Il duello tra i giganti europei della micromobilità entra nel vivo. Da una parte Dott, leader per capillarità nel mercato italiano; dall’altra Voi Technology, che nel 2025 si afferma come unico grande operatore del settore capace di trasformare la crescita in profitti reali. Due strategie divergenti che ridisegnano il futuro dello sharing urbano.
Nonostante la leadership in oltre 20 città italiane, Dott paga il prezzo dell’integrazione con Tier Mobility. I ricavi si attestano a 173 milioni di euro, ma segnano una contrazione del 16% su base annua, influenzata dall’uscita da alcuni mercati e da una flessione degli utenti durante la migrazione tecnologica.
Il gruppo registra un primo Ebitda rettificato positivo (7 milioni), ma resta in territorio negativo sul piano operativo: l’Ebit rettificato si ferma a -48 milioni, con un flusso di cassa operativo negativo di 20 milioni. Un equilibrio ancora lontano, che solleva interrogativi per le amministrazioni locali sulla sostenibilità del modello basato sull’espansione territoriale.
Scenario opposto per Voi Technology. A fronte di ricavi simili (178 milioni di euro), la società svedese mette a segno un Ebitda rettificato quattro volte superiore rispetto al competitor e chiude con un Ebit positivo di 3,2 milioni. «I dati del 2025 parlano chiaro: Voi è oggi l’unico grande operatore europeo di micromobilità a chiudere l’anno con un Ebit rettificato positivo e un flusso di cassa operativo solido», sottolinea, a Milano Finanza, Sergio Tilotta, referente italiano di Voi Technology, aggiungendo che si tratta di «un risultato che non è frutto del caso, ma di scelte precise su flotta, operations e qualità del servizio».
L’Italia si conferma mercato strategico per entrambi i player. «La sostenibilità non si costruisce con la sola presenza territoriale, ma con una gestione disciplinata ed efficiente», aggiunge Tilotta. «L’Italia è per noi un mercato strategico prioritario: è qui che abbiamo costruito alcune delle nostre partnership comunali più solide, ed è qui che intendiamo continuare a crescere. Per le amministrazioni italiane, questo significa avere al tavolo un partner che non brucia risorse per restare in piedi, ma che investe per il futuro: nel rinnovo dei veicoli, nella sicurezza stradale e in una mobilità condivisa davvero sostenibile», conclude. (riproduzione riservata)