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Occorre proteggere le notizie da Google e Facebook
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Occorre proteggere le notizie da Google e Facebook

di David Chavern
26 febbraio 2018, 20:09 Ultimo aggiornamento: 20:15

Le leggi antitrust statunitensi rendono più difficile per i le case editrici tradizionali competere con i giganti della Silicon Valley. Per esempio, gli editori non possono riunirsi per decidere assieme di non erogare i loro contenuti a meno che non ricevano un rendimento dai loro investimenti. Cominciamo con il cambiare questa semplice iniquità

Il business delle case editrici è in sofferenza, ma non perché la gente non vuole più leggere notizie. Anzi, lo si vuole più che mai. Il problema è che il denaro generato da chi legge le notizie affluisce principalmente nelle casse di Google e Facebook, non verso i giornalisti e gli editori che producono un giornalismo eccellente.

Il duopolio ora cattura l’83% della crescita di tutti i ricavi degli annunci pubblicitari digitali e il 73% della pubblicità digitale statunitense, secondo un rapporto della CNBC. Di conseguenza, la crescita dell'audience online dei quotidiani non genera ricavi in linea. Secondo i dati di Pew, le entrate pubblicitarie dei giornali sono scese dai 22 miliardi nel 2014 ai 18 miliardi del 2016, anche se il traffico web per i primi 50 giornali statunitensi è aumentato del 42%.

Le notizie locali sono più a rischio. Man mano che la circolazione della stampa diminuisce, gli editori di giornali di comunità sono quelli che fanno più fatica ad adattarsi alle esigenze in continua evoluzione degli algoritmi di Facebook e Google. Tutti ritengono che le fake news siano un fenomeno nazionale, ma in assenza di un modello di business sostenibile per le case editrici, le voci selvagge e le teorie cospiratorie potrebbero diventare più influenti anche a livello locale.

Anche gli editori esperti di tecnologia e presenti solo nel digitale se la passano brutta. Jonah Peretti, CEO di BuzzFeed, ha dichiarato a dicembre che Google e Facebook stanno "pagando troppo poco i creatori di contenuti per il valore che essi forniscono agli utenti" e che "questo pone i creatori di contenuti di alta qualità in una situazione di svantaggio finanziario e favorisce gli editori di media di scarso valore ".

Google e Facebook sono diventati le principali autorità di controllo di fatto delle notizie, e i governi di tutto il mondo stanno cominciando a riconoscerne il pericolo. Il primo ministro britannico Theresa May ha annunciato all’inizio di questo mese che il suo governo avrebbe rivisto il modello di business del consumo di notizie su Internet. Le autorità di regolamentazione in Germania, Israele e Corea del Sud stanno indagando su come le pratiche commerciali di Google abbiano perturbato il mercato dei media e danneggiato editori e consumatori. Invece le autorità di regolamentazione degli Stati Uniti raramente hanno finora sottoposto a scrutinio Google o Facebook, e mai in particolare sulla loro influenza sul mercato delle news. Alcune voci a sinistra e a destra chiedono che Google e Facebook siano regolati come se fossero utility. Ma c' è una soluzione più semplice: esonerare gli editori da alcuni aspetti della regolamentazione antitrust Usa.

Le leggi antitrust statunitensi, volte a promuovere una concorrenza leale e a prevenire la formazione di cartelli, rendono in realtà più difficile per i le case editrici tradizionali competere con i giganti della Silicon Valley. Secondo la legislazione vigente, per esempio, gli editori non possono riunirsi per decidere assieme di non erogare i loro contenuti a meno che non ricevano un rendimento dai loro investimenti. Cominciamo con il cambiare questa semplice iniquità: gli editori dovrebbero essere in grado di utilizzare la loro influenza collettiva nei negoziati con i colossi della tecnologia.

David Cicilline, deputato democratico a capo del sottocomitato della Camera sull’antitrust prevede di introdurre un disegno di legge dedicato a questa possibilità la prossima settimana. Il Journalism Competition and Preservation Act del 2018 è una legge che prevede, con un costo limitato e un atteggiamento pro- mercato, di liberare il potere negoziale dell’industria della carta stampata. Se le autorità antitrust non riescono a proteggere la società dall'influenza eccessiva dei trust moderni, il minimo che il governo può fare è levarsi di mezzo e lasciare che gli editori proteggano se stessi e i loro lettori.

Chavern è presidente e ceo della News Media Alliance, un'associazione di categoria che rappresenta circa 2mila giornali negli Stati Uniti e in Canada.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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