L’impasse sulla legge di Bilancio va sbloccata. E così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato nel tardo pomeriggio di venerdì 19 dicembre un vertice d’emergenza a Palazzo Chigi mentre la manovra è ancora sotto esame in commissione Bilancio al Senato e la tensione nella maggioranza sale.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha lasciato di tutta fretta il tempio di Adriano, dove si stava svolgendo la presentazione del libro di Bruno Vespa, per prendere parte «a una riunione importante». Poco dopo, in Piazza Colonna, sono arrivati anche il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti con il suo vice Maurizio Leo, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.
Al centro della riunione si è imposta la manovra e, soprattutto, lo scontro sulle pensioni. Durante il vertice l’esecutivo ha vagliato l’ipotesi di presentare un nuovo maxi emendamento, dopo che il primo testo analogo era stato stralciato nella mattinata di venerdì 19 dicembre. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, entrando in commissione Bilancio al Senato, ha poi confermato ai cronisti che «dovrebbe arrivare un emendamento del governo per completare il quadro».
«Si è deciso che è più opportuno, più corretto, anziché fare un nuovo decreto, inserire nuove coperture su un testo che peraltro la commissione ha già visto», ha spiegato il ministro Ciriani. «Non si tratta di aggiungere argomenti nuovi ma di correggere le coperture di un testo che la commissione ha già visto e ha già sub-emendamendato quindi non si tratta neanche di forzature, ha aggiunto annunciando così la presentazione di un nuovo emendamento alla manovra che riprende i temi del vecchio maxi emendamento ma con coperture diverse, escludendo che ci sia qualcosa sulle banche. (riproduzione riservata)