Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte nuovi raid aerei contro l’Iran, che ha annunciato attacchi di rappresaglia contro basi militari Usa in Kuwait, Bahrein e Giordania e ha minacciato di colpire qualsiasi nave si avventuri nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi, che secondo l’esercito statunitense hanno preso di mira «strutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea in tutto il Paese», sono stati innescati dopo che il presidente americano Donald Trump ha accusato Teheran di ostacolare i negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente. «Eravamo davvero vicini a raggiungere un accordo, ma continuano a prenderci in giro, ci stanno prendendo in giro», ha detto Trump ieri 10 giugno ai giornalisti. Anche il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha accusato l'Iran di «giocare al gatto e al topo» nei negoziati. «Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe, e siamo molto bravi in questo», ha minacciato il capo del Pentagono.
Il presidente americano, Donald Trump, ha annullato l'attacco contro l’Iran che aveva annunciato per questa notte e ha reso noto che i colloqui sono ai livelli più alti e che presto si arriverà a un’intesa.
«In base al fatto che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate al livello più alto della leadership iraniana e approvate, io, in quanto presidente degli Stati Uniti d’America, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti programmati contro l’Iran per questa sera», scrive su Truth il capo della Casa Bianca. «Le discussioni e i punti finali sono stati, sia nel concetto che nei dettagli, approvati da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace finchè questa Transazione non sarà finalizzata. Luogo e data della firma saranno annunciati a breve», aggiunge.
L’Iran ha consegnato la propria risposta a un messaggio diplomatico trasmesso dal ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, nell’ambito dei tentativi di mediazione per arrivare a un accordo con Stati Uniti e Israele, secondo fonti citate da Al Arabiya.
Una fonte diplomatica ha smentito che i negoziati tra Washington e Teheran siano in stallo, affermando invece che i contatti proseguono e che Pakistan e Qatar stanno intensificando gli sforzi per favorire un’intesa.
È previsto inoltre un incontro tra diversi Paesi regionali, tra cui Arabia Saudita, Pakistan, Qatar, Egitto e Turchia, per valutare la mediazione e cercare garanzie sull’attuazione di un possibile accordo.
L’Iran ha aggiornato il suo elenco di obiettivi per possibili nuove operazioni militari e ha inserito «tutti gli interessi associati ai possedimenti economici gestiti da Elon Musk» in Medio Oriente, inclusi quelli in Paesi arabi e in Israele. Lo ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran. Secondo Teheran il Pentagono si è servito di società legate a Musk, come la rete satellitare Starlink e la piattaforma X, per «commettere crimini di guerra, tra cui attacchi alle infrastrutture idriche nell’Iran meridionale».
Gli Stati Uniti finanzieranno le riparazioni per i danni causati dall'Iran nei paesi del Golfo prelevando i fondi necessari dai conti iraniani. Ad annunciarlo è stato il ministro del Tesoro americano Scott Bessent su X: «Il regime iraniano perderà la partita a somma zero che sta conducendo. Qualsiasi danno infligga ai nostri alleati nel Golfo sarà ripagato con fondi prelevati dai conti iraniani. Qualsiasi pedaggio pagato all'Autorità dello Stretto del Golfo Persico sarà compensato con fondi prelevati dai loro conti. Ogni attacco lanciato dall'Iran non farà altro che aggravare le conseguenze economiche e finanziarie che dovrà affrontare».
In un post pubblicato su Truth, Donald Trump ha annunciato possibili nuovi attacchi contro Teheran e ha dichiarato che Washington punta a controllare alcuni punti strategici delle infrastrutture energetiche iraniane, tra cui l’isola di Kharg.
«Gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran questa notte». Con queste parole Donald Trump ha rilanciato la pressione su Teheran all’indomani di nuovi scambi di attacchi tra i due Paesi. Nel messaggio pubblicato su Truth, il presidente americano ha sostenuto che gran parte delle capacità difensive iraniane sarebbe già stata neutralizzata e ha annunciato l’intenzione di assumere il controllo dell’isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere strategiche.
