L'Asia chiude la settimana sottotono, rialzaneo in parte la testa nella fase finale. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei è sopra la parità, l'Hang Seng cede lo 0,29%, Shanghai guadagna lo 0,57%. L'oro lascia sul terreno lo 0,28% a 1.932 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano cala anche oggi dello 0,28% a sua volta a 95,6 dollari il barile. Sul fronte valutario l'euro viaggia in debolezza (-0,2%) a 1,0858 dollari, lo yen è stabile a 123,97. Il T bond Usa decennale rende il 2,66% al rialzo e i futures su Wall Street sono appena passati sopra la parità.
Sui mercati incombe una Fed particolarmente falco che cerca di domare la super inflazione e il fatto che i membri dell'Eia, i Paesi consumatori di petrolio, abbiano concordato di rilasciare 240 milioni di barili dalle riserve, 1 milione al giorno da maggio a dicembre, per calmierare il prezzo del greggio sotto i 100 dollari al barile. A comprimere i valori del petrolio sono anche i lockdown in Cina, soprattutto a Shanghai, la megalopoli da 26 milioni di abitanti ancora in lockdown stretto.
I dati deboli sull'attività manifatturiera e dei servizi relativa alla Cina hanno fatto sperare fin dai giorni passati in un ulteriore allentamento monetario, con gli investitori che si aspettano un (raro) taglio dei tassi di 10 punti base già a partire dalla prossima settimana e una possibile riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria delle banche nel secondo trimestre. Oggi i mercati sono volatili, stanno soppesando le notizie che arrivano dai lockdown e dal loro effetto depressivo sul Pil da un lato e le attese di uno stimolo da parte del governo, come anticipato di fatto un paio di settimane fa senza però entrare nel dettaglio.
Secondo KraneShares, emittente di Etf focalizzati sulla Cina, le misure di stimolo della Cina possono essere un potenziale catalizzatore per i mercati azionari del Paese. L’analisi parte da uno degli annunci sull'obiettivo di crescita del Pil del 5,5% e dal presupposto che, storicamente, la performance delle azioni cinesi è stata positivamente correlata alla posizione di politica monetaria del Paese. KraneShares ritene che le misure di stimolo aggressive e ampie che fluiscono verso molti settori dell'economia, incluso quello immobiliare, stanno iniziando a riflettersi nei dati e potrebbero arrivare ai mercati dei capitali in breve tempo. È difficile dire quando tutti questi stimoli inizieranno a portare benefici alle azioni. Tende ad esserci un ritardo di almeno tre mesi tra uno stimolo significativo e un rialzo del mercato azionario. Tuttavia, la correlazione tra le misure di stimolo e la performance dei listini è positiva e relativamente elevata.
Sul fronte del petrolio, gli analisti di ANZ Research ritengono che "sebbene quello annunciato sia il più grande rilascio da quando le scorte sono state create nel 1980, alla fine la mossa dei Paesi consumatori non riuscirà a cambiare i fondamentali del mercato petrolifero. È probabile che ritarderà invece gli aumenti della produzione dei principali Paesi estrattori". Inoltre la decisione potrebbe certo limitare l'aumento dei prezzi a breve termine, "ma non coprirebbe completamente i volumi persi se più Paesi imponessero sanzioni contro la Russia per la sua invasione dell'Ucraina, che Mosca continua a definire operazione speciale". (riproduzione riservata)