Griffin, fondatore di Citadel, secondo cui l’ascesa del metallo riflette le preoccupazioni sulla valuta statunitense.

I motivi alla base del rally

«Il superamento dei 4.000 dollari da parte dell’oro non riguarda solo la paura, si tratta di una riallocazione», sottolinea Charu Chanana, strategist di Saxo Capital Markets. «Con i dati macro economici in pausa a causa dello shutdown e i tagli dei tassi Fed all’orizzonte, i rendimenti reali si stanno allentando, mentre le azioni legate all’AI appaiono sopravvalutate. Le banche centrali hanno posto le basi per questo rally, ma ora sono i piccoli investitori e gli Etf a guidare la nuova fase».

Anche la crisi politica in Francia (Sébastien Lecornu si è dimesso da primo ministro) ha introdotto maggior incertezza nei mercati finanziari, scossi pure dalla quasi certa nomina di Sanae Takaichi come prossimo primo ministro giapponese. «I cambiamenti politici in Francia e in Giappone stanno aumentando le preoccupazioni fiscali e contribuendo al rally dell’oro, spiega Nicky Shiels, strategist di Mks Papm. «Un mix di afflussi retail, soprattutto in Europa e in Giappone, e istituzionali ha guidato l’ultimo aumento», aggiunge.

La sospensione delle attività federali negli Stati Uniti, ormai entrata nella seconda settimana, ha privato gli investitori di dati macro chiave necessari per valutare la salute dell’economia statunitense, mentre la Federal Reserve fatica a interpretare i trend in evoluzione. In ogni caso «le probabilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a ottobre e a dicembre rimangono oltre l'80%, questo supporta i prezzi dell'oro, così come lo shutdown negli Usa», commenta Kelvin Wong, senior market analyst di Oanda.

Anche se il presidente della Fed di Kansas City, Jeff Schmid, ha detto di non vedere con favore ulteriori tagli dei tassi, in quanto la banca centrale americana dovrebbe rimanere concentrata sul pericolo di un’inflazione troppo elevata, piuttosto che sulla debolezza apparente del mercato del lavoro, i mercati scontano ulteriori tagli dei tassi di 25 punti base sia a ottobre sia a dicembre, con probabilità rispettivamente del 93% e dell'82%, secondo lo strumento Cme FedWatch.

E il lingotto prospera in un contesto di tassi d'interesse bassi e durante periodi di incertezza economica. «Con l’indipendenza della Federal Reserve messa in discussione, e con un orientamento accomodante già scontato ovunque, vi rimando alla famosa citazione del celebre drammaturgo irlandese George Bernard Shaw: «Bisogna scegliere se fidarsi della stabilità naturale dell’oro oppure della stabilità naturale dell’onestà e dell’intelligenza dei membri del governo. E, con tutto il dovuto rispetto per questi signori, vi consiglio, finché durerà il sistema capitalistico, di votare per l’oro», sottolinea Ned Naylor-Leyland, gestore del Jupiter Gold & Silver Fund.

Fino a che punto può spingersi

Quest’anno il prezzo dell’oro è salito del 51% (solo nel mese di settembre ha guadagnato 300 dollari), un guadagno che si aggiunge al +27% nel 2024 e al +13% nel 2023, grazie a diversi fattori. Ci sono stati forti acquisti da parte delle banche centrali, è salita la domanda di Etf sull’oro, con afflussi in quelli nordamericani per 50 tonnellate nelle ultime due settimane e in quelli europei per 23 tonnellate. E ha influito l’interesse in aumento da parte degli investitori retail che cercano copertura in un contesto di tensioni commerciali e geopolitiche.

Per questo Goldman Sachs ha alzato la sua previsione sul prezzo dell’oro a dicembre 2026 a 4.900 dollari l’oncia da 4.300, citando i forti afflussi verso gli Etf occidentali e gli acquisti da parte delle banche centrali. In particolare, a settembre la banca centrale cinese ha aggiunto oro alle sue riserve per l’undicesimo mese consecutivo, secondo i dati della People's Bank of China. 

David Chao, strategist di Invesco Asset Management, suggerisce di sovrappesare l’oro in portafoglio, nonostante il prezzo elevato, come copertura contro il dollaro statunitense e per prepararsi a ulteriori shock. «La percentuale di allocazione in oro nei portafogli degli investitori è probabilmente ancora bassa, ma un livello intorno al 5% è prudente per me», precisa Chao.

Ma anche il cambiamento radicale delle politiche statunitensi da parte dell'amministrazione Trump continua a sollevare preoccupazioni circa l'integrità delle istituzioni americane, un fattore sostanzialmente favorevole all'oro, secondo Claudio Wewel, FX strategist di J. Safra Sarasin. In particolare, gli attacchi del presidente statunitense, Donald Trump, alla Fed si sono intensificati nelle ultime settimane, culminando nel tentativo di destituire Lisa Cook, membro del consiglio della Federal Reserve, «questione che prevediamo sarà risolta dalla Corte Suprema», precisa Wewel.

Anche grazie ai deflussi di criptovalute

Ma esiste un altro elemento importante alla base del recente rialzo dell'oro. Nonostante l'attenzione dell'amministrazione Trump allo sviluppo del settore delle criptovalute (ordine esecutivo 14178, Genius Act), la performance da inizio anno delle principali criptovalute è stata deludente, con bitcoin ed ethereum che hanno registrato risultati inferiori a quelli dell'oro.

Inoltre, l'interesse dell'emittente di stablecoin Tether per gli investimenti legati all'oro non è passato inosservato. Come riportato recentemente dal Financial Times, Tether ha iniziato a investire in società aurifere ed è in trattativa con diverse società che gestiscono royalties sull'oro, ricorda Wewel. Oltre a ciò, i rumors secondo cui Tether avrebbe venduto una parte significativa delle proprie partecipazioni in bitcoin per investire il ricavato in oro hanno probabilmente fornito un ulteriore sostegno al metallo prezioso, gravando al contempo sulle criptovalute.

Sebbene Paolo Ardoino, ceo di Tether, abbia prontamente negato la vendita di Bitcoin, il rapporto sulle riserve di Tether relativo al secondo trimestre ha mostrato un aumento significativo della sua posizione in oro, passata da 6,7 miliardi di dollari nel primo trimestre a 8,7 miliardi di dollari. «Questa tendenza potrebbe essere proseguita nelle ultime settimane, stimolando la domanda fisica del metallo prezioso», sostiene lo strategist di J. Safra Sarasin, convinto che i deflussi dalle valuta digitali possano aggiungere un notevole potenziale di rialzo, data la notevole dimensione del mercato delle criptovalute, con una capitalizzazione di mercato di 4.000 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)



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