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Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
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Nuovo Btp Valore 2026, ecco quanto possono rendere le cedole crescenti. Prevista una raccolta robusta

26 febbraio 2026, 13:00 Ultimo aggiornamento: 17:43

Spread Btp/Bund compresso a 60, minimo di settembre 2008, mentre nell'asta odierna sono calati ai livelli di maggio 2022 i rendimenti dei Btp a 5 e 10 anni. Il 27 febbraio i tassi cedolari minimi del nuovo Btp Valore a 6 anni. Unicredit: puntare sulle scadenze più brevi dato l’appiattimento della curva

Lo spread Btp/Bund resta compresso a 60,70 punti base, livello di settembre 2008, mentre nell'asta del 26 febbraio sono calati sui minimi da maggio 2022 i rendimenti dei Btp a 5 e 10 anni.

Nell'asta a medio-lungo termine da complessivi 9 miliardi di euro, in cui il Tesoro ha offerto tre riaperture, due di Btp e una di Ccteu, la settima tranche del Btp 1° febbraio 2036 è stata assegnata per 3,75 miliardi a un rendimento del 3,31%, il livello più basso da maggio 2022, rispetto al 3,44% del collocamento di gennaio 2026.

La nona riapertura del 5 anni febbraio 2031 è stata collocata per 2,75 miliardi a un rendimento lordo del 2,62%, anche in questo caso minimo da maggio del 2022 (2,74% a gennaio). Infine, Via XX Settembre ha piazzato 2,5 miliardi del nuovo Ccteu 15 aprile 2035 a un rendimento del 2,84%.

Dopo quest’asta, ha stimato Luca Cazzulani, head of strategy research di Unicredit, l’Italia ha emesso circa 68 miliardi di euro di debito a medio-lungo termine, pari al 16% del programma annuale di finanziamento.

Il nuovo Btp Valore e il premio fedeltà

Venerdì 27 febbraio il Tesoro comunica i tassi cedolari minimi del nuovo Btp Valore a 6 anni che sarà offerto agli investitori retail dal 2 al 6 marzo. Il titolo prevede un meccanismo di step-up della cedola ogni due anni e offre un premio fedeltà finale dello 0,8%.

Lo scorso anno attraverso emissioni dedicate al pubblico retail il Tesoro ha raccolto a febbraio 14,9 miliardi di euro dal primo Btp Plus a otto anni, 8,79 miliardi a maggio dal Btp Italia a sette anni e a ottobre 16,6 miliardi dalla quinta emissione del Btp Valore, anch'esso a sette anni.

«Il Btp Valore presenta un vantaggio fiscale per i residenti italiani, ma se dovessimo valutarne l'appetibilità all'interno di un portafoglio più ampio, potremmo trovare maggiori opportunità nel credito corporate investment grade europeo, più interessante per rendimento aggiuntivo, spread e diversificazione», commenta John Taylor, Head of European Fixed Income di AllianceBernstein.

Il fatto che la scadenza sia stata accorciata rispetto alle emissioni precedenti, prosegue Taylor, riflette il minor rendimento e lo spread più contenuto rispetto alla Germania dei titoli di Stato italiani. «Non vediamo nel breve termine un catalizzatore che possa ampliare lo spread rispetto alla Germania e, nel corso dell’anno, attribuiamo ancora una probabilità maggiore a un taglio del tasso sui depositi da parte della Bce piuttosto che a un aumento», spiega l’esperto di AllianceBernstein.

Si tratta di un contesto che supporta in generale il possesso di obbligazioni denominate in euro e, in questo scenario di minore volatilità, chiarisce Taylor, «incassare lo spread aggiuntivo del credito investment grade rispetto ai titoli di Stato italiani rappresenta un modo interessante per incrementare i rendimenti».

Atteso un rendimento sopra il 3%

Comunque, se si guarda a quanto avvenuto con le precedenti emissioni di Btp Valore, che incorporavano un premio rispetto ai Btp di pari scadenza già in circolazione nell’ordine dei 10-15 punti base, a cui aggiungere l’eventuale premio di 80 punti base per chi acquista il titolo in fase di collocamento e lo detiene fino a scadenza, «il rendimento del nuovo Btp Valore dovrebbe collocarsi poco al di sopra quello del Btp con scadenza a marzo 2032, pari al 2,80%», afferma Jacopo Gerosa, Head of Investment Advisory di Vontobel Wealth Management Sim.

