Grazie alle polizze catastrofali, già obbligatorie per grandi e medie imprese, e da fine anno anche per le micro aziende, la raccolta premi Danni delle assicurazioni in Italia quest’anno avrà una fiammata del 6,7%, raggiungendo 53 miliardi di euro. Ma già nel 2026 ci sarà un dimezzamento del tasso di crescita, al 3,3%, per scendere ulteriormente all’1,5% nel 2027. Nel ramo Vita, invece, che quest’anno dovrebbe registrare una raccolta di 121 miliardi, per il prossimo si stima una crescita reale dei premi del 2,2% e dell’1,8% nel 2027. Meno del resto del mondo, che dovrebbe vedere i premi vita aumentare del 2,5% nel 2026, rispetto al 2,2% del 2025.
Le previsioni arrivano dallo Swiss Re Institute, che nel suo ultimo rapporto, «Shifting Sands», sabbie mobili, immagina che la crescita reale del pil globale rimanga stabile a partire dal 2025, ma al di sotto del 3,1% registrato nel decennio precedente alla pandemia. «La spinta alla reindustrializzazione e la trasformazione tecnologica stanno alimentando l'attività e sostenendo il core business della sottoscrizione (di polizze, ndr), ma i dati sulla crescita economica nascondono fragilità strutturali più profonde che emergeranno una volta che il ciclo del credito avrà invertito la sua tendenza», affermano da Swiss Re dove prevedono che la crescita del Pil globale si stabilizzerà al 2,5% nel 2026 e al 2,6% nel 2027, con un'inflazione che rimarrà superiore al 2% nelle economie avanzate.
Come si muovono le assicurazioni in questo contesto complicato? «Continuano ad avere una posizione di forza. I venti favorevoli strutturali derivanti dagli alti tassi di interesse a lungo termine, dai cambiamenti demografici e dall'innovazione tecnologica continueranno a sostenere la redditività», rispondono da Swiss Re. Il settore rimane ben capitalizzato e resiliente, con indici di solvibilità superiori al 200% mentre la redditività rimarrà solida, con un Roe (utile per azione) intorno al 10,5%, sostenuta da rendimenti degli investimenti strutturalmente elevati (4,3%) e da una sottoscrizione disciplinata.
Per quanto riguarda l’Italia «la crescita eccezionale di quest'anno nel Danni è legata alle riforme normative che rendono obbligatoria per le aziende l'assicurazione contro le catastrofi naturali. Il Paese deve affrontare uno dei divari più ampi in Europa in termini di protezione contro le catastrofi naturali e il nuovo schema incoraggia tutte le parti interessate a ridurlo e ad aumentare così la resilienza complessiva», dice Charlotte Mueller, chief economist Europe di Swiss Re. Mentre nel Vita «la crescita sarà trainata dalla domanda resiliente di prodotti di risparmio unit-linked e ibridi (multi-class), che diventeranno il motore chiave della crescita». (riproduzione riservata)