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Bill Gates nella copertina del podcast di Class Cnbc
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Microsoft compie 50 anni: la straordinaria storia di una rivoluzione raccontata nel podcast di Class Cnbc

04 aprile 2025, 08:00 Ultimo aggiornamento: 05 aprile 2025, 08:33

Quella avviata 50 anni fa nel New Mexico da due ragazzi di Seattle (Bill Gates e Paul Allen) è stata una rivoluzione non solo industriale ma anche culturale | Qui per ascoltare il podcast

Da 500 milioni a oltre 2.700 miliardi di dollari di capitalizzazione nell’arco dei 39 anni trascorsi dalla quotazione. Una crescita vertiginosa per una delle big tech americane che tutti coniugano solo al futuro e che invece, dall’effettiva fondazione, compie mezzo secolo di storia. Esattamente 50 anni fa, il 4 aprile del 1975, nei laboratori del Mits, Micro Instrumentation and Telemetry System, ad Albuquerqe, in New Mexico, nasceva MicroSoftware, il cui nome sarà presto abbreviato in Microsoft.

Due nerd tra i cowboy

Posti da cowboy: con il deserto a un passo, il Rio Grande che scorre placido e la riserva degli indiani Navajo che sconfina nei vicini stati dello Utah e dell’Arizona. Niente spiagge assolate della California, yuppies palestrati che fanno surf nel tempo libero, o altre icone della Silicon Valley, che arriveranno solo più tardi. Più che due giovani nerd occhialuti e malvestiti, a far correre la fantasia ci si immagina Tex Willer e Kit Carson che cavalcano nella prateria.

Invece proprio qui Bill Gates, e il suo compagno di liceo di Seattle, Paul Allen, fondano la compagnia che diventerà un colosso mondiale del tech.

La prima, grande sfida

Un gruppo che nasce intorno a una sfida: scrivere un programma per un computer che Big Blue, il colosso dell’informatica dei tempi, ovvero Ibm, doveva ancora lanciare sul mercato. Bill ha 19 anni, Paul qualcuno in più: 22. Più tardi i loro primi dipendenti racconteranno di aver pensato di essere diretti da una squadra di bambini.

E a siglare i primi contratti ci andava Allen, perché a Bill, minuto per età e complessione fisica, chiedevano di vedere la carta d’identità. Eppure i due hanno un’intuizione geniale: comprano (su questo si sprecheranno cause legali negli anni successivi) e adattano un programma creato da uno dei tanti colleghi nerd dell’epoca: si chiama QDOS, ovvero Quick and Dirty Operations System: sistema operativo sporco e veloce.

Il primo colpo di genio

Lo ribattezzano Microsoft Dos e lo cedono a Ibm ma, e qui sta il colpo di genio, il contratto non prevede esclusive. Sarà il cavallo di Troia che gli permetterà di penetrare il mercato con il proprio System, ribattezzato MSDOS: agile, veloce, e relativamente poco costoso, cambia il mondo dei computer. Permette al mercato quel passo che cercava per indirizzarsi verso macchine “personali”, ovvero pc, e non più elaboratori industriali.

Ma cambia anche la geopolitica del mondo: il loro software sta bene con tutto. Monitor, schede grafiche, tastiere, possono essere costruite ovunque costi poco, e assemblati in un computer che funzioni in ambiente Dos. Paesi in via di sviluppo sceglieranno di focalizzare la propria crescita sulla fabbricazione di hardware a basso costo, lasciando agli Stati Uniti il primato nel comparto dell’alta tecnologia.

La vera rivoluzione culturale

Ma quella innescata nel New Mexico dai due ragazzi di Seattle non è solo una rivoluzione industriale: lo sarà anche culturale. Li aiuta in questo non un partner, ma un rivale: l’altro grande protagonista della storia mondiale dei personal computer, Steve Jobs. Lui pensa a macchine che possano essere utilizzate da tutti, anche analfabeti digitali. Nella battaglia dei due marchi a superarsi, nascerà Windows, l’altra grande rivoluzione di casa Microsoft.

Fatto a finestre, per icone, e in parte - sarà l’accusa più tardi – copiato dalla casa delle Mela, è facile da usare e immediatamente comprensibile.

La cavalcata in borsa

Qualche anno dopo il lancio arriva a occupare, come sistema operativo, quasi il 90% del mercato. Microsoft vivrà di licenze, fino a quando non dovrà fare i conti con le evoluzioni del mercato. Allen uscirà nell’83, e la società sarà quotata qualche anno dopo, nell’86. Un’azione costava 21 dollari. Ora ne vale oltre 300. Il paragone però è improponibile se si considerano i frazionamenti eseguiti negli anni. Chi ha fatto i calcoli stima che mille dollari investiti allora, sarebbero diventati oltre 5 milioni oggi.


Nel frattempo Microsoft è passata attraverso numerose trasformazioni: l’era delle licenze e dei software finisce con quella di Steve Ballmer, il piazzista, venditore nell’animo e compagno di corridoio di Gates al college: macina profitti ma finisce stritolato dall’incapacità di rinnovarsi. Perderà diverse partite, dalla telefonia alla musica digitale. Altre ne vincerà, come quelle del gaming con la Xbox.

Non solo Bill Gates


Dal febbraio 2014 l’attuale gestione. Satya Nadella, manager dallo stile schivo e garbato, porta a casa le acquisizioni più costose della storia del gruppo, da Activision Blizzard a Linkedin fino a Github, regno degli - un tempo odiati – sviluppatori indipendenti. Soprattutto, Nadella conduce l’azienda verso le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.

Una storia per certi versi epica, insomma, che affronta però anche fallimenti e cause legali, come quella che a fine anni Novanta vedrà Gates balbettare alla sbarra incalzato da David Boies, “The Man Who Ate Microsoft”, l’uomo che si mangiò Microsoft, secondo i titoli di giornale dell’epoca. Cause che costringeranno il gruppo a scendere a patti con l’Antitrust.

E poi la sfida più attuale, quella sull’Ai con Sam Altman, iniziata da poco, e ancora tutta da vincere. Class Cnbc ha scelto di raccontare questa vera e propria epopea, che parte dall’intelligenza umana e finisce in quella artificiale, non in numeri e cifre, ma in una storia di uomini: su Spotify, Apple, e in tutte le piattaforme gratuite trovate il Podcast in sei puntate “Non Solo Bill”, realizzato per Class Cnbc. Per ciascuna puntata il racconto di una delle figure umane citate in questa storia. La storia di uomini, che hanno fatto una rivoluzione digitale, che ha fatto la storia. (riproduzione riservata)



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