Le forze statunitensi hanno messo fuori uso una petroliera nel Golfo di Oman dopo che la nave avrebbe violato il blocco contro l’Iran tentando di trasportare petrolio iraniano. Lo ha affermato il Comando centrale degli Stati uniti, Centcom. L’episodio è avvenuto alle 23.20 del 10 giugno ora della costa orientale americana, le 5.20 di oggi in Italia. Secondo Centcom, la M/T Jalveer, battente bandiera della Guinea-Bissau, stava cercando di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo di Oman. Un aereo statunitense ha lanciato due missili Hellfire contro la sala macchine della nave, dopo che l’equipaggio non avrebbe rispettato ripetutamente le istruzioni impartite dalle forze americane.
I colloqui tra Usa e Iran per raggiungere un accordo sono proseguiti nonostante lo scambio di attacchi aerei avvenuto nella notte, che ha minacciato di complicare gli sforzi diplomatici. Lo sostiene Cnn.
I negoziatori del Qatar, intanto, hanno lasciato Teheran «questa mattina dopo i colloqui con funzionari iraniani che si sono protratti fino alle prime ore del mattino», ha dichiarato un diplomatico in condizione di anonimato, aggiungendo che i colloqui sono stati «condotti in coordinamento con gli Stati Uniti».
Il Pakistan afferma, da parte sua, di essere ancora impegnato negli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran nonostante l’escalation militare, e sollecita il dialogo tra le parti. «È difficile essere ottimisti di fronte a questo nuovo scambio di ostilità. Non abbiamo perso la speranza, restiamo impegnati», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi, auspicando una «soluzione negoziata». «Non mettiamo da parte l’approccio di mediazione del Pakistan», ha aggiunto.
La Cina ha esortato nuovamente gli Stati Uniti e l’Iran a cessare «immediatamente» le loro operazioni militari. «La Cina esorta con forza le parti interessate a cessare immediatamente le operazioni militari e a tornare al dialogo e al negoziato», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato «con forza» quelli che ha definito «crimini del regime terroristico americano» per il vasto attacco condotto contro l’Iran nella notte, sostenendo che la responsabilità delle conseguenze «molto pericolose» di questa escalation ricade sull'amministrazione degli Stati uniti. In una nota rilanciata dai media iraniani, il ministero ha affermato che gli attacchi americani delle ultime ore sono «illegali e criminali» e rappresentano una «flagrante violazione» della Carta delle Nazioni unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale sul rispetto della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale degli stati. Secondo Teheran, i raid hanno inoltre reso «di fatto privo di significato» il cessate il fuoco del 19 Farvardin 1405, corrispondente all’8 aprile 2026.
L’esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto 20 missili iraniani, dopo che le Guardie Rivoluzionarie avevano segnalato attacchi contro un centro di comando statunitense nel regno. «I sistemi di difesa aerea e l’aeronautica militare hanno intercettato e abbattuto 20 missili lanciati dall’Iran verso Azraq», dove si trova la base statunitense, ha dichiarato un funzionario militare in un comunicato, riferendosi a un’area a circa 80 km a est di Amman.
«Consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto. Perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto. E perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica o di coercizione militare». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla Camera, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
Tre marinai indiani, dispersi dopo un attacco militare statunitense a una petroliera nel Golfo dell’Oman, sono deceduti, ha dichiarato giovedì il ministro della Navigazione indiano, Sarbananda Sonowal. Lo riporta India Today. I marinai sono scomparsi in seguito all’attacco condotto dalle forze armate statunitensi contro la petroliera al largo dell’Oman. Secondo gli Stati Uniti, le loro forze armate hanno condotto un attacco «di precisione» contro la nave dopo che quest’ultima non aveva rispettato le istruzioni. Gli Stati Uniti hanno anche affermato che la petroliera trasportava petrolio proveniente dall’Iran. (riproduzione riservata)