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La guerra dei 1.200 mld
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La guerra dei 1.200 mld

di Max Colchester e Julia-Ambra Verlaine
Milano Finanza - Numero 045 pag. 30 del 04/03/2017

La City è il principale hub per il clearing. Le sue stanze di compensazione sono leader, specie sui derivati. Anche in euro. E ora l’Europa non ci sta e vuole portare il business in casa. Milano si candida

La fusione tra Lse e Deutsche Boerse si è arenata sul destino dei due mercati strategici: i titoli di stato (Mts) e l’Euroclearing. Per dare il disco verde alla fusione, la Commissione Ue ha richiesto lo stralcio del clearing e dell’Mts. E a queste condizioni, è saltato tutto. Ora, poiché l’infrastruttura di mercato italiana nelle mani del Lse, esiste un incentivo a trasferire il mercato dell’euroclearing a Milano, come peraltro sottolineato dall’ad di Deutsche Bank Italia, Flavio Valeri, nel corso del suo intervento all’incontro «Italy is now and next!» di un paio di settimane. «Milano, a differenza di Francoforte e Parigi, non compete contro Londra e non ne minaccia il ruolo. Al contrario, è complementare con essa e può fornirgli una piattaforma nell’Eurozona per risolvere il tema Brexit», sostengono gli esperti del Comitato Select Italia. L’articolo che segue, tratto da The Wall Street Journal spiega tutti i segreti dell’Euroclearing. E perché è un asset strategico.

 

Durante i negoziati per lasciare l’Unione europea la Gran Bretagna andrà incontro a molti scontri controversi. Ma uno, nel profondo dell’impianto del sistema finanziario, si preannuncia particolarmente spinoso e riguarda i servizi di clearing. Londra è un hub di compensazione globale in cui migliaia di miliardi di dollari di capitale circolano ogni giorno. Perderà questo primato? E, se fosse, quali saranno le conseguenze? Ecco quello che c’è da sapere in base a diverse interviste a top manager, legali e consulento.

1) Cos’è la cassa di compensazione? Una clearinghouse si interpone tra gli acquirenti e i venditori di strumenti, quali obbligazioni, materie prime e derivati. Offre agli acquirenti la garanzia che otterranno ciò che hanno comprato e ai venditori che saranno pagati. Per fare questo, la stanza di compensazione interviene tra le due parti, impegnandosi a completare l’affare anche nel caso in cui una parte si tirasse indietro.

2) Perché Londra è la capitale del clearing?
Il clearing è un gioco di scala e la City ha un certo peso, soprattutto nei derivati. Stando alla Banca dei Regolamenti Internazionali lo scorso aprile sono stati compensati da Londra ogni giorno 1.200 miliardi di dollari di derivati su tassi di interesse, in valute, tra cui dollari, yen ed euro, rendendo la Gran Bretagna la seconda principale destinazione di compensazione al mondo dopo gli Stati Uniti.

3) Perché conta la scala?
La scala consente di risparmiare denaro. Una banca è tenuta a detenere capitale contro le operazioni per coprire il rischio. Diciamo che scommette con un Cliente A che i tassi di interesse saliranno, e con un Cliente B che scenderanno. Se tratta direttamente con i clienti, entrambe le posizioni presentano rischio e richiedono capitale. Passando attraverso una stanza di compensazione, però, ha due puntate compensative con la stessa controparte che si annullano a vicenda. Su migliaia di contratti, questa compensazione si traduce in una posizione molto più ridotta. Inoltre le stanze di compensazione possono aiutare le banche a comprimere le posizioni, per esempio attraverso il consolidamento di diverse operazioni in una. Più contratti passano attraverso una clearinghouse, più efficiente è per le parti che lo utilizzano. E Londra ha beneficiato di questo effetto valanga.

4) Come influirebbe su questo la Brexit?
Potrebbe interrompere questo pool di contratti. Come membro della Ue, il Regno Unito beneficia degli accordi globali che agevolano alle banche di tutto il mondo il passaggio attraverso stanze di compensazione qualificate come europee, ossia le clearinghouse di Londra. Con la Brexit potrebbe arrivare l’esclusione della Gran Bretagna da questo sistema. e le stanze di compensazione britanniche potrebbero perdere tale qualifica. La Bce potrebbe anche ritirare l’impegno ad appoggiarsi alla compensazione in euro a Londra in quanto prestatore di ultima istanza. Le banche di tutto il mondo potrebbero quindi cominciare ad andare altrove, erodendo il vantaggio di scala.

5) La Gran Bretagna può riqualificarsi? In teoria dovrebbe essere facile: la maggior parte delle stanze di compensazione di Londra già aderisce alle stesse norme degli omologhi europei, a loro volta equivalenti ad altri Paesi. Ma il processo potrebbe richiedere del tempo. Per raggiungere un accordo in materia di compensazione tra Ue e Stati Uniti ci sono voluti quattro anni. Inoltre, con la Brexit, le autorità europee potrebbero non essere così ansiose di approvare un accordo di compensazione, mentre altri elementi sono in sospeso. La qualificazione è importante. Sono in fase di attuazione disposizioni europee che prevedono il requisito che i credit default swap e gli swap su tassi d’interesse siano compensati attraverso clearinghouse qualificate. Altri prodotti possono essere compensati attraverso stanze non qualificate, ma saranno interessati da un coefficiente patrimoniale più elevato. Infine le autorità europee potrebbero cercare di obbligare le stanze di compensazione che gestiscono grandi quantità di titoli denominati in euro a essere situate all’interno della Ue.

