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Eleganza

La lezione di Cini Boeri secondo Prada

Prada celebra Cini Boeri con la riedizione in Re-Nylon della borsa disegnata nel 2018: 100 pezzi flessibili e sostenibili, simbolo di un design umano, essenziale e senza tempo

di Marion Tanner
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Nel centro della Galleria Vittorio Emanuele II, nel negozio Prada Donna, l’eco del genio femminile e italiano risuona con discreta eleganza. Prada omaggia l’architetta e designer Cini Boeri con una riedizione in edizione limitata, 100 pezzi numerati, della borsa che la grande progettista concepì nel 2018 per il progetto Prada Invites. Un tributo non solo alla funzionalità del design, ma a un’etica profonda che rifiutava ogni formalismo a favore di un pensiero umanistico e femminile.

Cini Boeri non era una che si lasciava sedurre facilmente dagli orpelli. Classe 1924, milanese, collaboratrice di Marco Zanuso, madre di Stefano Boeri, ha percorso con fermezza e visione un sentiero tutto suo nella storia del design italiano. Progettava come si vive: con onestà, con flessibilità, con cura. E quella borsa – espandibile, componibile, regolabile – è esattamente l’incarnazione tangibile del suo pensiero: il design, per lei, non era mai fine a sé stesso, ma servizio all’essere umano.

Portrait of Cini Boeri , Architect , Milan 1983,
Portrait of Cini Boeri , Architect , Milan 1983,

A 94 anni, Boeri ha accettato l’invito di Miuccia Prada con entusiasmo quasi fanciullesco. La sfida era ambiziosa: costruire un oggetto in nylon, quel materiale così tipico del lessico Prada, con una funzione chiara, autentica. «Una borsa da usare quietamente e piacevolmente, da ieri all’eternità», scriveva. Le parole scelte raccontano un intento chiaro: rifiutare l'effimero, abbracciare la continuità.

La nuova versione, fedele al progetto originario, è ora in Re-Nylon nero: un tessuto rigenerato ottenuto da rifiuti plastici recuperati dagli oceani, reti da pesca dismesse e scarti tessili. È sostenibile, sì, ma soprattutto coerente. Perché Boeri, anche inconsapevolmente, era già pioniera del concetto di circolarità, non solo materiale ma culturale. Ogni elemento della borsa, dalle tasche modulari alla struttura flessibile,  incarna un’idea di autonomia e responsabilizzazione. È una borsa che si adatta alla vita, non la ingabbia.

La lezione di Cini Boeri secondo Prada

Sulla tag, la firma dell’architetta. Una firma che, come il tratto di una matita ben affilata, continua a dire molto anche a distanza di tempo. Il rilancio di questa borsa coincide infatti con il centenario della nascita di Boeri, celebrato nel 2024 anche attraverso una mostra presso la Biblioteca del Parco a Milano. E oggi, grazie al lavoro dell’Archivio Cini Boeri – creato nel 2023 dai nipoti Giulia e Antonio Boeri – si apre un nuovo capitolo nella valorizzazione del suo lascito: una riscoperta che non vuole cristallizzare, ma ispirare.

In un’epoca in cui il design sembra spesso gridare per attirare attenzione, l’approccio di Boeri, e questa borsa,  ci ricordano che si può (e si deve) sussurrare, senza mai rinunciare a dire qualcosa di profondo. La collaborazione tra Prada e l’Archivio non è nostalgia, è dichiarazione. È il riconoscimento che gli archivi non sono mausolei, ma laboratori del possibile. Bacini vivi da cui emergono visioni che parlano al presente con la forza del passato.

Oggi quella borsa è un manifesto in nylon. Firmato da una donna che ha saputo rendere il design uno strumento di libertà. E da una maison che, ancora una volta, ha capito che il vero lusso non è apparire. È appartenere. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/05/2025 13:15
Ultimo aggiornamento: 29/05/2025 13:15
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