Manca ancora una settimana al termine, ma Milano Cortina 2026 è già la migliore edizione olimpica invernale di sempre per l’Italia (battuti i sette ori e 20 podi di Lillehammer 1994).
«Qualcosa di storico», ha detto alla Gazzetta dello Sport Giovanni Malagò, orgoglioso anche della gestione delle infrastrutture e del lustro internazionale dato al Paese.
Il presidente di Fondazione Milano Cortina ha commentato a MF - Milano Finanza i numeri del successo dell’organizzazione italiana: «Questi risultati sono il prodotto di un modello di governance che ha saputo integrare in modo efficiente istituzioni, imprese e territorio, creando una piattaforma di crescita che va ben oltre la durata dell’evento».
Secondo Assolombarda e Milano&Partners, l’impatto economico nel solo territorio milanese è stimato in 2,5 miliardi, considerando la spesa diretta (un miliardo), gli effetti indiretti lungo le filiere e l’indotto generato a valle.
Il valore aggiunto si attesta a 1,045 miliardi guardando solo al capoluogo lombardo, sede di 90 gare e della cerimonia d’apertura, a fronte di un budget di 735 milioni suddiviso tra infrastrutture (379 milioni) e organizzazione (356 milioni).
«Milano sta vivendo una fase positiva: il pil torna a crescere in maniera sostenuta con un +1,7% stimato nel 2026, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale della città e il turismo continua a espandersi» commenta il presidente di Assolombarda Alvise Biffi.
Nel complesso, le Olimpiadi, dall’inizio dei lavori all’anno dell’evento, hanno attivato 0,4 punti percentuali di pil, con un budget complessivo che supera i 9,4 miliardi: 3,54 miliardi destinati alle infrastrutture previste nel piano delle opere olimpiche, 1,9 miliardi per i costi organizzativi e circa 4 miliardi di ulteriori investimenti infrastrutturali di Regione Lombardia.
Tra i settori che hanno beneficiato della maggior ricaduta economica grazie ai Giochi ci sono le costruzioni (57 milioni) e i trasporti (51 milioni), ma il primo fra tutti è l’ospitalità (139 milioni).
Secondo un recente report di Deloitte e di Airbnb, dei 2,5 milioni di spettatori attesi per le Olimpiadi, il 38% (961 mila) ha usufruito, o usufruirà, di un alloggio, con una domanda media giornaliera di 148 mila turisti per la Lombardia, 104 mila per il Veneto e 88 mila per il Trentino-Alto Adige.
Airbnb stima 155 mila presenze nelle tre regioni toccate dai Giochi durante il periodo olimpico. L’introito lordo previsto per singolo host degli appartamenti dati in affitto sulla piattaforma in questo periodo è di 1.928 euro in Lombardia, 1.278 euro in Veneto e 1.745 euro in Trentino-Alto Adige. Per quanto riguarda il tasso di occupazione delle strutture, la piattaforma registra il tutto esaurito nelle aree montane, mentre a Milano si osserva una crescita a doppia cifra rispetto alla media stagionale.
In effetti, a dispetto delle iniziali stime al ribasso dati i prezzi molto alti, Fondazione Milano Cortina comunica di aver venduto 1,27 milioni di biglietti, conun’affluenza alle venue olimpiche dell’85% della capienza.
Bormio (94%), Milano (90%) e Anterselva (88,7%) sono i luoghi che hanno registrato il tasso di affluenza maggiore negli eventi ospitati, con le gare di sci alpinismo sold out e quelle di pattinaggio di velocità, salto con gli sci e slittino che registrano un riempimento rispettivamente del 94%, 90% e 87%.
Numeri positivi anche per chi guarda da casa. Warner Bros. Discovery, rispetto alla precedente edizione di Pechino 2022, registra il 102% in più di ore viste tramite pay tv e streaming e il 39% in più con le piattaforme Hbo Max e Discovery+. Numeri ottimi anche per Rai, con una media di 1,75 milioni di telespettatori e 15,9% di share, che sale al 20,3% nel pubblico under 35. (riproduzione riservata)