Potrebbe arrivare nelle prossime ore un importante passo avanti sul fronte diplomatico tra Israele e Libano. Secondo quanto riferito dal corrispondente di Axios da Washington, Barak Ravid, funzionari dei due Paesi avrebbero confermato che l’annuncio di un accordo tra i rispettivi governi è previsto nel corso della giornata.
Secondo quanto riferisce Ynetnews, non è stata ancora definita una tempistica precisa per l’entrata in vigore dell’accordo. L’intesa prevedrebbe l’istituzione di due zone pilota dalle quali le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si ritireranno, lasciando il controllo all’esercito libanese: una situata a nord del fiume Litani e una a sud.
L’accordo quadro includerebbe inoltre il riconoscimento reciproco della sovranità dei due Paesi. Tuttavia, le Idf continueranno a mantenere le proprie posizioni lungo la cosiddetta Linea Gialla e non si ritireranno dalla zona cuscinetto, e non si ritireranno neanche dal castello di Beaufort. Di conseguenza, i residenti evacuati non potranno ancora fare ritorno nelle loro abitazioni.
A quanto riporta il Times of Israel le forze israeliane si ritireranno solo da due aree situate all’interno della zona cuscinetto di sei miglia (circa 10 chilometri) istituita dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) nel Libano meridionale. Le truppe israeliane saranno sostituite da membri delle forze libanesi, secondo quanto riferito dalla fonte. Le aree sono già state bonificate dalle Forze di Difesa Israeliane dalle infrastrutture di Hezbollah. In alcuni casi, questo ha comportato la distruzione di interi villaggi libanesi al confine, con l’Idf che sostiene che Hezbollah ne utilizzasse molti per pianificare e attuare attacchi contro Israele. L’accordo quadro è stato raggiunto nel quarto giorno del quinto round di colloqui che gli Stati Uniti hanno mediato tra Israele e Libano a Washington.
Sul fronte del Golfo Persico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato l’Iran di aver violato gli impegni assunti con il cessate il fuoco.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, il tycoon ha affermato che Teheran avrebbe lanciato almeno quattro droni d’attacco contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo il presidente americano, uno dei velivoli senza pilota avrebbe colpito il ponte superiore di una grande nave cargo, causando danni ma senza impedirne la navigazione, mentre gli altri tre sarebbero stati abbattuti dalle forze statunitensi.
Nel frattempo cresce il numero delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz dopo l’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
L’agenzia internazionale delle Nazioni Unite per la navigazione, con sede a Londra, ha reso noto che da martedì sono transitati complessivamente 115 cargo e petroliere, con circa 2.500 marittimi a bordo, a conferma della graduale ripresa del traffico commerciale in una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.
L’Iran ha respinto con decisione le indiscrezioni su un presunto canale diretto con gli Stati Uniti dedicato alla gestione dello Stretto di Hormuz. Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebbi, ha definito tali ricostruzioni «una menzogna completa», precisando che non è mai esistito né verrà istituito alcun canale di comunicazione su questo tema. Mohebbi ha inoltre ribadito che lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e che la sua gestione «non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti». (riproduzione riservata)