“The European Asset Management Industry: Navigating Volatile Times” è un’analisi appena pubblicata da McKinsey & Company, la prestigiosa società di consulenza strategica internazionale, e descrive il paradosso di una industria, quella della gestione del risparmio degli europei, che se da una parte ha mezzi amministrati (AUM) che hanno toccato un livello record, 28.000 miliardi di euro nel 2024, dall’altra sta vivendo una pressione strutturale dovuta a bassa redditività, aumento dei costi, volatilità dei mercati e perdita di terreno rispetto ai concorrenti statunitensi.
In questo scenario, sostengono gli autori del paper, Felix Wenger, Niklas Nolzen, e Nunzio Digiacomo, le società devono ripensare modelli di business, strategie e operatività. Ecco una sintesi del loro paper.
1. Calo dei profitti nonostante il record delle masse gestite
Nel 2024 i profitti sono stati inferiori del 20% rispetto al picco del 2021.
La redditività è frenata da:
-Calo dei margini di ricavo (da 28 a 26 basis point)
-Aumento dei costi operativi (+10% rispetto al 2021), trainato da inflazione, investimenti IT, M&A e costo del lavoro
2. Ripresa dei flussi netti ma su prodotti a basso margine
I flussi netti nel 2024 sono stati pari al 2,3% degli asset under management, il livello più alto dal 2021, ma ancora lontani dal record di 1.000 miliardi di euro.
I flussi si sono concentrati in:
-Etf e gestioni passive (+316 miliardi di euro)
-Fondi monetari (+133 miliardi)
-Reddito fisso attivo (+321 miliardi)
Sono usciti capitali da:
-Azionario attivo (–147 miliardi)
-Multi-asset attivo (–109 miliardi)
3. La compressione delle commissioni
Calano le commissioni su tutte le asset class:
-Azionario attivo: da 45,2 a 41,9 bps
-Alternative asset: da 105,9 a 103,5 bps
Solo i fondi monetari hanno visto un lieve aumento (da 6,4 a 8,0 bps)
4. L’impatto della volatilità macroeconomica
L’incertezza geopolitica e l’aumento della volatilità (per esempio. L’indice azionario americano S&P 500 ha registrato un -9% in una settimana) generano pressioni sugli utili.
In termini di redditività del settore, il rapporto costi/ricavi (Cir) medio del settore alla fine del 2025 è previsto aumentare di cinque punti percentuali (dal 64% alla fine del 2024) nello scenario intermedio e di nove punti percentuali nello scenario peggiore. Nello scenario intermedio, la quota di operatori con un Cir superiore al 70% passerebbe dall'attuale 37% al 45%. Il numero di gestori patrimoniali che potrebbero diventare non redditizi (ovvero con un Cir superiore al 100%) aumenterebbe dall'attuale 1% al 4%.
Quali sono le tendenze strutturali colte dagli analisti di McKinsey? Eccole in sintesi.
1. Investimenti alternativi in rallentamento, ma chance dagli Eltif
Net inflow degli alternative asset di 52 miliardi di euro nel 2024, in calo rispetto ai 200 miliardi del 2021.Il mercato è sempre più affollato: solo 13 dei 100 principali gestori alternativi sono società di asset management tradizionali.
C’è però una opportunità, rappresentata dai fondi a lungo termine europei cosiddetti Eltif 2.0, chiamati così dopo le ultime modifiche normative. Essi hanno un patrimonio gestito di 21 miliardi di euro alla fine del 2024 e una crescita media annua di circa il 40% tra il 2021 e il 2024. Si prevede che gli Eltif raggiungeranno un patrimonio gestito stimato tra 65 e 70 miliardi di euro entro il 2027. Questo sviluppo andrebbe anche nella direzione della democratizzazione del private market.
2. Continua l’ascesa della gestione passiva
Gli asset under management gestiti in modo passivo (indicizzato) tra fondi ed Etf sono saliti dall’11% nel 2015 al 24% nel 2024, con proiezione a oltre 7.000 miliardi nel 2028 secondo stime di McKinsey e Morningstar. I ricavi però sono modesti (13 bps medi contro 42 bps per l’azionario attivo). I flussi di questo tipo di gestioni arrivano ora anche da canali tradizionali (banche, assicurazioni) e non solo digitali.
3. Cripto e digital assets: opportunità in evoluzione
Il mercato cripto globale ha superato i 3.000 miliardi di euro nel 2024, ma la penetrazione dei gestori europei è ancora bassa (0,7%). Crescono però i fondi cripto (oltre 20 miliardi in Europa nel 2024). La regolamentazione (es. MiCa) potrebbe abilitare nuova crescita.
4. Crescita degli Etf attivi, ma attenzione alla cannibalizzazione
Gli Etf attivi europei sono saliti a 58 mld di euro nel primo trimestre del 2025, con crescita attesa del 25% annuo fino al 2029. Parte dei flussi cannibalizza fondi comuni attivi tradizionali: nel 2024, il 13% dei flussi totali verso gli Etf attivi negli Stati Uniti è stato investito in veicoli che hanno un fondo comune duplicato (ovvero un fondo comune con lo stesso nome o un nome simile e la stessa strategia gestita dallo stesso gestore patrimoniale), quasi il doppio rispetto alla quota del 2021.
Le conversioni in Etf attivi rimangono relativamente stabili, tra il 6 e il 9% nel 2022-24. Tuttavia, la maggior parte dei flussi di Etf attivi è trainata dal lancio di nuovi prodotti, compresi operatori di nicchia che si affidano principalmente a Etf attivi e fondi tematici (82% dei flussi nel 2024), secondo Morningstar. ma prevale la crescita da nuove strategie (greenfield).
Sfide strategiche e raccomandazioni
Ma quali sono le sfide da affrontare e quali i suggerimenti degli analisti della prestigiosa società di consulenza?
1. Ridefinire la Stella Polare strategica
I gestori più performanti sono quelli con un posizionamento chiaro. Gli asset manager possono seguire uno di questi archetipi o combinare diversi di essi; all'interno di ciascun archetipo esistono diversi modelli vincenti.
-At-scale players: società dotate di ampia gamma e scala globale;
-Alpha seekers: colo che cercano l’eccellenza in asset class ad alto rendimento
-Client-centric captives: le società che pongono il focus su soluzioni su misura per clienti captive
2. Ripensare la distribuzione e l’espansione
I primi dieci asset manager europei gestiscono solo il 22% delle masse gestite, contro il 74% dei top player statunistensi.Per McKinsey, serve più consolidamento e maggiore presenza pan-europea nel settore. I mercati emergenti (Sud-Est asiatico, Medio Oriente, Sud America) sono nuove fonti di crescita.
3. Riposizionarsi negli investimenti alternativi
Gli alternativi generano il 40% dei ricavi in Europa. I gestori tradizionali possono crescere via ampliamento organico o partnership con specialisti o con lo sfruttamento della base retail e captive
4. Rendere l’operatività più flessibile
Secondo il report di mcKinsey, ai protagonisti dell’asset management europeo, serve un modello operativo adattabile:
-Più costi variabili
-Outsourcing strategico
-Riduzione del debito tecnologico e miglioramento della resilienza organizzativa
5. Investire in tecnologia e AI generativa
Secondo il paper dei consulenti McKinsey, solo il 22% della spesa IT del settore va a sviluppo e innovazione. Le priorità dovrebbero essere: cloud, automazione, modernizzazione sistemi legacy. Mentre l’uso della Gen AI si amplia in direzione della costruzione portafogli, ricerca, assistenti virtuali e fondi interamente gestiti da AI. (riproduzione riservata)