6) Perché l’Europa dovrebbe volere qualcosa di simile? Alcuni leader politici temono l’idea che la Gran Bretagna gestisca migliaia di miliardi di euro di derivati, pur essendo al di fuori della portata dei regolatori o le corti del continente. Il passaggio delle operazioni attraverso le stanze di compensazione è una parte fondamentale delle riforme post-crisi sul mercato dell’Europa. Londra compensa più derivati su tassi di interesse nominati in euro rispetto agli altri Paesi Ue messi insieme, l’anno scorso circa il 75% è stato eseguito nel Regno Unito. Lch Clearnet Group è il più grande compensatore di swap su tassi d’interesse denominati in euro al mondo; Ice Clear Europe è la più grande clearinghouse di credit default swap in euro al mondo. Entrambi sono basati a Londra. E c’è un altro motivo: se una maggiore attività di compensazione si muove verso la Ue, poi seguiranno le competenze e il capitale a supporto di queste operazioni, il che sosterrebbe lo sforzo della Ue per creare un proprio centro finanziario.

7) Come potrebbero agire le autorità comunitarie?
a) Cambiando la legge. Alla Bce potrebbe essere affidata la diretta supervisione delle stanze di compensazione che gestiscono numerosi contratti denominati in euro. Questo potrebbe richiedere anni di dispute politiche. Una soluzione più rapida? Applicare le soglie per la quantità di contratti in euro «qualificati» che le stanze di compensazione possono elaborare al di fuori dell’Ue. Potrebbe essere calibrato in modo da essere abbastanza elevato da non influenzare le clearinghouse degli Stati Uniti (che non evadono molte operazioni in euro), ma fare del male alle imprese britanniche.
b) Tagliando fuori la Banca d’Inghilterra. La Bce potrebbe rimuovere le linee di swap che forniscono liquidità di emergenza in euro alla Boe. I clienti potrebbero avere ripensamenti rendendosi conto che i loro contratti in euro non sono sostenuti da liquidità illimitata della Bce. D’altra parte, gli istituti centrali generalmente non amano creare instabilità finanziaria.
c) Trovando un accordo. Durante i negoziati per la Brexit, il governo britannico potrebbe cedere il controllo delle stanze di compensazione in cambio di qualcos’altro.
d) Colpendo le banche. La Bce potrebbe dare un giro di vite sulle banche della zona euro che utilizzano le stanze di compensazione di Londra. Potrebbe aumentare i requisiti patrimoniali per le banche che compensano i titoli nominati in euro al di fuori della Ue. Tuttavia, un gioco pesante potrebbe ritorcersi contro. Se tagliate fuori da Londra, le banche con sede nella Ue potrebbero scegliere una sede qualificata più grande, New York per esempio, invece dell’Europa.

8) Quanto sarebbe oneroso sgombrare il clearing da Londra?
Abbastanza. Le operazioni potrebbero essere gradualmente spostate da una stanza di compensazione di Londra a una continentale, ma resta il sostanziale mal di testa di riformulare i contratti scritti sulla base del diritto inglese in una serie di Paesi europei, ciascuno con differenti sistemi giuridici.

9) Che genere di minaccia è per le banche a Londra? Potrebbe essere costoso. Le principali banche stanno già progettando di aprire filiali nella Ue per il dopo Brexit. Questo dovrebbe dare loro lo spazio normativo locale per fare domanda per l’appartenenza a stanze di compensazione del continente. Il costo e le strutture necessarie per poi instradare le operazioni attraverso queste entità restano un grande punto interrogativo.

10) Come andrà a finire? Banchieri e top manager di settore sperano nel raggiungimento di un accordo in base al quale tutte le modifiche siano progressivamente introdotte nel corso di un lungo periodo di tempo.Si potrebbero trovare compromessi. Le stanze di compensazione di Londra potrebbero registrarsi in Europa, ad esempio, permettendo alle autorità di regolamentazione locali una migliore supervisione.

11) E i posti di lavoro? Il clearing impiega direttamente pochissime persone. Ice Clear Europe, per esempio, ha circa 80 persone che lavorano direttamente nella compensazione. Non è quantificabile il riverbero della loro partenza sulla rete di avvocati e consulenti che lavorano con loro. Oliver Wyman stima che broker di borsa, compensazione e interdealer generino fino a 4 miliardi di sterline di fatturato annuo e impieghino fino a 12 mila persone in Gran Bretagna. Non se ne andranno tutti. La Gran Bretagna continuerà ad attrarre attività finanziaria grazie al proprio diritto, la lingua e il fuso orario. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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