Mps torna a vendere non performing loan. Dopo le grandi operazioni degli anni scorsi (la cartolarizzazione Siena del 2018 da 24 miliardi e il progetto Hydra del 2021 da 8 miliardi), in questi giorni la banca guidata da Luigi Lovaglio ha varato una nuova iniziativa per pulire l’attivo.
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Giovedì 6 aprile investitori e operatori industriali hanno ricevuto i teaser per il cosiddetto Project Mugello. Con la consulenza dell’advisor Kpmg, la banca vuole liberarsi di un portafoglio di esposizioni deteriorate da 400 milioni, principalmente leasing.
Il progetto procederà in parallelo con la razionalizzazione societaria che il cda di Mps ha varato la scorsa settimana. Nel dettaglio la breve avrà luogo la fusione per incorporazione nella capogruppo di Mps Leasing & Factoring e Mps Capital Services Banca per le Imprese. L’assetto operativo è già stato impostato sul modello della banca unica e non ci dovrebbero essere ulteriori cambi di rotta nei prossimi mesi. Anche sul fronte del personale l’assetto raggiunto con gli accordi dello scorso anno resterà stabile.
Le fusioni avranno quindi effetti soprattutto sul fronte contabile visto che, come previsto dal piano, dovrebbero garantire a Mps sinergie in termini di costi e ricavi incrementali. Il ceo Lovaglio punta infatti a conseguire una centralizzazione dei vari centri di costo in un'unica unità e a una ottimizzazione della rete distributiva che dovrebbero far emergere importanti benefici a livello di conto economico. In questa direzione è già andata l’integrazione del consorzio operativo che Bce ha autorizzato in autunno, consentendo la finalizzazione entro la fine del 2022. Tutti questi interventi, oltre ad ottemperare agli impegni presi con l’Europa, potrebbero avere l’effetto di rendere appetibile Mps in vista della privatizzazione.
La cessione dei crediti deteriorati rientra in questo processo e potrebbe essere un’operazione simile a quella che hanno fatto altri istituti di credito. Lo scorso anno per esempio Unicredit ha deciso di vendere una parte del proprio portafoglio leasing nell’ambito di un’operazione per un importo di circa 500 milioni. Si tratterà inoltre della prima dismissione di attivi dall’estate scorsa quando la banca senese ha annunciato il Progetto Fantino, cioè la cessione di 900 milioni di euro di crediti deteriorati e dubbi a Amco e Illimity.
Nel frattempo il prossimo 20 aprile l’assemblea nominerà il nuovo cda. Lovaglio sarà confermata come ceo, mentre alla presidenza salirà l’attuale consigliere Nicola Maione. Il Tesoro ha inoltre candidato Paola Lucantoni, Annapaola Negri Clementi, Laura Martiniello, Lucia Foti Belligambi, Domenico Lombardi, Donatella Visconti, Paolo Fabns De Fabris, Renato Sala, Gianluca Brancadoro e Stefano Di Stefano. (riproduzione riservata)