Marcello Maloberti x Aspesi: la capsule Poesia, lo sguardo minimo e un’eco di Montale
La capsule Poesia di Marcello Maloberti per Aspesi trasforma l’essenzialità in gesto rivelatore: una parola, un varco, un’estetica sottratta che unisce arte e moda con ironia lieve e profondità tutta italiana
C’è qualcosa di profondamente italiano e, allo stesso tempo, sorprendentemente universale nel lavoro di Marcello Maloberti: la capacità di cogliere un istante minimo e trasformarlo in un varco. Non un concetto teorico, un accadimento improvviso che, come una fenditura nella superficie del reale. È qui che l’artista e Aspesi si incontrano: nella scelta quasi eroica di un’estetica della sottrazione, dove il gesto più piccolo diventa il luogo della rivelazione.
La capsule Poesia, nata dalla collaborazione tra Maloberti e la maison, è un esercizio di equilibrio tra linguaggio visivo e rigore formale, tra ironia e devozione al quotidiano. Aspesi, da sempre fedele a una visione di stile essenziale, anticonvenzionale, trova in Maloberti un complice ideale. Entrambi lavorano sul terreno dell’apparente semplicità, entrambi sanno che l’essenza non ha bisogno di essere ostentata. Così, il guardaroba diventa un dispositivo narrativo.
Poesia è un metodo. È l’idea che una sola parola, isolata e sospesa, possa diventare un contenitore di possibilità: un invito, una domanda, un piccolo cortocircuito sentimentale. Maloberti da anni lavora in questa direzione, con performance che si consumano nella rapidità di un lampo, gesti che appaiono e scompaiono lasciando dietro di sé una scia di leggerezza spiazzante. Nella capsule, l’artista porta la stessa vocazione: la moda come luogo dell’imprevisto, come spazio dove ciò che indossiamo non racconta soltanto chi siamo, ma ciò che potremmo vedere, pensare, immaginare.

Con un po’ di audacia vale la similitudine. Maloberti è un Montale pop. Entrambi cercano il varco nascosto nelle cose minime, il dettaglio che all’improvviso illumina tutto. Montale lo trovava in un odore, in una crepa nel muro; Maloberti lo stampa su una camicia, lo trasforma in un gesto urbano che accade addosso. La stessa anti-retorica, la stessa bellezza sottratta: niente orpelli, solo una parola nuda che galleggia su un mare di tessuto come un indizio da cogliere al volo. Le epifanie di Montale non promettevano salvezza e quelle di Poesia non cercano manifesti: sono lampi discreti, dolci, ironici. Un invito silenzioso a guardare meglio, come farebbe un poeta che si diverte a parlare attraverso una camicia.

P.S. Poesia è anche il cuore della collaborazione tra Marcello Maloberti e Aspesi: una capsule in edizione limitata che nasce dalla mostra dell’artista al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La parola “Poesia”, fulcro dell’installazione luminosa, diventa per Aspesi un codice condiviso, un gesto essenziale che unisce stile, linguaggio e introspezione. Un progetto che conferma il legame naturale del brand con la ricerca artistica e con un modo di vedere il quotidiano come spazio di rivelazione.(Riproduzione riservata)
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