Se questo rendimento restasse tale, dunque, il nuovo titolo potrebbe attestarsi intorno al 2,90%; l’aggiunta del premio fedeltà, inoltre, porterebbe il rendimento complessivo sui 6 anni poco sopra il 3%. Bisogna considerare, però, che il flusso cedolare segue un meccanismo step-up con cedole che crescono ogni due anni.

Quanto possono pagare le cedole crescenti

«Osservando la distribuzione delle emissioni precedenti, è probabile che la nuova emissione pagherà intorno al 2,40-2,50% per i primi due anni, 2,90-3% nei due anni centrali per arrivare intorno al 3,70-3,80% nei due anni finali», prevede Gerosa.

In termini di raccolta, le precedenti edizioni del Btp Valore hanno avuto un discreto successo, grazie al taglio retail e alla possibilità di ottenere un rendimento superiore a quello dei Btp attualmente sul mercato. «Nell’ultima edizione la raccolta si è attestata a 16,5 miliardi circa; quelle precedenti hanno registrato tutte una raccolta abbondantemente superiore ai 10 miliardi ed è probabile che tale livello venga raggiunto anche stavolta», aggiunge.

Il confronto con i titoli di Stato europei

Rispetto alle emissioni di altri paesi, occorre ricordare che il Btp si colloca sempre nella parte alta della fascia di rendimento dei titoli di Stato europei core, sebbene lo spread si attesti oggi su livelli decisamente compressi. Un Bund tedesco, con scadenza molto simile, rende il 2,36%; un Oat francese, complice l’allargamento degli spread sul debito transalpino, rende su quella scadenza quasi quanto il titolo italiano, il 2,7%; la Spagna, vista oggi come il Paese più affidabile tra i grandi dell’Eurozona, Germania a parte, rende qualcosa in meno, il 2,63%.

Unicredit: preferenza per le scadenze più brevi con appiattimento della curva

In generale sul mercato obbligazionario il deterioramento dell’appetito per il rischio – guidato dalle preoccupazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale su vari settori azionari e dagli ingenti investimenti (capex) richiesti dalle società legate all’AI – ha sostenuto i titoli governativi. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4%, mentre nell’area euro il rendimento del Bund decennale è calato intorno al 2,7%, livello che non si vedeva da fine novembre.

Poiché le aspettative sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea sono rimaste sostanzialmente invariate, questo movimento ha determinato un appiattimento della curva. «Riteniamo che gli attuali rendimenti del Bund e del Btp a 10 anni siano leggermente bassi e manteniamo, quindi, un atteggiamento prudente sul rischio di duration», avverte Cazzulani.

L’incertezza seguita alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi, lo scorso venerdì, non ha generato reazioni significative né sui rendimenti né sugli spread creditizi. In questo contesto, i Btp sono rimasti ben supportati per tutto il mese di febbraio, con lo spread Btp-Bund a 10 anni stabilizzatosi intorno a 60 punti base. Anche lo spread a 10 anni rispetto agli swap si è attestato vicino ai 55 punti base, il livello più basso da ottobre 2021. Mentre il rendimento del Btp decennale è sceso al 3,31%.

Nel frattempo, nota ancora l’esperto di Unicredit, l’indice Move Index continua a mantenersi su livelli contenuti, segnalando che gli investitori stanno in larga parte ignorando i richi geopolitici. La bassa volatilità implicita resta favorevole alle strategie di carry trade. Tuttavia, «pur in assenza di chiari catalizzatori per un aumento della volatilità dei tassi, i livelli attuali compressi suggeriscono una certa cautela», precisa Cazzulani.

La parte lunga della curva

Infine, il calo dei rendimenti, insieme all’appiattimento dei segmenti 2/10 anni e 2/30 anni, ha sostenuto la performance della parte lunga della curva. L’indice Bloomberg con scadenza superiore a 10 anni ha registrato un rendimento del 3,5-4%. La Francia è il Paese con la migliore performance sull’extra-lungo termine. (riproduzione riservata)



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