La nuova borsa icona di questo autunno? Si chiama Express, è firmata Louis Vuitton, ed è già la preferita di Hoyeon e di Emma Stone
Disegnata da Nicolas Ghesquière, direttore artistico delle collezioni donna di Louis Vuitton, racchiude lo spirito del viaggio, ed è la preferita del premio Oscar, Emma Stone e dell’attrice Hoyeon, rivelazione della serie coreana Squid Game

C’è qualcosa nei treni, nelle partenze invernali, nelle valigie lucide, nei saluti trattenuti sotto le pensiline, che richiama un’idea di stile senza tempo. Non la moda, ma qualcosa di più sottile: una forma di eleganza in transito, che attraverso tempo e tempi. È in questo orizzonte che si colloca Express, la nuova borsa di Louis Vuitton, firmata dal direttore creativo donna Nicolas Ghesquière. Presentata durante la sfilata autunno-inverno 2025-26, alla stazione parigina della Gare du Nord, adesso è la protagonista anche della nuova campagna di maison, interpretata dal premio Oscar, Emma Stone e da Hoyeon, attrice rivelazione della serie coreana Squid Game.

Due muse in movimento con la loro Express, un gesto che si trasforma in un diario à-porter, un ritorno alle origini del viaggio chez Louis Vuitton, quando i bagagli erano oggetti di desiderio più che di funzione. Il nome «Express» è, infatti, un omaggio alla prima versione della Speedy anni Trenta, anche se qui nulla è nostalgico. La pelle martellata, i manici in Monogram Canvas, il lucchetto dorato: ogni dettaglio parla di un oggetto che cosa sarà quello del nostro desiderio il prossimo autunno.

Disponibile in tre misure e in tre palette: nocciola, mogano, taupe, e una sorprendente combinazione avorio e blu olympe, la sua estetica si rifà alla borsa Keepall, ma con una morbidezza nuova, pensata non con la rigidità di un baule, ma per la vita quotidiana – quella che corre, che sfiora e sfugge, come un treno in partenza.

Nel gesto semplice di portarla, Express racconta un altro tempo: quello che non si misura in ore, ma in impressioni, odori, promesse. Louis Vuitton non lancia una tendenza: costruisce un orizzonte.
E dentro, ci invita a viaggiare.
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