Wall Street chiude in positivo: Dow Jones +0,5%, S&P 500 +0,4%, Nasdaq +0,6%. La Corte Suprema ha cominciato l'indagine sulla legittimità dei dazi voluti da Donald Trump. I giudici hanno espresso scetticismo in merito alla sua autorità di imporre misure radicali sui dazi ai Paesi di tutto il mondo.
Alle 17:30, dopo due ore di contrattazione, i principali indici di Wall Street sono passati in territorio positivo: l'S&P 500, il Nasdaq e il Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,5%, lo 0,8% e lo 0,2%. Gli investitori hanno preso in considerazione i dati sui posti di lavoro nel settore privato, che sono risultati leggermente più forti del previsto, diffusi dall'Adp, e un indice dei direttori d'acquisto per i servizi Usa, pubblicato dall'Ism, che ha sorpreso positivamente. Il dollaro si mantiene stabile. L’indice di volatilità Vix è sceso del 5%, perdendo parte dei guadagni conseguiti ieri.
I rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati al 4,16% dopo che il Dipartimento del Tesoro ha dichiarato di essere in procinto di considerare un aumento delle dimensioni delle aste di debito, al di là dei buoni del Tesoro a breve termine, anche se non nell'immediato.
Sul fronte delle criptovalute, Bitcoin ha recuperato parte delle perdite registrate ieri.
La giornata borsistica di oggi è completamente dominata dall'udienza presso la Corte Suprema riguardante la costituzionalità dei dazi imposti dal presidente Donald Trump. Ad aprire le danze è stato il Procuratore Generale John Sauer, che ha iniziato il suo intervento dichiarando alla corte che Trump ha introdotto i dazi dopo aver determinato che i disavanzi commerciali avevano portato il paese a una «catastrofe economica» e che la crisi del fentanyl stava uccidendo gli americani. Il giudice Clarence Thomas, il membro con più lunga carriera della Corte, ha tradizionalmente posto la prima domanda durante le udienze, e anche oggi non è stato diverso.
Thomas ha aperto il fuoco interrogando Sauer riguardo alla sua affermazione secondo cui la «dottrina delle grandi questioni» non dovrebbe essere applicata a questo caso. Secondo tale dottrina, la Corte ha stabilito che il ramo esecutivo necessita di un’autorizzazione estremamente chiara da parte del Congresso per implementare politiche di «grande importanza economica e politica».
La Corte Suprema aveva bocciato diverse iniziative dell’amministrazione Biden sulla base della dottrina delle grandi questioni. La causa contro i dazi di Trump potrebbe dipendere da se i giudici riterranno che tale dottrina sia applicabile anche a questo caso. L’amministrazione Trump sostiene che i dazi non sono principalmente uno strumento per aumentare le entrate federali, nonostante Trump abbia più volte elogiato le centinaia di miliardi di dollari che i dazi hanno portato nelle casse dello Stato.
I dazi in questione, ha sostenuto Sauer, «non sono dazi di raccolta di entrate», e il fatto che generano entrate è solo un effetto collaterale.
Nonostante le ripetute lodi alle entrate che i dazi hanno portato, compreso il loro ruolo nel compensare parte delle riduzioni fiscali di Trump, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha anche sostenuto, in un documento depositato in tribunale, che un’eventuale restituzione dei dazi alle imprese - una conseguenza possibile qualora l’amministrazione Trump perdesse - sarebbe disastrosa per l’economia.
Il giudice Sonia Sotomayor ha chiarito che non condivide l’argomento del governo secondo cui i dazi non rappresenterebbero una forma di tassazione, un potere che la Costituzione attribuisce al Congresso. «È una tassa», ha risposto la Sotomayor, dopo un ampio scambio di opinioni.
Nel corso dell'udienza, tutti e tre i giudici progressisti hanno posto domande incisive al Procuratore Generale Sauer. Questo non sorprende, dato che la maggior parte degli esperti si aspetta che il blocco liberale (i giudici Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson) voti contro i dazi di Trump. Di conseguenza, l’esito del caso dipenderà dal fatto che almeno due dei sei giudici conservatori si uniscano ai liberali.
I giudici conservatori si distinguono per la loro rigorosa adesione al testo della legge. Nelle prime domande, i giudici progressisti si sono concentrati sul linguaggio critico contenuto nel provvedimento del 1977, al centro della questione. «Non dice regolamentare i dazi; dice regolamentare le importazioni e le esportazioni», ha affermato Sotomayor.
L'attenzione sul testo potrebbe essere una mossa strategica per cercare di fare leva sui membri più conservatori della Corte. Il giudice Amy Coney Barrett, nominata da Trump, ha chiesto se la frase «regolamentare l'importazione» contenuta nell'Ieepa (International Emergency Economic Powers Act) sia mai stata interpretata come conferente al presidente il potere di imporre dazi. Sauer ha risposto citando il Trading with the Enemy Act, che era stato ritenuto conferire questo potere, sostituito poi dall’Ieepa.
L’atteggiamento di Barrett, parte del blocco conservatore, è stato particolarmente monitorato, e la sua domanda ha suscitato attenzione. Anche il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha sollevato preoccupazioni, sottolineando che l’Ieepa non era mai stato usato prima per imporre dazi, e che l'amministrazione Trump invocava la legge per applicare dazi su qualsiasi prodotto proveniente da qualsiasi paese, senza limitazioni.
