È ancora fermento nel mondo dei broker assicurativi. Un nuovo fondo di private equity, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, potrebbe presto prendere il posto di Pollen Street nel capitale di Wide Group per sostenere la crescita della società all’estero.
Le discussioni sono ancora a una fase iniziale ma l’interesse di grandi investitori internazionali nei confronti della società di brokeraggio fondata nel 2016 dal ceo Gianluca Melani, insieme ai due managing partner Matteo Barbini e Gerardo di Francesco, sarebbe molto alto. A guardare il dossier sarebbero in particolare nuovi investitori inglesi, ma altri potrebbero aggiungersi.
D’altro canto il fondo di private equity inglese Pollen Street, che nell’agosto 2023 ha rilevato una quota di minoranza di Wide Group, avrebbe avviato una riflessione per monetizzare il suo investimento con l’avvicinarsi della scadenza dei tre anni, vista la crescita realizzata dal broker dal suo arrivo fino ad oggi. La staffetta nell’azionariato potrebbe insomma essere imminente.
Da quando il fondo di private equity inglese Pollen Street è entrato nel capitale di Wide Group, rilevando una quota di minoranza della società, il broker ha realizzato 23 acquisizioni che hanno fatto crescere rapidamente il suo volume d’affari. Così, in meno di tre anni, sono stati realizzati gli obiettivi che erano stati previsti dal piano quinquennale.
Ad aprile 2026 (il mese di chiusura per l’esercizio, ndr) i ricavi complessivi attesi da Wide sono pari a 100-110 milioni e il gruppo è arrivato a disporre di 350 dipendenti che operano in 35 sedi. Il modello di crescita della società prevede poi che gli azionisti delle società integrate diventino anche soci di Wide Group e ora, come conseguenza delle varie operazioni di aggregazione che hanno apportato anche competenze industriali, di soci ce ne sono già più di 200.
Guardando al futuro l’intenzione di Wide è crescere ancora aggregando nuove realtà e competenze, facendo leva anche sul supporto finanziario di BlackRock, che a luglio 2025 ha concesso al broker la possibilità di fare ricorso a una linea di credito fino a 300 milioni di euro per realizzare operazioni di sviluppo dopo i risultati raggiunti in questi anni. Trattative per ulteriori acquisizioni sarebbero in corso anche in queste settimane mentre il nuovo business plan a cinque anni, in fase di definizione, punta a triplicare ancora il giro d’affari.
L’arrivo di un nuovo fondo di private equity potrebbe quindi essere utile a spingere ancora lo sviluppo in Italia, ma anche ad accelerare l’espansione all’estero di Wide che, come aveva raccontato Barbini in un’intervista a MF-Milano Finanza a dicembre, sta già studiando il possibile sbarco in diversi Paesi, dal Regno Unito alla Spagna, con la volontà di esportare il suo modello oltre il confine nazionale. Resta da capire quali potranno essere le valutazioni del broker da parte del nuovo fondo.
Quando Pollen Street entrò nel capitale, nel 2023, sul prezzo dell’operazione fu mantenuto il riserbo, ma voci di mercato parlarono di una valutazione compresa tra 50 e 100 milioni. Valore che oggi, evidentemente, è salito di molto. (riproduzione riservata)