Non saranno solo i Giochi dello sport. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina si preparano a diventare, almeno per una settimana, una piattaforma globale di diplomazia informale, con un parterre che somiglia a una mini-assemblea delle Nazioni Unite.
Alla cerimonia inaugurale del 6 febbraio allo stadio di San Siro sono attesi circa cinquanta tra capi di Stato e di Governo, premier e teste coronate, oltre al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. L’ultimo ad aver sciolto la riserva è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, presente anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio, troppo tardi, invece, per ottenere il sì del premier spagnolo Pedro Sanchez, che da tempo ha annunciato la sua incompatibilità con l’eventuale presenza di Israele. Per Tel Aviv non ci sarà però nessuna rappresentanza politica, ma sarà presente solo la delegazione degli atleti (che saranno 10 di cui 2 donne) e il Capo missione Yarden Har Lev.
Un contesto che riflette, inevitabilmente, la complessità del quadro internazionale.
Con 92 Paesi partecipanti - e la presenza di atleti russi e bielorussi sotto bandiera neutrale - i Giochi si svolgono in un clima segnato da tensioni geopolitiche che si riflettono anche sull’organizzazione. Iran e Israele, Ucraina e Russia, ma anche rapporti tradizionalmente solidi oggi più freddi, come quelli tra Francia e Stati Uniti, rendono delicata la gestione dei protocolli diplomatici e della sicurezza.
Il Viminale e la Farnesina hanno predisposto procedure rigide per coordinare le scorte straniere al seguito delle delegazioni, consapevoli che non mancheranno proteste, alcune delle quali già annunciate.
Anche l’applicazione formale del protocollo olimpico, che prevede la disposizione alfabetica dei rappresentanti sugli spalti, diventa terreno sensibile. La possibilità di vedere Emmanuel Macron ( la cui presenza è ancora incerta), seduto accanto al vicepresidente statunitense J.D. Vance (che ha già programmato una fitta serie di incontri bilaterali) dopo le recenti schermaglie politiche tra Parigi e Washington, è considerata poco probabile. Tra le ipotesi al vaglio, soluzioni ‘tecniche’, che consentano di rispettare le regole evitando imbarazzi diplomatici.
I primi arrivi istituzionali sono già iniziati, la maggior parte sarà tra il 5 e il 6 febbraio . Alla Fabbrica del Vapore è in programma la cena ufficiale per capi di Stato e di governo offerta dalla presidente del Cio Kirsty Coventry, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presenti a Milano, tra gli altri, anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il principe giordano Faisal bin Al Hussein e rappresentanti di primo piano della leadership cinese. Improbabile la presenza del premier britannico Keir Starmer.
La macchina della sicurezza è, intanto, già pienamente operativa. Un articolato dispositivo coinvolge polizia di Stato, unità cinofile e artificieri, impegnati in controlli preventivi e bonifiche nei siti di gara e nelle aree sensibili. In particolare sono stati pianificati servizi dedicati per minacce Nbcr (nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche) attraverso apposite unità specializzate. Oltre 5 mila tra poliziotti e carabinieri vigileranno per evitare una Torino-bis, pur sottolineando il carattere pacifico delle proteste finora registrate nel capoluogo lombardo.
Spente anche le polemiche sulla presenza in Italia degli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) degli Stati Uniti d'America durante le Olimpiadi Milano-Cortina. Nell’informativa urgente del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nell’aula della Camera, il 4 febbraio, ha sottolineato:« l’Ice non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale», definendo «infondata» la polemica scoppiata sul caso.
Intanto cresce l’attesa per una cerimonia inaugurale che promette numeri record: San Siro tutto esaurito e un’audience televisiva stimata in 2,2 miliardi di spettatori. Oltre un milione i biglietti già venduti, dato definito «impressionante» dal Cio, per un evento che genererà un impatto economico complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro dal centro studi di Unimpresa, con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio ben oltre la durata della manifestazione sportiva. (riproduzione riservata)