Un’occasione di crescita economica imperdibile.
Da un lato, per due mesi 5 miliardi di persone guarderanno l’Italia attraverso cinque cerchi: una vetrina unica.
Dall’altro, il budget lifetime di Fondazione Milano Cortina 2026 di 1,7 miliardi e i 3,5 miliardi investiti da Simico (la società pubblica che si è occupata delle infrastrutture) per i Giochi sono una spinta economica eccezionale per aree olimpiche e Paese, in primis con le 98 opere previste, di cui 47 sportive e 51 infrastrutturali, molte delle quali ancora da completare.
Si calcolano 5,3 miliardi di ricaduta sull’economia nazionale, con 2,5 milioni di visitatori attesi durante i Giochi tra Milano, Cortina, Verona, Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero e Anterselva, e una capacità ricettiva aumentata del 12% rispetto all’anno dell’assegnazione delle Olimpiadi, secondo i dati Istat riportati da Vretreats.
I Giochi 2026 infatti, oltre a essere i primi nella storia ad avere nel nome due città, saranno quelli che si svilupperanno sull’area più estesa (22 mila metri quadrati) dislocandosi in 18 venue tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.
In generale, l’incremento del turismo, secondo Randstad, sarà di 116 mila turisti e 700 mila pernottamenti.
Mentre secondo le stime Isnart e Unioncamere il 2026 sarà l’anno di un picco storico di presenze per il turismo alpino, con 513.000 arrivi nelle aree olimpiche, 1,8 milioni di visitatori in totale e 281 milioni di euro di spesa turistica diretta.
Le località alpine italiane godono già di ottima salute e hanno da tempo superato i livelli pre-Covid in termini di affluenza: nel 2019 i turisti erano 436,7 milioni, nel 2023 sono stati 447,2 milioni dopo il crollo del 50% durante il 2020.
Cortina, casa della manifestazione iridata, ha visto un aumento del numero di strutture ricettive di fascia alta del 22% rispetto al 2019 per un totale di 12 mila posti letto e una spesa media di 310 euro a notte.
L’impatto delle Olimpiadi ha coinvolto il mondo del lavoro.
Dal 2023 al 2025 sono stati 4.700 gli addetti coinvolti direttamente nella realizzazione dei Giochi, suddivisi tra i settori dell’edilizia, dell’hospitality e del turisimo, a cui si aggiungono le migliaia di nuovi posti di lavoro nelle attività stagionali alpine.
La legacy riguarda anche l’urbanistica: guardando a Milano, il Villaggio Olimpico realizzato da Coima a Porta Romana ha restituito alla città uno scalo ferroviario in disuso; il quartiere Santa Giulia ha visto un’importante crescita del valore al metro quadrato delle case (+7%) grazie alla nuova Arena che sarà usata per l’hockey e che ospiterà eventi live dopo i Giochi; lo stesso vale per gli investimenti di Fiera Milano, dato che la riconversione di alcuni padiglioni usati per il pattinaggio di velocità darà vita nel 2027 al palazzetto più grande d’Europa con 45.000 posti standing. (riproduzione riservata)