I dazi Usa peseranno «in modo ingente» sulla crescita globale. Lo ha detto il presidente della Bundesbank Joachim Nagel. «Le prospettive di crescita globale si sono deteriorate in modo massiccio», ha rilevato Nagel. «La politica monetaria in Europa farà la propria parte. Siamo già sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di inflazione quest’anno».
La Bce ha tagliato i tassi sei volte da giugno e secondo le attese li ridurrà ancora nella riunione del 17 aprile. Ieri si è espresso in tal senso anche il governatore lituano Gediminas Simkus, di solito su posizioni da falco. I dazi freneranno l’economia e anche sull’inflazione i rischi sono al ribasso anche a causa di costi energetici più bassi e del rafforzamento dell’euro dopo il 2 aprile.
«Nel prossimo consiglio direttivo Bce prenderemo decisioni responsabili sulla base dei dati disponibili», ha aggiunto Nagel secondo cui le turbolenze rafforzano la necessità che l’Europa diventi ancora più coesa, anche attraverso l’Unione bancaria e l’Unione dei Mercati dei capitali. Il presidente della Bundesbank ha auspicato inoltre la formazione rapida del nuovo governo tedesco.
Intanto, in un’audizione al Parlamento Ue sull’euro digitale, il membro del comitato esecutivo Piero Cipollone ha sottolineato: «L’urgenza di preservare l’autonomia nel campo della difesa e dell’energia appare già estremamente chiara. Ma assicurare l’autonomia per servizi essenziali come i pagamenti quotidiani è altrettanto urgente. Se non siamo autonomi, siamo vulnerabili alle minacce geopolitiche». Secondo Cipollone «occorre un partenariato pubblico-privato per preservare la sovranità. L’euro digitale costituirebbe il cardine di questo partenariato». Per il membro Bce «questo è il momento di agire. Bisogna compiere al più presto progressi per quanto riguarda sia il regolamento sull’euro digitale sia il regolamento sul corso legale del contante».
Le recenti misure adottate dagli Usa per promuovere le criptoattività e le stablecoin basate sul dollaro intanto «destano timori» secondo Cipollone. «Potrebbero determinare non solo altre perdite di commissioni e dati, ma anche il trasferimento di depositi in euro verso gli Usa e l’ulteriore rafforzamento del ruolo del dollaro nei pagamenti transfrontalieri». Allo stesso tempo le imprese private, tra cui per esempio Paypal, «sono sempre più aperte ad accettare stablecoin nei pagamenti della clientela, con potenziali implicazioni di vasta portata per la sovranità monetaria». (riproduzione riservata)