Le zone blu del tempo sono più di 5 e sono tutte in Svizzera
Nella confederazione elvetica c´è un’incredibile densità di manifatture ultracentenarie. E, strana coincidenza: nel 2025 scoccano molti compleanni importanti da celebrare
Sono molti i settori del lusso ad annoverare brand con una lunga tradizione alle spalle. Spesso aziende familiari, fanno della sapienza artigiana il proprio vanto, anche quando, negli anni, si sono trasformate da piccoli laboratori a marchi globali. In pochi ambiti, però, si possono trovare così tante realtà ultracentenarie ed eccellenti come in quello dell’alta orologeria svizzera. Una concentrazione stupefacente di manifatture di altissimo pregio, alcune delle quali, per una bizzarra combinazione di date, si ritrovano nel 2025 a festeggiare compleanni irripetibili. Ricorrenze che testimoniano come la ricerca della perfezione nel creare un oggetto che nasce già moderno, perché destinato a durare a lungo, contribuisca a consolidare un’azienda. E a farle attraversare i secoli a dispetto di crisi, guerre, rivoluzioni tecnologiche.
Vacheron Constantin

Quando due personalità brillanti mettono a fattor comune le proprie abilità, il risultato è spesso strabiliante. Anche in orologeria. E anche se queste personalità nascono a oltre 50 anni di distanza l’una dall’altra.
È la storia di Vacheron Constantin da quando, nel 1755, Jean-Marc Vacheron, orologiaio-cabinotier ginevrino, assunse il suo primo apprendista, il giovane Jean François Hetier. Il contratto che li legava è considerato da molti come il «certificato di nascita» di Vacheron Constantin. La manifattura assunse il nome attuale nel 1819, quando il nipote di Jean-Marc, Jacques Barthélémi, si mise in società con l’altra personalità brillante di questa storia, François Constantin, dinamico uomo d’affari che con i suoi viaggi portò nel mondo gli orologi e il nome della maison svizzera.

Essere una delle manifatture di alta orologeria tra le più antiche del mondo significa anche avere una grande responsabilità, tanto nei confronti degli appassionati e dei collezionisti, quanto della stessa industria orologiera.
Vacheron Constantin, che nel 2025 compie 270 anni, è perfettamente consapevole di questo ruolo che la storia le ha attribuito e che lei stessa si è costruito. Un ruolo di faro della meccanica e dello stile, una missione di educazione al bello e al ben fatto che si sposa con la sua filosofia di «one of not many», grazie alla quale non vede nulla come impossibile. Ancora oggi, con la sua croce di Malta, è emblema di perfezione, bellezza, precisione.
Audemars Piguet

È una storia iniziata da due giovani intrapredenti quella di Audemars Piguet: Jules-Luis Audemars ed Edward-Auguste Piguet. Dopo gli studi, nel 1875, danno vita al loro sogno: un marchio che eccellesse nelle complicazioni. Non è un caso che tra i primi segnatempo prodotti ci fosse, già nel 1881, un orologio da tasca con cronografo rattrapante, ripetizione minuti e calendario perpetuo. E che, nel 1892, nascesse il primo orologio da polso con ripetizione minuti, noto come Audemars Piguet 2416, in un’epoca ancora dominata dai segnatempo da tasca.

Dell’eccellenza meccanica, Audemars Piguet ha sempre fatto il suo punto di forza tanto che, nel 1925, creò l’orologio da tasca più sottile di sempre (1,32 mm) e l’orologio da polso con ripetizione minuti più piccolo al mondo. Di record in record, la vera svolta arrivò nel 1972, quando nacque il Royal Oak, il primo orologio sport-chic in acciaio con bracciale integrato che segnò una svolta nel mondo delle lancette. Ancora oggi è il «campione» del marchio.
Blancpain

