Nuova stretta sui materiali per i microchip. La Cina ha annunciato il divieto totale di esportazione di diversi componenti cruciali per la produzione di semiconduttori verso gli Stati Uniti, citando preoccupazioni per il loro utilizzo militare. Una mossa di ritorsione dopo che il governo del presidente, Joe Biden, lunedì ha lanciato il terzo giro di vite in tre anni sull'industria cinese dei semiconduttori, limitando le esportazioni di 140 aziende, tra cui il produttore di apparecchiature per chip, Naura Technology Group.
Ora gallio, germanio, antimonio e materiali super duri non potranno più essere esportati negli Stati Uniti a causa delle preoccupazioni «per la sicurezza nazionale», ha dichiarato il Ministero del commercio cinese in un comunicato martedì. Inoltre, Pechino imporrà una revisione più rigorosa dell'uso finale dei prodotti a duplice uso legati alla grafite, spediti negli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti hanno generalizzato il concetto di sicurezza nazionale, politicizzato e trasformato in arma le questioni economiche, commerciali e tecnologiche», ha affermato un portavoce del Ministero. «Hanno abusato delle misure di controllo delle esportazioni e imposto restrizioni irragionevoli sull'esportazione di determinati prodotti verso la Cina». Di riflesso, diverse società industriali cinesi hanno invitato i loro membri ad acquistare semiconduttori di produzione nazionale, affermando che i chip statunitensi non sono più affidabili.
L'annuncio arriva dopo che l'amministrazione Biden ha imposto nuove restrizioni sulla vendita di chip a memoria ad alta larghezza di banda prodotti da aziende statunitensi e straniere verso la Cina. L’ultima mossa di una campagna per contenere le ambizioni tecnologiche di Pechino. Il governo del presidente Xi Jinping aveva già posto lo scorso anno gallio e germanio sotto una supervisione governativa più rigorosa. Tuttavia, piuttosto che essere completamente vietate, le esportazioni di gallio erano soggette a requisiti di licenza.
Ora lo stop totale all’export. I chip al gallio trovano largo impiego nell'attrezzatura per la difesa (droni) e l'aerospazio (robotica). Ma questo materiale viene utilizzato anche per le tecnologie digitali e per i motori elettrici. Come il gallio anche il germanio è utilizzato nei semiconduttori, ma anche nella tecnologia a infrarossi, nei cavi a fibre ottiche e nelle celle solari. Ancora più ampio l’utilizzo della grafite: droni, robotica, celle a combustibile, tecnologie digitali, batterie li-ion. La Cina detiene riserve significative di elementi delle terre rare (68,44%, solo 12,16% gli Stati Uniti), che sono fondamentali per la produzione sia di vari dispositivi ad alta tecnologia, ad esempio, il lantanio costituisce fino al 50% degli obiettivi delle fotocamere digitali, comprese le fotocamere dei cellulari, sia di applicazioni militari.
Secondo la società di consulenza Project Blue, citata da Reuters, quest'anno la Cina ha prodotto il 59,2% della produzione di germanio raffinato e il 98,8% della produzione di gallio raffinato. «La mossa rappresenta una notevole escalation delle tensioni nelle catene di approvvigionamento, dove l'accesso alle unità di materie prime è già stretto in Occidente», ha commentato Jack Bedder, co-fondatore di Project Blue. L’ultima escalation di tensioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali in vista dell'insediamento del presidente eletto, Donald Trump. «Non sorprende che la Cina abbia risposto alle crescenti restrizioni da parte delle autorità americane, attuali e imminenti, con le proprie restrizioni alla fornitura di questi minerali strategici», ha aggiunto Peter Arkell, presidente della Global Mining Association of China. «È una guerra commerciale che non ha vincitori». (riproduzione riservata)