Roberts ha anche affermato che la dottrina delle Grandi Questioni sembra applicabile in questo caso. «Perché non dovrebbe applicarsi anche questa volta?», ha chiesto Roberts. Un segnale preoccupante per Trump è arrivato dal giudice Samuel Alito, uno dei membri più conservatori della Corte, che ha espresso dubbi sull’interpretazione che l’amministrazione dà della legge.
I mercati delle previsioni sui dazi hanno visto un significativo calo delle probabilità di vittoria per Trump. Le probabilità di successo di Trump su Polymarket sono scese al 27%, rispetto al 39% prima dell’inizio delle udienze. Su Kalshi, un mercato delle previsioni concorrente, le probabilità sono scese al 21%, rispetto al 41% di questa mattina.
Sul fronte macroeconomico, la crescita dei posti di lavoro nel settore privato è risultata leggermente superiore alle aspettative per il mese di ottobre, con 42.000 nuovi posti creati, rispetto alla stima di 22.000. Tuttavia, l'andamento è stato modesto rispetto ai numeri precedenti dell’anno.
La crescita salariale continua a salire, con un incremento annuo del 4,5% per chi è rimasto nel posto di lavoro, mentre chi ha cambiato lavoro ha visto un aumento del 6,7%. Nonostante la crescita nel settore privato, le piccole imprese hanno mostrato segni di debolezza, con una perdita netta di 34.000 posti di lavoro.
S&P 500, Nasdaq e Dow Jones sono sostanzialmente piatti. Il rendimento del decennale sale al 4,12% e il Dollar Index (Dxy) si guadagna lo 0,1% a 100,27 punti contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati.
Intanto, i mercati predittivi suggeriscono che la Corte Suprema potrebbe respingere l’argomento del presidente Trump, secondo cui può imporre dazi globali senza l’approvazione del Congresso. Su Polymarket, gli scommettitori stimano al 39% le probabilità di vittoria di Trump, poche ore prima dell’inizio delle udienze sui poteri economici d’emergenza del presidente. La probabilità è rimasta stabile nelle ultime settimane.
Un quadro simile emerge su Kalshi, altro mercato predittivo, dove le chance del presidente sono state valutate al 41%. Mercoledì, i nove giudici della Corte Suprema decideranno se Trump abbia legittimamente esercitato i poteri previsti dall’International Emergency Economic Powers Act per imporre dazi globali senza il via libera del Congresso, inclusi quelli su Canada, Cina e Messico legati al fentanyl.
I ricorrenti – un gruppo di piccole imprese e stati – sostengono che Trump abbia oltrepassato i propri poteri legali. I tribunali inferiori hanno dato loro ragione e ora spetta alla Corte Suprema decidere sul destino di un pilastro della politica economica del presidente.
Trump ha definito il caso «letteralmente VITA O MORTE per il nostro Paese» in un post su Truth Social. Seguirà probabilmente le udienze da remoto, senza partecipare di persona. Le discussioni inizieranno alle 14:30 ora italiana a Washington e saranno trasmesse in streaming.
Cosa è in gioco: se la Corte annullasse i dazi, l’amministrazione Trump dovrebbe restituire decine di miliardi di dollari già riscossi. Inoltre, verrebbe meno una base legale fondamentale per gran parte dei dazi imposti e si ridurrebbe il potere negoziale nei colloqui commerciali.
Cosa aspettarsi: la Corte ascolterà gli avvocati dell’amministrazione e dei ricorrenti. Una decisione immediata non è prevista, ma le argomentazioni potrebbero fornire indizi importanti sull’orientamento dei giudici.
Cosa osservare: eventuali segnali da parte dei giudici sulla direzione che prenderà la loro sentenza su questa questione cruciale.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il titolo del produttore di chip ha aperto in calo del 2%, nonostante i risultati del terzo trimestre abbiano superato le attese: ricavi e utili migliori del previsto, con i ricavi del segmento data center in aumento del 22%, a 4,3 miliardi di dollari. Per il quarto trimestre, Amd prevede un fatturato intorno a 9,6 miliardi di dollari, più o meno 300 milioni, superiore alle stime degli analisti di 9,2 miliardi. Il titolo è comunque sceso per le preoccupazioni degli investitori sulle possibili valutazioni eccessive nel settore dell’intelligenza artificiale.
Il titolo tech ha ceduto il 6,3% all’apertura di Wall Street nonostante utili rettificati del terzo trimestre migliori del previsto e un fatturato in crescita del 27%, a 2,31 miliardi di dollari, superiore alle stime. A deludere il mercato è stata la guidance per il quarto trimestre.
Il titolo ha perso il 6,7% in avvio di seduta dopo i risultati del primo trimestre fiscale inferiori alle attese e indicazioni contrastanti per il periodo in corso.
Le azioni della società hanno registrato un tonfo del 20% all’apertura dei mercati dopo un terzo trimestre deludente: utili sotto le stime e guidance sui ricavi del quarto trimestre inferiori alle aspettative, mentre le prospettive sull’Ebitda rettificato sono risultate in linea con Wall Street.
Le azioni della società aprono in calo del 17,5% dopo aver riportato una perdita nel terzo trimestre e utili rettificati di 1,17 dollari per azione, inferiori alle stime di 1,52 dollari. La società ha annunciato l’acquisizione di Carbyne, piattaforma per comunicazioni e gestione delle emergenze, per 625 milioni di dollari.(riproduzione riservata)