Sono le Considerazioni Finali della transizione, le quali indicano i punti di partenza dell’economia e della società - che impegnano, come il governatore Ignazio Visco afferma, «politica, istituzione, parti sociali, cittadini» - il percorso da compiere e gli obiettivi da raggiungere. Visco concorda con la tesi che dal successo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e delle riforme dipenderanno le opportunità per le future generazioni. Insistita, in diversi passaggi, è l’affermazione secondo la quale si uscirà definitivamente dalla crisi solo se i progressi riguarderanno tutti i Paesi e le misure di sostegno saranno ritirare con assoluta gradualità. Le condizioni di finanziamento, ad opera innanzitutto della Bce, debbono rimanere a lungo accomodanti per contenere gli effetti della pandemia e riportare la dinamica dei prezzi su valori prossimi al 2%. Aumenti ampi e persistenti dei tassi di interesse, dice Visco, non sarebbero giustificati dalle prospettive economiche e, se si verificassero, andrebbero contrastati. Ma riforme sono da introdurre anche nel funzionamento dell’Unione con l’introduzione di un bilancio comune fondato su di una stabile emissione del debito, nettamente distinto da quello pregresso, con l’obiettivo non di cancellare le passività nazionali, bensì di ridurre la frammentazione e la volatilità del mercato dei debiti sovrani. Riforme sarebbero altresì necessarie anche per la Bce, modificando il target ora vigente «intorno ma sotto il 2% con la fissazione, invece, direttamente del 2%, valutando simmetricamente gli spostamenti verso l’alto e verso il basso, al limite anche considerando l’ipotesi di mantenere la crescita dei prezzi su livelli moderatamente superiori per un certo periodo di tempo come nella nuova strategia della Fed. Anche il mandato della Bce dovrebbe essere meglio articolato comprendendo in esso la difesa dell’occupazione, la tutela della stabilità finanziaria (in aggiunta a quella, vigente, monetaria), il contrasto del cambiamento climatico, nel rispetto dei ruoli delle diverse autorità. Sulla Vigilanza bancaria il giudizio del governatore è favorevole perché, egli sostiene, è stata contemperata l’esigenza che le banche continuino a fornire il necessario sostegno all’economia con quella di presidiare adeguatamente i rischi. In effetti, in diversi passaggi, la seconda esigenza ha prevalso nettamente sulla prima. Sarebbe importante che, nella transizione, anche la Vigilanza fosse sottoposta a revisione e non solo per le pure importanti innovazioni richieste dalla incompletezza del quadro regolamentare europeo in materia di dissesto di banche di media e piccola dimensione. Ma ancor più importanti sono gli impegni che attraversano tutti i settori per la transizione ecologica e digitale. Comunque, anche nell’analisi del governatore e nelle sue prospettazioni, tutto fa leva sull’attuazione del Pnrr e sulle iniziative G20 alle quali la stessa banca sta dando un efficace apporto, nonché sulla fiducia che nella seconda metà dell’anno vi sia una robusta ripresa della domanda. Nel complesso, l’azione dell’esecutivo (ma anche di quello che precede l’attuale?), pur dovendo essere più selettiva, viene sostanzialmente approvata. Ora, però, il governo è chiamato a un maggiore impegno anche perché l’attività produttiva si sta rafforzando. In conclusione il governatore cita Gaetano Filangieri, il grande giurista che vedeva l’Europa come «sede della tranquillità e della ragione». Ma è lo stesso autorevole esponente dell’Illuminismo che spesso si riferiva al binomi «conservazione e tranquillità», per il quale tutto si doveva fare per il popolo ma nulla attraverso il popolo. Oggi abbiamo bisogno di spinte illuministiche, ma vi è necessità di un’ampia partecipazione dei cittadini, del popolo, per dare basi di legittimità condivisa all’Unione europea. Non bastano le spinte elitarie. (riproduzione riservata)