La redditività di banche e assicurazioni in Italia risentirà delle nuove misure fiscali previste nella Legge di Bilancio, ma secondo l’agenzia Fitch «i solidi fondamentali finanziari e alcune possibili azioni di mitigazione (come la riduzione dei dividendi o il trasferimento di parte dei costi sugli utenti) dovrebbero limitarne l’impatto».
L’impatto finale degli aumenti di tassazione previsti in Manovra «dipenderà dai dettagli attuativi, dalle dinamiche politiche in Parlamento e dal negoziato con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi)», osserva Fitch, spiegando che l’Abi «preferirebbe interventi mirati alla liquidità piuttosto che misure che incidano su capitale o redditività».
Per gli istituti di credito, l’aumento dell’Irap comporterà «maggiori spese fiscali e una riduzione dell’utile netto», ma la riduzione dell’exit tax «avrà un effetto una tantum, trasformando le riserve in utili distribuibili, soggetti a tassazione e poi eventualmente a dividendo». Il capitale «potrebbe diminuire» in caso di distribuzione, ma ciò dipenderà «dal carattere volontario o obbligatorio della conversione delle riserve».
Nel complesso, Fitch «non prevede un impatto significativo sulla redditività del settore bancario». Le sei principali banche italiane dovrebbero registrare «un utile netto complessivo di circa 26 miliardi nel biennio 2025–2026», contro i 25,8 miliardi del 2024. L’agenzia rileva che «la capacità di generare capitale potrebbe indebolirsi», ma sottolinea che «le banche italiane dispongono di metriche patrimoniali solide e i loro piani strategici indicano un ampio margine di capitale».
Gli istituti quotati potrebbero «moderare le politiche di distribuzione dei dividendi». Parte dei costi aggiuntivi, nota Fitch, «potrebbe essere trasferita ai clienti, attraverso tassi più alti sui prestiti e più bassi sui depositi», con possibili effetti negativi sui volumi di attività.
Sul fronte assicurativo, il governo starebbe valutando di «anticipare al 2026 l’aumento dell’imposta di bollo sulle polizze unit-linked», inizialmente previsto in modo graduale tra il 2025 e il 2028. Secondo Fitch, ciò comporterebbe «una lieve riduzione del patrimonio gestito e un conseguente calo delle commissioni legate ai fondi, con impatto sulla redditività».
In parallelo, l’Agenzia delle Entrate ha proposto «un forte aumento dell’imposta sui premi delle polizze Rc auto obbligatorie, dal 2,5% al 12,5%», misura che potrebbe «deprimere i volumi di business o i margini di profitto». Tuttavia, Fitch osserva che «la proposta potrebbe essere rinviata o ridimensionata», poiché il settore assicurativo «sta esercitando una forte pressione lobbistica contro l’iniziativa».
Nonostante le nuove tasse, le compagnie italiane «restano in una posizione solida». Per l’agenzia, quindi, «le nuove imposte non indeboliranno in modo significativo la redditività del comparto assicurativo». In caso di necessità, conclude Fitch, «le compagnie potrebbero trasferire parte dei costi aggiuntivi agli assicurati attraverso aumenti dei premi». (riproduzione riservata)