La sfida tra Novo Nordisk ed Eli Lilly nel mercato dei farmaci anti-obesità e per il diabete si sposta nelle aule di tribunale. La società danese ha avviato un’azione legale negli Stati Uniti, accusando la concorrente americana di aver diffuso una campagna pubblicitaria comparativa «falsa e materialmente fuorviante» per promuovere Zepbound e Mounjaro a discapito di Wegovy e Ozempic.
Secondo Novo Nordisk, la campagna - che tra aprile e oggi avrebbe generato oltre 700 milioni di impressioni anche grazie alla diffusione su TikTok e altri social - violerebbe diverse norme federali e statali in materia di pubblicità ingannevole e concorrenza sleale, incluso il Lanham Act, la principale legge statunitense a tutela dei marchi e dei consumatori.
Al centro della contestazione c’è il confronto tra i farmaci delle due aziende. Novo sostiene che Eli Lilly abbia utilizzato studi clinici ormai superati, mettendo a confronto le dosi massime dei propri medicinali con dosaggi inferiori dei prodotti concorrenti, senza considerare le formulazioni più recenti approvate dalla Food and Drug Administration (Fda).
Nel caso di Wegovy, la pubblicità confronta Zepbound con le dosi da 1,7 e 2,4 milligrammi, senza citare il nuovo dosaggio da 7,2 milligrammi, autorizzato dalla Fda a marzo, che secondo Novo Nordisk consente una perdita media di peso di circa il 19%, pari a circa 21,3 chilogrammi, risultati definiti «clinicamente coerenti» con quelli ottenuti da Zepbound.
Analoga l’accusa sul confronto tra Mounjaro e Ozempic. La campagna di Eli Lilly paragona infatti Mounjaro alla dose massima di 15 milligrammi con Ozempic da 1 milligrammo, omettendo che il dosaggio di mantenimento da 2 milligrammi è disponibile e approvato da oltre quattro anni.
Per Novo Nordisk le campagne pubblicitarie creano un’impressione fuorviante nei confronti dei pazienti, perché non riflettono le più recenti evidenze scientifiche.
«Le persone meritano informazioni accurate e aggiornate che consentano loro di prendere decisioni consapevoli sulle proprie cure», ha dichiarato il responsabile legale del gruppo, John F. Kuckelman, sottolineando che le avvertenze riportate in caratteri ridotti non sarebbero sufficienti a correggere il messaggio principale trasmesso dagli spot.
Con l’azione legale, Novo Nordisk chiede al tribunale un’ingiunzione permanente che obblighi Eli Lilly a ritirare la pubblicità da tutte le piattaforme e ad avviare una campagna correttiva.
La società danese afferma inoltre di aver già inviato una diffida formale alla concorrente, senza ottenere modifiche sostanziali. Se la campagna non verrà ritirata volontariamente, Novo ha annunciato che presenterà anche una richiesta di ingiunzione preliminare per bloccarne immediatamente la diffusione. Novo chiede, inoltre, anche un risarcimento danni, sebbene non sia chiaro a quanto ammonti. La causa si inserisce nel contesto di una campagna aggressiva di Novo contro Lilly per riconquistare quote di mercato nel settore degli inibitori del Glp-1, con la sua nuova pillola contro l’obesità, tagli strategici dei prezzi e il nuovo Wegovy ad alto dosaggio, in competizione con Zepbound, l’iniezione per l’obesità, e Mounjaro, il farmaco per il diabete. Nel premercato, Novo Nordisk cede lo 0,9%, Eli Lilly lo 0,6%.(riproduzione riservata)