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Christine Lagarde
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Lagarde (Bce) ai governi Ue: serve cautela negli aiuti per la guerra in Medio Oriente. Sui tassi occorrono più informazioni

20 aprile 2026, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21:33

Per Francoforte lo spazio di manovra fiscale si è ridotto rispetto agli anni del Covid. Intanto Bankitalia e Bri avvertono sui rischi delle stablecoin

L’incertezza sulla durata e sull’impatto della guerra in Medio Oriente rende necessarie «ulteriori informazioni prima di trarre conclusioni» sulla politica monetaria, secondo quanto ha detto ieri la presidente Bce Christine Lagarde in un incontro dell’associazione delle banche tedesche a Berlino.

La Bce resta così alla finestra sui tassi. I mercati ritengono improbabile un rialzo il 30 aprile, mentre la stretta potrebbe arrivare a giugno se il conflitto andrà avanti.

Lagarde ha osservato che i prezzi del petrolio sono più alti rispetto a quelli inclusi nelle ultime proiezioni di base della Bce, mentre il costo del gas è inferiore alle assunzioni di Francoforte. La banca centrale continua a monitorare prezzi delle aziende e salari dei lavoratori, nel frattempo resta «pronta ad agire quando ci saranno le informazioni necessarie».

Le sfide della politica fiscale

Mentre i contorni della politica monetaria restano da definire, Lagarde ha mandato ieri un messaggio chiaro ai governi europei: rispetto agli anni della pandemia «il margine di manovra fiscale si è ridotto. I governi che cercano di attutire ogni shock per ogni famiglia rischiano di compromettere la sostenibilità fiscale, a loro rischio e pericolo». Questo «rende la selettività non solo auspicabile, ma necessaria. La lezione del 2022 è chiara: un sostegno temporaneo e mirato può proteggere i più vulnerabili senza aggravare l’inflazione né compromettere la stabilità delle finanze pubbliche».

Il bilanciamento tra misure sui prezzi e sui redditi

I governi, secondo Lagarde, dovranno bilanciare esigenze diverse. Le misure basate sui prezzi «possono ridurre l’inflazione, ma a costo di offuscare il segnale di cui le famiglie e le imprese hanno bisogno per ridurre il consumo energetico». Invece gli interventi basati sui redditi per Lagarde «possono proteggere i cittadini», ma a costo di «stimolare eccessivamente l’economia» e quindi di obbligare la banca centrale a maggiori incrementi dei tassi.

Opportunità e rischi delle stablecoin

Intanto ieri le autorità monetarie nazionali e internazionali sono intervenute sui rischi e le opportunità della finanza digitale e delle stablecoin. Paolo Angelini, direttore generale della Banca d'Italia, ha sottolineato: «Considerando che è difficile, se non impossibile, fermare le stablecoin ai confini, ritengo che l’Unione Europea debba mantenere un approccio favorevole al mercato verso le iniziative conformi alla regolamentazione Ue».

Nello stesso tempo per Angelini occorre «conservare la flessibilità necessaria per rimediare alle debolezze e affrontare i rischi man mano che emergono. In un panorama in rapida evoluzione, l’apertura all’innovazione e la capacità di implementare correzioni tempestive devono rimanere inseparabili».

Le stablecoin presentano «sia opportunità che sfide», ha osservato Pablo Hernandez De Cos, direttore generale della Bri e uno dei principali candidati a diventare presidente Bce al termine del mandato di Lagarde. «Da un lato, le stablecoin incorporano i progressi tecnologici della tokenizzazione, quali la programmabilità. Hanno inoltre il potenziale per migliorare in modo significativo i pagamenti transfrontalieri e fornire un comodo accesso al dollaro e ad altre valute estere come riserve di valore. Dall’altro lato, le stablecoin pongono sfide macroeconomiche e finanziarie significative, compresi i loro potenziali effetti sull’offerta di credito, sulla stabilità finanziaria e sulla politiche monetaria e fiscale». Soprattutto, secondo De Cos le stablecoin «possono facilitare l’elusione delle normative». Inoltre «alcune stime suggeriscono che le stablecoin rappresentino ormai la maggior parte delle transazioni illecite all’interno dell’ecosistema delle criptovalute».

De Cos ha poi sottolineato «l’importanza fondamentale della cooperazione internazionale. Senza di essa, la divergenza delle normative sulle stablecoin tra le diverse giurisdizioni potrebbe portare a una grave frammentazione del mercato o favorire un arbitraggio normativo dannoso». (riproduzione riservata)



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