Un elettorato francese estremamente frammentato ha nominato Emmanuel Macron come la migliore alternativa alla candidata di estrema destra Marine Le Pen per il secondo turno del voto presidenziale. I francesi ora dovranno decidere su quale scegliere tra due visioni molto diverse del nazionalismo francese. Gli elettori sono profondamente divisi sul come scuotere il loro paese dal malessere. Ma sembrano disposti, per ora e a malapena, a dare al centro un'altra possibilità. destra. Fillon poteva anche andare meglio se non fosse stato per i suoi scandali personali, ma gli elettori hanno ricordato anche le promesse e i fallimenti dell'ultimo presidente republicain, Nicolas Sarkozy, sei anni fa.
Il presidente socialista François Hollande aveva iniziato il suo mandato nel 2012 promettendo un ritorno al socialismo dottrinario, prima di tentare il passaggio verso una riforma economica che non si è mai materializzata. La disoccupazione è rimasta sostanzialmente bloccata al di sopra del 10%, con quella giovanile vicino al 25%. La crescita economica è appena sopra l'1% in un anno buono, e la meglio gioventù scappa a Londra, New York, Hong Kong e verso altri centri globali.
Benoît Hamon, il candidato socialista, ha raccolto meno del 7%. L'altro sconfitto è stato Mélenchon. Anche se popolare per la sua genuinità, gli elettori hanno respinto questo Bernie Sanders francese, giustamente dubbiosi sul fatto che triplicare la presenza dello Stato sia il modo giusto per rilanciare le fortune della Francia.
I francesi dovranno scegliere tra due outsider politici molto diversi. La ricetta di Macron per aggiudicarsi il secondo turno è che per riconquistare la sua passata vitalità, la Francia deve fare le riforme e competere meglio con il resto del mondo. L'ex banchiere 39enne vuole riequilibrare i piatti della bilancia tra stato e privato, tagliando migliaia di posti di lavoro statali e riducendo le imposte sulle società a un tasso del 25% dal 33,3% attuale. Vuole riformare le leggi sul lavoro che proteggono chi ha già un posto a discapito delle opportunità per i giovani e disoccupati, mantenendo la Francia nella zona di libero scambio e di libera emigrazione dell'Unione europea.
L'entusiasmo dei mercati per Macron (testimoniato dal rally dell’euro) riflette l'impulso in grado di ridare alla Francia la capacità di attirare capitali globali che creano posti di lavoro. Il suo ordine del giorno non è tanto ambizioso quanto quello di Fillon, ma questa moderazione potrebbe fargli guadagnare il voto degli elettori di centro-sinistra.
La visione della Le Pen di Francia è quella di un ritorno al nazionalismo del periodo precedente la seconda guerra mondiale. Anche se spesso viene descritta come di destra, la piattaforma Le Pen potrebbe guadagnarsi simpatie anche nella sinistra estrema. Promuove l'abbandono dell'euro e dell'UE, colpevoli di aver limato le ambizioni nazionaliste di Parigi. Al contrario di Macron, la Le Pen sostiene il protezionismo commerciale e limiti severi all'immigrazione, nonché un ruolo più importante dello Stato nel sostegno alle imprese francesi. Per quanto riguarda la politica estera e la sicurezza nazionale, vuole allontanarsi dall'orientamento tradizionalmente Atlantico della Francia, dirigendosi verso la Russia di Vladimir Putin.
I sondaggi ora indicano una facile vittoria di Macron, così come Jacques Chirac sconfisse il padre della Le Pen, Jean-Marie, la prima volta in cui un candidato del Front National arrivò al ballottaggio nel 2002. Ma non c’è da esserne molto certi. L'economia francese ha subito 15 anni di cattiva gestione da parte dei grandi partiti di centro. E la vigorosa difesa della civiltà francese invocata dalla Le Pen contro le minacce reali (il terrorismo) e immaginarie (gli immigrati musulmani in generale) è ancora molto sentita. Macron avrà bisogno di risposte credibili alla minaccia terroristica e alla crescente disconnessione tra la società francese e le comunità immigrate impoverite delle banlieue, spesso musulmane.
La scelta francese è stata descritta in alcuni quartieri come quella tra una populista Le Pen e l’elitario Macron. Ma è più preciso dire che si fronteggiano diverse visioni del nazionalismo francese. L'offerta della Le Pen, la difesa di sangue e suolo, è ben nota. La sfida per Macron nelle prossime due settimane è quella di offrire una visione e un programma credibili per una Francia economicamente prospera e fiduciosa di non rimanere più il grande malato d'Europa.
Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal
