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L'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel
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Mediobanca, il presidente comitato parti correlate Panizza si astiene sull’ops su Banca Generali. Nagel incontra soci e istituzioni

04 maggio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 23:39

A una settimana dal cda che ha approvato l'ops su Banca Generali i vertici della merchant si preparano a spiegare a soci, istituzioni e dipendenti i dettagli dell'operazione. Intanto dal documento informativo relativo ad operazioni di maggiore rilevanza con parte correlate si apprende che il presidente del comitato Sandro Panizza (espressione Delfin) si è astenuto | Mediobanca, è caccia alle azioni in vista dell’assemblea per l’ops Banca Generali. Con Unicredit e Intesa Sanpaolo sullo sfondo

Il presidente del comitato per le operazioni con parti correlate di Mediobanca Sandro Panizza si è astenuto nella votazione sull’offerta pubblica di scambio su Banca Generali. Il passaggio nel comitato ad hoc è avvenuto nel pomeriggio della scorsa domenica 27 aprile prima che il board straordinario di Piazzetta Cuccia accendesse il disco verde all’operazione comunicata poi ai mercati la mattina successiva. Lo si apprende dal documento informativo relativo ad operazioni di maggiore rilevanza con parte correlate pubblicato dalla merchant bank guidata da Alberto Nagel sul proprio sito web. 

La procedura operazione con parti correlate

Visti gli intrecci azionari con Generali – che detiene il 50,17% di Banca Generali (oggetto dell’offerta) – e i due gruppi imprenditoriali Delfin e Caltagirone (grandi azionisti sia della merchant sia della compagnia assicurativa), Mediobanca «ha valutato – si legge nel documento – l’opportunità di applicare, nel contesto dell’operazione, i presìdi richiesti dal regolamento operazione parti correlate e dal regolamento interno». 

Il comitato ad hoc, che prepara un’istruttoria per il board prima della votazione finale e al quale hanno partecipato tutti i componenti preallertati della riunione, è composto da Sandro Panizza, Virginie Banet, Laura Penna e Angel Vilà Boix. Panizza, ex chief insurance & investment officer di Generali che Delfin ha candidato a ottobre 2023 come proprio rappresentante nella lista di minoranza per il nuovo board di Mediobanca, lista votata anche dal gruppo Caltagirone, lo presiede. 

Il disco verde del comitato con l’astensione di Panizza

Il comitato, che si è avvalso del consulente Houlihan Lokey UK Limited per valutare l’offerta, ha «espresso parere favorevole sull'interesse della banca al compimento dell'operazione, nonché sulla relativa convenienza e correttezza sostanziale delle relative condizioni», ma Panizza si è astenuto.

Panizza: ridotto tempo disponibile per l'analisi

La banca ha spiegato che il consigliere «pur comprendendo le ragioni industriali alla base dell'operazione, ha ritenuto di astenersi in considerazione del ridotto tempo disponibile per l'analisi di un'operazione così trasformativa per la banca, avuto riguardo a talune ipotesi industriali del management poste a base della valutazione e taluni assunti valutativi dell'advisor finanziario». 

Nagel si prepara a incontri con soci e istituzioni (fra cui anche Palazzo Chigi) per spiegare l’operazione

Nel documento sono poi esposti i benefici che, verosimilmente, i vertici della banca spiegheranno negli incontri delle prossime settimane a tutti gli stakeholder. In particolare, «Mediobanca ritiene che l'integrazione con l'emittente, che darebbe vita ad un leader nel wealth management in Italia, sia nell'interesse di tutti gli stakeholders e del sistema finanziario italiano nel suo complesso». In particolare «gli azionisti di Banca Generali beneficerebbero di una rilevante possibilità di valorizzazione del proprio investimento, atteso che Mediobanca riconoscerà un corrispettivo superiore al massimo storico delle quotazioni di borsa di Banca Generali con un premio».


«Gli azionisti di Mediobanca – prosegue il documento – beneficerebbero di un significativo potenziale di creazione di valore derivante da sinergie di costo, di ricavo e di funding, unitamente ad una migliore diversificazione del rischio e del quality of earnings, oltre che a una maggiore generazione di capitale e conseguente capacità di distribuire dividendi. I clienti di Banca Generali beneficerebbero del posizionamento distintivo di Mediobanca nel private & investment banking» mentre «i clienti del gruppo Mediobanca beneficerebbero a loro volta della maggiore scala operativa del gruppo integrato, nonché della combinazione delle curve di esperienza e best practices».  

Infine, «i dipendenti dei gruppi di Banca Generali e di Mediobanca beneficerebbero della significativa combinazione di due realtà bancarie costruite secondo gli stessi fondamenti di cultura manageriale» mentre «i consulenti finanziari entrerebbero a fare parte di un campione nazionale con una posizione di leadership in molti ambiti di operatività, con un brand unico». 

I vertici della merchant bank si preparano a spiegare a soci, istituzioni (fra cui anche Palazzo Chigi) e dipendenti i dettagli dell'operazione che il 16 giugno poi dovrà passare al vaglio dell’assemblea convocata nell’ambito della passivity rule visto che a sua volta Mediobanca è oggetto di un’offerta pubblica di scambio da parte di Montepaschi che dovrebbe partire fra fine giugno e luglio. (riproduzione riservata) 



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