La Securities and Exchange Commission americana ha respinto le richieste di lancio di nove distinti Etf su bitcoin, ancora una volta ostacolando il tentativo di costruire un prodotto di tale natura basato sulla tanto volatile criptovaluta. La commissione ha emesso tre ordinanze, una per ciascuna delle domande presentate rispettivamente da ProShares, Direxion e GraniteShares. Aziende attive in ambito Etf e bitcoin hanno iniziato a cercare l’approvazione della Commissione per uno di questi strumenti quattro anni fa con il progetto avanzato da Cameron e Tyler Winklevoss. L’Etf è stato respinto due volte. Anche un’altra proposta di un’azienda che risponde al nome di SolidX è stata bloccata.
I rappresentanti di ProShares e GraniteShares non hanno voluto esprimersi al riguardo e un rappresentante di Direxion non ha risposto tempestivamente a una richiesta di commento. Anche Cboe Global Markets e Nyse Arca, che avrebbero collocato gli Etf, hanno rifiutato di concedere una qualche dichiarazione in merito.
La Commissione si è basata sullo stesso ragionamento fatto in occasione dei precedenti dinieghi: essenzialmente non ci sono abbastanza protezioni contro le frodi e le manipolazioni del mercato dei prodotti sottostanti. Nel caso degli Etf Direxion, per esempio, la Sec ha affermato che il mercato delle attività sottostanti non è di dimensioni «sufficienti» per garantire che i prezzi non vengano manipolati su altre piattaforme di scambio.
Questo è un duro colpo per Cboe Global Markets e Cme Group, che hanno entrambi inaugurato futures sul bitcoin alla fine dello scorso anno. Alcuni degli Etf oggetto di bocciatura avrebbero investito in tali contratti. Entrambe le società hanno beneficiato in passato di prodotti indicizzati quotati che consentivano agli investitori al dettaglio di accedere a mercati a lungo dominati da operatori professionali. Nei documenti si sottolinea che i dinieghi «non si basano su una valutazione del fatto che il bitcoin, o la tecnologia blockchain in generale, abbia o meno utilità o valore in quanto innovazione o investimento».
Il bitcoin, lanciato per la prima volta quasi dieci anni fa, è cresciuto in maniera tumultuosa, ma i mercati per il trading rimangono immaturi e ampiamente non regolamentati. Alcuni exchange hanno cercato una vigilanza regolamentare, ma la maggior parte non si è mossa in questo senso, il che ha dato luogo a un mercato noto per gli episodi di hackeraggio, le frodi e le manipolazioni.
Detto questo, si è registrato un crescente interesse da parte delle istituzioni per le criptovalute in quanto asset class e sono emerse infrastrutture per la loro negoziazione, come il mercato dei futures. Il settore vede in un Etf sul bitcoin un modo per attrarre gli investitori al dettaglio. Per quanto qualsiasi investitore abbia la possibilità di acquistare la criptovaluta, una simile operazione potrebbe intimidire chi non ha familiarità con questo contesto. L’Etf sarebbe una via per rendere più semplice la costruzione di un’esposizione a questa opzione di investimento.
