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Nokia, si dimette il ceo Rajeev Suri
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Nokia, si dimette il ceo Rajeev Suri

di Parmy Olson
02 marzo 2020, 18:21 Ultimo aggiornamento: 18:29

La società finlandese ha avuto difficoltà nel trarre vantaggio dal passaggio alle reti mobili 5G e alle problematiche di Huawei. I problemi di Nokia derivano in parte dal fatto di dover ancora digerire l’acquisizione di16,6 miliardi di dollari di Alcatel Lucent, un accordo firmato da Suri nel 2015

Rajeev Suri, ceo di Nokia, si è dimesso dalla sua carica in un momento in cui il produttore finlandese di apparecchiature per le telecomunicazioni sta lottando per trarre vantaggio dal passaggio globale alla nuova generazione di reti mobili. Suri sarà sostituito da Pekka Lundmark, che inizia il suo nuovo ruolo il 1 settembre. A differenza di Suri, alla Nokia da 24 anni, Lundmark proviene dall'esterno dell'azienda. Attualmente è amministratore delegato della società energetica finlandese Fortum.

Nokia ha combattuto contro la svedese Ericsson e la cinese Huawei per fornire apparati che gestiscono le reti mobili 5G di ultima generazione alle società di telecomunicazioni di tutto il mondo. Il 5G promette velocità di connessione più elevate e la possibilità di connettere a Internet nuovi dispositivi. Ma il suo lancio è stato impegnativo per Nokia. Lo scorso ottobre le azioni di Nokia sono scese del 20% dopo che la società ha annunciato che non avrebbe distribuito dividendo per aiutare a coprire i crescenti costi di sviluppo, costruzione e vendita di apparecchiature 5G. A febbraio, la società ha avvertito che per l'anno in corso la domanda di apparecchiature di telecomunicazione sarebbe stata piatta anche per la crescente concorrenza per le offerte di apparati 5G.

Nokia e il suo concorrente più vicino, Ericsson, hanno combattuto per approfittare di una recente campagna da parte di autorità statunitensi che faceva pressione su altri Paesi affinché non integrassero Huawei nei loro sistemi, sostenendo che i suoi dispositivi rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale. Huawei ha negato qualsiasi minaccia di spionaggio dai suoi dispositivi. Acquistare qualsiasi attività che si stacca da Huawei è stato considerato critico negli sforzi separati di inversione di tendenza sia per Nokia che per Ericsson, che sono rispettivamente i produttori di apparecchiature per telecomunicazioni al secondo e al terzo posto, con Huawei al primo.

Le grandi difficoltà di Nokia derivano in parte dal fatto di dover ancora digerire l’acquisizione di16,6 miliardi di dollari di Alcatel Lucent, un accordo firmato da Suri nel 2015. Sebbene l’accordo mirasse ad accrescere i prodotti di comunicazione di Nokia e a creare uno sportello unico per le aziende Telecom, ha reso più difficile per l’azienda accelerare i propri sforzi relativi al 5G, secondo uno dei dirigenti di Nokia. Il presidente di Nokia, Risto Siilasmaa, ha menzionato la questione Alcatel nel comunicato ufficiale che annunciava le dimissioni di Suri, affermando che «Con l’acquisizione di Alcatel-Lucent alle nostre spalle e il mondo del 5G di fronte a noi, sono felice che Pekka abbia accettato di unirsi a Nokia».

Nokia, nata come cartiera nel 1865, ha attuato profondi cambiamenti di business nel corso della storia. All’inizio degli anni 2000 era leader mondiale nella vendita di telefoni cellulari, prima di essere sostituita dall’iPhone di Apple e altri produttori come Samsung, che utilizzavano il sistema operativo Android creato dalla Alphabet di Google.

Dopo aver venduto il segmento smartphone a Microsoft nel 2014, Nokia ha messo Suri al vertice dell’azienda nell’aprile di quell’anno puntando ad una rifocalizzazione dell’azienda soltanto sul segmento reti. Suri, 52 anni, è nato in India ed è diventato un cittadino di Singapore. Ha sostituito Stephen Elop, un dirigente canadese entrato in azienda nel 2010 dopo aver lasciato Microsoft, fino a quando Nokia ha venduto la divisione cellulari a Redmond. (riproduzione riservata)

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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