«Stamani sono atterrato alle 6:30, a Roma, e il primo incontro l’ho fatto con l’amministratore delegato di Airbus, che mi aspettava in aeroporto alle 7. Abbiamo diversi tavoli aperti, le infrastrutture e tante altre cose». Così, martedì 28 gennaio, Roberto Cingolani ha fatto il punto sui negoziati in corso col gruppo produttore di aeromobili. «Ci stiamo interrogando su come ampliare la collaborazione europea nel settore aerospazio, comprende tutto».
Sui satelliti, per esempio, Cingolani ha confermato che Leonardo è al lavoro «con i grandi partner europei, Airbus e Thales , perché è evidente che in uno scenario così competitivo servano giganti europei. Poi è chiaro che la costruzione di un gigante industriale europeo va oltre le buone intenzioni, perché bisogna vedere la complementarità dei prodotti e la risposta dei mercati».
L’aggiornamento del piano industriale, previsto tra febbraio e marzo 2025, porterà novità anche sull’avanzamento delle trattative dal punto di vista di Leonardo. «L'anno scorso avevamo annunciato la costituzione della divisione Spazio, adesso è costituita e sta funzionando anche piuttosto bene», ha ricordato Cingolani. «Nel piano aggiornato porteremo le previsioni numeriche e finanziarie per i prossimi anni, ovviamente anche nell'ambito di potenziali collaborazioni internazionali».
Il ceo di Leonardo ha parlato a margine della presentazione della nuova Fondazione Leonardo Ets e del nuovo presidente, Luciano Floridi, nella sala della Lupa di Montecitorio. È stata l’occasione anche per fare il punto sulla newco a maggioranza Enel con Ansaldo Nucleare e Leonardo, che dovrà verificare la fattibilità in Italia dei reattori Amr e Smr. Attesa per la fine del 2024, non è ancora partita ma sarebbe a buon punto. «Stiamo scambiando le ultime cose ma si sta procedendo. Non so bene quando firmeremo, una data non ce l'ho», ha detto. «Noi adesso ci siamo scambiati l'ultima versione, l'accordo è quello, dobbiamo trovare un momento per chiudere».
Quanto al tipo di tecnologia, Cingolani guarda già alla quarta generazione, quella che non fa utilizzo di uranio 235 e, in una prospettiva di più lungo termine, alla fusione. Ma il lavoro della newco si concentrerà sul nucleare di terza generazione, quella attuale. «Ci sono i reattori più piccoli che potrebbero essere utilizzati in tempi più rapidi».
«Mi pare che tutti i Paesi stiano capendo che per accelerare la decarbonizzazione il nucleare vada potenziato», ha aggiunto il ceo di Leonardo, «e credo che l'Italia si stia muovendo nella direzione di rivedere tutta la sua posizione. La parola rimane ovviamente ai governi e ai cittadini. Io tecnicamente posso dire che le questioni tecniche sono molto chiare e non sono troppo discutibili». (riproduzione riservata)