Oracle prevede di raccogliere tra 45 e 50 miliardi di dollari quest'anno tramite una combinazione di debito ed equity per ampliare la propria infrastruttura cloud, così da soddisfare la domanda già contrattualizzata dei principali clienti - tra cui Amd, Meta, Nvidia, OpenAI, TikTok e xAI - e sostenere l'ingente fabbisogno di investimenti legato alla crescita dell'intelligenza artificiale.
L'annuncio arriva in un contesto di crescenti dubbi sulla redditività dei massicci investimenti in AI da parte dei grandi gruppi tecnologici. Le azioni Oracle hanno perso circa il 50% dal massimo storico del 10 settembre, con una riduzione della capitalizzazione di mercato di circa 460 miliardi di dollari. Lo sviluppo dei data center per l'AI ha spinto il free cash flow in territorio negativo, situazione che, secondo Bloomberg, dovrebbe protrarsi fino al 2030. Nei prossimi anni la società dovrà far fronte a spese per decine di miliardi di dollari, principalmente per semiconduttori e contratti di leasing.
«Se Oracle riuscirà a completare con successo la raccolta di capitali, inizierà a risalire dal profondo buco in cui si è cacciata», ha affermato Gil Luria, analista di Da Davidson. Circa la metà dei fondi dovrebbe essere raccolta tramite strumenti equity-linked e azioni ordinarie, inclusi titoli privilegiati convertibili obbligatori e un programma di vendita at-the-market fino a 20 miliardi di dollari. Secondo John DiFucci, analista di Guggenheim, questa scelta aiuterebbe a rassicurare il mercato sull'impegno di Oracle a preservare il rating investment grade.
Il resto del finanziamento verrebbe ottenuto con un'unica emissione obbligazionaria all'inizio del 2026, dopo che nel 2025 Oracle ha già collocato 18 miliardi di dollari in bond, una delle maggiori operazioni corporate dell'anno. Tuttavia, secondo Luria, il mercato potrebbe non assorbire facilmente un ulteriore aumento del debito investment grade, anche alla luce dell'andamento dei credit default swap, mentre l'emissione di capitale rischia di pesare ulteriormente sul titolo. L'aumento del debito e i timori di una bolla dell'AI hanno già spinto gli investitori verso i credit default swap su Oracle, portandone i prezzi ai livelli più elevati dalla crisi finanziaria del 2008.
Un elemento centrale della strategia cloud è il contratto con OpenAI, che si è impegnata a spendere circa 300 miliardi di dollari per l'affitto di server, nonostante non sia ancora redditizia, alimentando le preoccupazioni sui ritorni di investimenti così ingenti.
Infine, l'annuncio - diffuso in una domenica pomeriggio, circostanza insolita per una società matura - potrebbe rappresentare, secondo Luria, un tentativo del management di arginare il calo del titolo e offrire un segnale di fiducia agli investitori prima dell'apertura dei mercati. (riproduzione riservata)