Come ministro delle Imprese e del Made in Italy, per la frana di Niscemi «proporremo alcune misure che abbiamo già sperimentato con successo, ad esempio con l'alluvione in Emilia Romagna, come l'estensione del fondo di garanzia per le micro-imprese e della legge 181 sulle crisi complesse, intervenendo a sostegno delle imprese, che devono riprendere la loro attività il prima possibile».
Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della terza edizione del forum di Legambiente ‘«L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy», riguardo la frana di Niscemi e della mareggiata che ha colpito la costa.
«Vi è una riflessione che riguarda l'assicurazione sugli eventi catastrofali: un percorso che va compiuto nel migliore dei modi, nella piena consapevolezza che gli eventi catastrofali si susseguono anche con casistiche prima non previste», ha detto poi il ministro.
Urso ha aggiunto che «siamo già intervenuti intervenuti con coraggio e responsabilità con l'assicurazione obbligatoria per le imprese scattata il 1 gennaio 2026, salvo per alcune categorie: l'industria turistica alberghiera, balneare e l'industria della pesca per cui scatterà, nel caso delle pmi, dal dal 31 marzo».
L’obbligo di coperture previsto dalla legge sulle polizze catastrofali riguarda però esclusivamente alluvioni, esondazioni, inondazioni, sisma e frane. Dopo il ciclone Harry che ha colpito le coste di Sicilia, Calabria e Sardegna si ragionando anche su come «coprire questo nuovo evento, cioè la mareggiata che, a detta di tutti, è la prima volta che accade in queste dimensioni in quel territorio: bisogna coniugare l'esigenza di rendere universale, e quindi più accessibile a tutti, lo strumento dell'assicurazione con quello della copertura del rischio», ha aggiunto Urso.
Un tema su cui le compagnie hanno iniziato a confrontarsi in questi giorni, con l’estensione alle mareggiate che dovrebbe inevitabilmente prevedere l’obbligatorietà della copertura per tutte le imprese italiane, anche quelle molto lontane dalle coste. E in ogni caso la copertura varrebbe ovviamente solo per il futuro. (riproduzione riservata)