Leonardo Drs chiude la lunga stagione di William J. Lynn. Dopo 14 anni, la controllata statunitense di Leonardo ha un nuovo presidente e ceo, John Baylouny. La scelta è caduta su un manager interno, già chief commercial officer della società, con 35 anni di esperienza nel settore. La casella di coo e vicepresidente esecutivo lasciata da Bailouny è andata invece a Sally Wallace, responsabile business operations del gruppo.
«Questo è un momento decisivo per il nostro settore e intendiamo guidarlo dalla prima linea», così si è presentato al mercato il nuovo ceo. «Leonardo Drs è in una posizione unica per fornire tecnologie dirompenti e affidabili alla velocità richiesta. Ci impegneremo a innovare e a lavorare più rapidamente, ampliando il nostro impatto tra clienti della difesa, dell'intelligence e internazionali».
Intanto il titolo Leonardo Drs torna a correre al Nasdaq. Ieri a meta seduta saliva del 7% a 39,81 dollari, dopo aver toccato i 40 dollari. Il titolo resta comunque ancora al di sotto dei target price medi a 12 mesi che indicano per la società un livello di 46-47 dollari.
La quotazione è invece in linea col prezzo obiettivo di 40 dollari indicato da Morgan Stanley insieme alla raccomandazione equal weight. Le tensioni legate al Venezuela e le conseguenti mosse degli Stati Uniti hanno riacceso il focus su sicurezza e capacità militare, con effetti immediati sulle valutazioni dei contractor della difesa quotati a Wall Street.
Secondo gli analisti il cambio al vertice non stravolgerà la strategia di Leonardo Drs, ma potrebbe vedere un maggiore focus sullo spazio, in linea anche con le scelte della capogruppo. Proprio sul finire del 2025, la società ha annunciato il successo del primo test in orbita di un sistema di comunicazione multi-canale basato su radio software-defined con crittografia integrata. Il test, condotto su un satellite Proteus Mercury lanciato a fine novembre, rappresenta un passaggio verso il trasporto spaziale di dati in orbita terrestre bassa e potrà essere utilizzato anche per contrastare minacce cibernetiche. La tecnologia sviluppata dalla controllata di Leonardo promette comunicazioni satellitari sicure su più frequenze e reti simultaneamente. Il lancio di un secondo set è previsto nel corso del 2026, a conferma di una roadmap che guarda allo spazio come uno dei pilastri della crescita futura per intercettare le commesse della U.S. Space Force e della Space Development Agency, anche in vista del programma Golden Dome, lo scudo anti-missili che l’amministrazione Trump vuole realizzare.
Per gli altri fronti di business, tra le novità che passeranno alla nuova gestione c’è il memorandum coi ministero della Difesa dell’Arabia Saudita. L’intesa apre a possibili collaborazioni su veicoli da combattimento terrestri. (riproduzione riservata)