I sostenitori della neutralità della rete avvertono che la fine delle disposizioni sancite nell’era Obama segnerà il destino della libertà di internet. Al posto di trattare allo stesso modo tutto il traffico web, le compagnie di telecomunicazioni saranno libere di ripartire il web in corsie lente e veloci, il che costerà ai consumatori più tempo e denaro, dicono. Ajit Pai, presidente della Federal Communications Commission (Fcc), ha ridimensionato i timori espressi e ha ricordato che esistono ancora norme che puniscono chi danneggia i consumatori.La verità, come spesso accade, potrebbe stare nel mezzo. Molto resta ancora da capire su come questo avrà luogo ora che la Fcc ha abrogato la net neutrality.
Mentre il dibattito prende forma, ecco alcuni modi in cui il voto della Fcc potrebbe avere un impatto sull’utenza:
1) I consumatori dovranno pagare di più per servizi o contenuti internet?
Non aspettiamoci modifiche immediate alla bolletta o agli abbonamenti del cellulare. Ma nei prossimi mesi e anni, internet potrebbe diventare più costoso in due modi. Nel breve periodo, gli internet service provider (Isp) potrebbero far pagare ai fornitori di contenuti, come Netflix e Spotify, il privilegio di trasmettere video e musica sul web attraverso corsie veloci e senza interruzioni. A loro volta, tali servizi potrebbero tradursi in un costo aggiuntivo per i consumatori con un rincaro nei loro abbonamenti di qualche dollaro al mese. I cosiddetti accordi di paid prioritizationpotrebbero essere messi in discussione dalle autorità di regolamentazione in materia di antitrust se costituiti con lo scopo di limitare la concorrenza, piuttosto che coprire il costo della gestione di connessioni ad alta velocità. Inoltre, in linea teorica, la cancellazione della neutralità della rete potrebbe inibire la concorrenza per i servizi. Con un numero inferiore di aziende a competere per l’offerta della banda larga e meno siti web a veicolare contenuti, i prezzi di tutte queste proposte potrebbero salire.
2) I provider di servizi come Comcast e Verizon potrebbero rallentare lo streaming video?
I maggiori Isp affermano di non avere in programma di limitare le velocità del sito web. Ma in precedenza l’hanno fatto. Nel 2008, la Fcc ha stabilito che Comcast aveva rallentato l’accesso a BitTorrent perché il sito di download peer-to-peer era «diventato una minaccia concorrenziale per gli operatori via cavo». Poi, Comcast ha impugnato la sentenza e l’ordine è stato revocato, ma l’evento ha creato lo slancio per la stesura delle norme sulla neutralità della rete per prevenire tale limitazione.
3) Gli Isp saranno in grado di censurare i contenuti che non gradiscono?
I colossi telco possiedono anche studi televisivi, siti web e altre attività che si danno battaglia per conquistare l’attenzione degli utenti della rete. Senza le protezioni previste dalla net neutrality, potrebbero tentare di falsare le condizioni per costruirsi un vantaggio, bloccando l’accesso ai siti con cui competono. Ciò è accaduto l’anno scorso in Marocco, dove le società di telecomunicazioni hanno fatto squadra per bloccare l’accesso ai servizi di chiamata sul web, tra cui Skype, per combattere la concorrenza nei confronti del proprio business voce. Negli Stati Uniti, una mossa talmente sfacciata potrebbe provocare l’intervento del Dipartimento di Giustizia o della Federal Trade Commission, che vigila sulle pratiche commerciali sleali e anticoncorrenziali.
4) Quali misure è possibile prendere per evitare il rallentamento o la censura di internet?
Leggere le scritte in piccolo sulle condizioni d’uso. La Fcc imporrà ai provider di mettere gli utenti al corrente di blocchi, rallentamenti o la concessione di trattamenti preferenziali a qualsiasi servizio.
5) In qualche modo il consumatore potrà beneficiare dell’abolizione delle misure sulla net neutrality?
Alcuni servizi sono già diventati meno costosi per i consumatori, grazie ai cosiddetti piani zero rating offerti dagli operatori di telefonia mobile. Questi profili includono l’accesso gratuito ad app e siti con larghezza di banda elevata, come Netflix e Hbo, che non sono computati nel piano dati mobile. Sebbene i critici sostengano che questi accordi violino i principi della neutralità della rete perché lasciano che i vettori riservino un trattamento preferenziale ad alcuni servizi, a inizio anno la Fcc ha anticipato che non prenderà di mira le società che commercializzano tali pacchetti, soprattutto in forza del vantaggio reso alle fasce a basso reddito. (riproduzione riservata)
Traduzione di Giorgia Crespi