In un settore in cui storia e tradizione sono valori fondanti per buona parte dei brand, potersi fregiare del titolo di marchio di orologi più antico al mondo è qualcosa che va oltre il marketing. In Blancpain lo sanno bene, perché questo primato spetta proprio a loro. Fondata nel 1735 da Jehan-Jacques Blancpain a Villeret, da 290 anni non si limita a produrre segnatempo ma porta avanti una cultura del bello che unisce meccanica sopraffina, mestieri d’arte, eccellenza dei materiali.
L’edificio dell’antica manifattura a Le Brassus, chiamato semplicemente «La Ferme», la fattoria, è il luogo in cui Louis-Elysée Piguet (secondo ramo dal quale discende Blancpain, oltre a quello del fondatore) allestì il proprio atelier di orologeria, grazie al quale divenne il fornitore di movimenti complicati per prestigiose marche svizzere. In questo modo, contribuì a far crescere la reputazione di Blancpain in tutto il mondo.
Sempre immersa nel verde dei pascoli della Vallée de Joux, «La Ferme» oggi ospita gli atelier degli orologi complicati e dei Métiers d’Art del marchio che nel 1953, con la creazione del primo orologio subacqueo moderno, il Fifty Fathoms, ha trovato nell’esplorazione sottomarina e nella salvaguardia degli oceani uno degli ambiti d’elezione dove continuare la ricerca della precisione e dell’eccellenza che persegue da quasi tre secoli.
Breguet

Essere la manifattura erede di colui che è considerato uno dei padri dell’orologeria moderna è una responsabilità che può far tremare i polsi. O che può essere gestita con naturalezza, perché i principi ispirati e trasmessi dal fondatore si traducono ancora oggi in orologi che egli stesso, se fosse in vita, avrebbe creato così. È il destino della Maison Breguet, che dell’illustre fondatore Abraham-Louis, non porta solo il cognome ma che, da 250 anni, tramanda la lezione di meccanica ed eleganza che egli donò al mondo a partire dal 1775, da quando aprì il proprio laboratorio a Parigi. Tourbillon, calendario perpetuo, sistema «paracadute» sono solo alcune delle sue invenzioni che hanno cambiato l’orologeria. Sotto la guida di Swatch Group dal 1999, il marchio ha continuato a onorare il proprio patrimonio abbracciando le moderne tecnologie ed è ancora oggi sinonimo di alta orologeria, risultato diretto dello spirito pionieristico di Abraham-Louis Breguet e della costante dedizione all’eccellenza che caratterizza l’azienda da due secoli e mezzo.
Rolex

Correva l’anno 1905, quando un dinamico giovane, bavarese di nascita ma formato nella culla dell’orologeria svizzera a La Chaux-de-Fonds, intuì l’interesse destato dagli orologi da polso. Anche se quegli oggetti poco precisi erano, all’epoca, considerati un gioiello femminile. Si trattava di Hans Wilsdorf che, proprio in quell’anno, 120 anni fa, si trasferì a Londra. Qui, nella capitale economica e finanziaria del mondo fondò con un socio la Wilsdorf & Davis, azienda specializzata nel commercializzare in tutto l’Impero britannico orologi da polso i cui componenti erano prodotti da partner svizzeri. Era l’embrione di quella che sarebbe diventata, nel 1920, la Montres Rolex S.A., fondata da Wilsdorf a Ginevra.

Per l’azienda voleva un nome breve, di massimo cinque lettere, facilmente pronunciabile in tutte le lingue, che suonasse bene, facile da ricordare, che potesse essere inserito armoniosamente sul quadrante e sul movimento. La corona del logo divenne simbolo di eccellenza. E da quel 1905, la storia dell’orologeria cambiò per sempre.
Zenith

Nel 2025 Zenith festeggia i suoi 160 anni di vita. Oltre un secolo e mezzo di storia di un marchio che, come amano dire in manifattura prendendo spunto dal proprio simbolo, è scritto nelle stelle. Una manifattura che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle dell’alta orologeria attraverso segnatempo e movimenti entrati nella leggenda. Fondata nel 1865 da Georges Favre-Jacot, Zenith ha attraversato secoli, guerre, rivoluzioni industriali e crisi seguendo sempre la stella polare dell’eccellenza estetica e meccanica. Una delle poche manifatture a riunire sotto lo stesso tetto tutte le competenze necessarie alla creazione dei propri orologi, oggi come 160 fa, si è distinta per la precisione cronometrica e per una costante tensione all’innovazione. Da qui nacque nel 1969 il mitico calibro El Primero. Da qui, oggi, con le collezioni attuali Zenith mantiene vivi lo spirito innovatore e la ricerca della perfezione che animarono il fondatore. (Riproduzione riservata)
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