Predire l’evoluzione dei cicli di debito societario è sempre complicato. E in Cina lo è doppiamente, dal momento che sono in corso due cicli. La maggior preoccupazione per la rapida crescita del credito in tutta l’economia del Paese asiatico riguarda la vastità della leva finanziaria aziendale, ormai prossima al 166% del pil. Meno evidente è il fatto che i cicli di debito in parallelo nei settori pubblico e privato si stanno muovendo a velocità diverse. Pertanto, mentre Pechino tenta di tenere a freno la proliferazione dei rischi aumentando gli oneri finanziari, deve vedersela con due bilanci: uno per le aziende statali, che rappresentano oltre la metà del credito del sistema, e l’altro per le imprese private, che equivalgono a circa un quarto. I dati di Deutsche Bank suggeriscono che i problemi di debito delle imprese private vengono evasi più rapidamente: negli ultimi cinque anni il 13% del totale di questi prestiti è stato dichiarato in sofferenza. Per le imprese di proprietà statale è solo l’1,3%.
Il ciclo a due binari è una creazione di Pechino. Mentre le aziende statali in difficoltà sono state tenute a galla da gruppi bancari altrettanto statali, le aziende private più deboli sono state costrette al rifinanziamento a tassi di interesse più elevati. Alcune hanno sfruttato le banche-ombra, altre hanno chiuso bottega. La logica conseguenza è un accumulo di debito improduttivo: il classico credito al consumo, per lo più alle imprese statali, per ripagare debiti più vecchi, ora è pari a quasi il 9% del credito totale. Rimettere tutto a posto peserà sul sistema finanziario. Le banche cinesi sono state i principali finanziatori e sicuramente accuseranno maggiormente il colpo. Ma è anche probabile che gran parte della pila di conti da pagare si riverserà indirettamente sul consumatore.
Una crescente porzione del credito viene fornita dal sistema bancario-ombra attraverso la miriade di nuove forme di finanziamento, come il prestito tra privati e i prodotti di wealth management avvolti in altri prodotti di wealth management, venduti agli investitori al dettaglio desiderosi di rendimenti più elevati per il risparmio delle famiglie, ora bloccato. Questi prodotti, insieme con i fondi nazionali di previdenza sociale, hanno provveduto a circa l’80% del finanziamento nella ristrutturazione sotto forma di capitalizzazione del debito per la statale Wuhan Iron & Steel. Mentre il Dragone procede nella gestione dei propri problemi di debito, probabilmente si assisterà a una proliferazione di episodi del genere. Con l’incalzare del processo sembra probabile che Pechino farà affidamento ancora una volta sul popolo, che ne subirà le conseguenze.
